CLIVE CUSSLER e THOMAS PERRY.
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SEPOLCRO.
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Parte 1.
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Titolo originale: The Tombs. 2012.
2015. Longanesi, Gruppo editoriale Mauri Spagnol, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Sam e Remi Fargo, cacciatori di tesori del terzo millennio, si trovano al largo della Louisiana, impegnati nell'esplorazione di alcuni villaggi indigeni sommersi. La passione per i misteri dell'antichit e la capacit di riportare alla luce preziosi reperti hanno diffuso nel mondo la loro fama. E forse  proprio per questo che non sono soli: qualcuno li segue e li intralcia, sabotando le loro attrezzature. Prima che possano scoprire altro, una telefonata li costringe ad allontanarsi:  il loro amico Albrecht Fischer, professore di archeologia classica, che afferma di avere fatto un importante rinvenimento e di avere bisogno di loro. Fin qui, niente di strano. Stranissimo, invece, quello che i Fargo scoprono quando lo incontrano, in un sito di scavi top secret. Perch c' di mezzo uno dei pi celebri e inestimabili tesori di tutti i tempi: la tomba segreta di Attila, che secondo la leggenda contiene una fortuna in oro e gioielli.
Poco dopo il loro incontro, il professore viene rapito. Chi poteva sapere della sua scoperta? E chi c' dietro il sequestro?
I Fargo si mettono sulle sue tracce, ritrovandosi ben presto alla ricerca del sepolcro dell'unno, in un lungo viaggio che li porter dall'Ungheria all'Italia, passando per la Francia, la Russia e il Kazakistan e che li costringer ad affrontare criminali e cacciatori di tesori senza scrupoli.
Un'adrenalinica caccia al tesoro sta per cominciare...
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L'Autore.
CLIVE CUSSLER, uno dei rari scrittori in cui vita e fiction s'intrecciano in modo indissolubile, ha fondato la numa (National Underwater and Marine Agency), una societ che si occupa del recupero di navi e aerei scomparsi in circostanze misteriose, e trasposto nei suoi romanzi - tutti bestseller nella classifica del New York Times - la propria straordinaria esperienza di cacciatore di emozioni.
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THOMAS PERRY  autore di una ventina di romanzi, fra cui il vincitore dell'Edgar Award, The Butcher's Boy.
Clive Cussler nel catalogo Longanesi:
Dragon, Tesoro, Sahara, Enigma, Virus, L'oro dell'Inca, Iceberg, Onda d'urto, Cyclops, Vortice, Alta marea, Salto nel buio, Atlantide, Missione Eagle, Il serpente dei Maya, Walhalla, Oro blu, Lo zar degli oceani, Odissea, Vento nero, Morte bianca, L'oro dei Lama, La citt perduta, La pietra sacra, Il tesoro di Gengis Khan, Tempesta al polo, I predatori, La stirpe di Salomone, Morsa di ghiaccio, Skeleton Coast, Medusa, La nave dei morti, Alba di fuoco, Corsair, L'oro di Sparta, Recuperate il Titanic!, I cancelli dell'inferno, Il cacciatore, Oceani in fiamme, L'impero perduto, Uragano, Giungla, La freccia di Poseidone, Sabotaggio, Il regno dell'oro, Miraggio, Terremoto e Intrigo.
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1.
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Pannonia.
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453 d.C.
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L'accampamento dei barbari era enorme, una formidabile citt che si spostava di luogo in luogo secondo i capricci del suo indiscusso sovrano, il sommo re. Nella luce fioca di quel mattino, per, appena prima dell'alba, regnava il caos pi totale. Nel campo si aggiravano centinaia di migliaia di guerrieri, seguiti dalle loro donne strepitanti e dall'indisciplinata progenie. Centinaia di migliaia di cavalli, bovini, pecore e capre belavano e nitrivano nell'allarme generale, trasformando l'alba in una cacofonia di suoni. Il puzzo del bestiame si contendeva l'aria con il fumo di diecimila fuochi attizzati contemporaneamente.
Prisco era stato svegliato dal suo servitore, preoccupato per l'improvvisa baraonda scoppiata in quell'orda di barbari. Affrettandosi sul terreno irregolare e cercando di non slogarsi una caviglia nel solco di un carro o di finire in una buca, Prisco segu Ellak, il figlio del sommo re. Tent di tenere il suo passo, ma invano, perch ai piedi portava sandali leggeri, fatti per camminare sul selciato liscio di Costantinopoli. Ellak era un lottatore, il discendente di una stirpe di noti guerrieri, sopravvissuto grazie alla forza e alla rapidit delle sue membra.
Non appena Prisco vide l'enorme tenda di pelle animale del sommo re, ampia quanto bastava per contenere centinaia di persone e con un palo centrale alto quanto una villa, ud lamenti e grida, e cap cosa doveva essere accaduto nel corso della notte. Rallent il passo per restare eretto e mostrare la propria dignit di romano. Era un diplomatico, pertanto era colui che avrebbe dovuto scrivere la storia di quel giorno fondamentale. Ellak lo aveva mandato a chiamare perch in quel frangente era l'uomo pi dotto nel raggio di molte leghe, e forse conosceva un modo per salvare la vita del sommo re. Forse, per, quei lamenti significavano che era ormai troppo tardi.
Prisco cel il terrore che lo attanagliava. I barbari gli tagliavano la strada, correvano da una parte all'altra e si scontravano con violenza. Come i cani, sapevano fiutare la paura. Fin dalla nascita venivano addestrati alle armi e si erano fatti strada a suon di conquiste dall'Asia all'Europa, grazie alla loro ferocia. Quando avevano udito le grida erano corsi fuori e per nulla al mondo si sarebbero lasciati alle spalle spade e pugnali. Se uno di loro avesse percepito la paura di Prisco, un forestiero, lo avrebbe fatto a pezzi senza indugio.
Ellak lo condusse nell'ampia tenda del sommo re. Prisco svettava di quasi una testa su buona parte di quei bruti provenienti dal lontano Oriente, bassi e tarchiati, con spalle larghe, braccia e gambe robuste e facce simili al cuoio conciato. Prisco riusc a vedere oltre le teste che bloccavano l'accesso alla camera interna. Era l che doveva trovarsi il re. I guerrieri fermi sulla soglia, estratti i corti pugnali, si stavano incidendo profondi tagli sugli zigomi, facendo scorrere strie di sangue come lacrime.
Prisco avanz, spostandosi su un lato e scivolando tra le sentinelle in preda alla tensione. Riusc cos a scorgere Ildico, la giovane sposa del sommo re, rannicchiata nell'angolo su una catasta di sontuosi tappeti, il pi lontano possibile dal marito. Piangeva, ma non c'era nessuno a consolarla. Sembrava che gli altri nemmeno la vedessero.
Mentre una delle sentinelle si voltava verso gli amici per farsi vedere mentre si feriva la faccia con uno spadino, Prisco sgattaiol nella camera alle sue spalle. Pos gli occhi sul corpo del sommo re e cap perch la giovane sposa avesse un'aria cos affranta. Il formidabile barbaro, il Flagellum Dei, era sdraiato supino sul soffice letto di seta, a bocca aperta come un ubriaco che russava. Dal naso e dalla bocca gli scorreva del sangue, che andava formando una pozza liquida intorno alla testa.
Prisco si avvicin alla giovane Ildico e la sollev dall'angolo in cui si era accucciata. Le scost i lunghi capelli biondi da un orecchio e le sussurr: Va tutto bene.  morto e qui non c' pi nulla che tu possa fare. Andiamo. Non erano altro che parole tranquillizzanti, una mera voce umana per consolarla senza dire nulla. Ildico era la settima moglie del sommo re e, poco pi che una bambina di grande bellezza, era stata data in sposa dalla sua trib germanica al conquistatore. Capiva il latino di Prisco tanto quanto il suo goto, ma lui non sapeva bene quale lingua parlassero le sentinelle, per cui non disse granch. Prisco l'aiut a uscire alla luce del sole nascente e all'aria fresca. Era pallida e debole come un fantasma. Lui sperava di allontanarla dalla folla prima che qualche guerriero la accusasse della morte del re. Gli ignoranti erano spesso sospettosi e, anche se a uccidere una persona fosse stato un fulmine, poteva pur sempre averlo invocato qualcuno.
Individu alcune delle sue serve, il gruppo di ancelle e congiunte arrivate insieme a lei in occasione del suo matrimonio. Si trovavano poco lontano e osservavano la scena con agitazione. Prisco la consegn a loro, che la portarono via di corsa dalla folla crescente.
Prisco aveva ancora lo sguardo puntato su Ildico per essere certo che non venisse fermata, quando mani forti gli strinsero bruscamente le braccia. Allung il collo per vedere chi lo aveva bloccato e fatic a riconoscere i due uomini, sebbene li avesse visti in tutte le occasioni in cui era venuto a incontrare il sommo re: la met inferiore del viso era coperta di sangue per i tagli da lutto che si erano inferti sugli zigomi. Avevano un atteggiamento diverso rispetto alla sera prima, quando Prisco si era intrattenuto con loro a ridere e a bere per festeggiare le nozze del loro padrone. I due uomini lo trascinarono nella tenda del re e la folla di guerrieri si apr per lasciarli passare nella camera interna.
L, il corpo non era ancora stato spostato. Lo vegliavano Ardarico, re dei gepidi, e Onegesio, l'amico pi fidato di Attila. Ardarico s'inginocchi e, raccogliendo la brocca del vino che il sommo re aveva bevuto prima di morire, disse: Questo  il vino che Ildico gli ha versato ieri sera. Onegesio prese il calice che si trovava accanto al re.
Erano settimane che il re soffriva di un malanno che gli procurava emorragie dal naso. Magari,  peggiorato nel sonno ed  affogato nel suo stesso sangue. Ne ha tutta l'aria, non vi pare? intervenne Prisco.
Ardarico sbuff, sprezzante. Non si muore di emorragie dal naso.  stato in battaglia per una vita intera.  rimasto ferito in numerose occasioni e non  mai morto dissanguato.  stato avvelenato.
 cos che la pensi? chiese Prisco, con gli occhi sbarrati dall'orrore.
S, disse Ardarico. E ho pensato a te. L'imperatore Teodosio ti ha fatto venire qui da noi insieme all'ambasciatore Massimino, quattro anni fa. Si  scoperto che il tuo interprete, Vigilas, aveva in animo di assassinare Attila. E lui, invece di farvi ammazzare tutti, vi ha rispediti dal vostro imperatore a Costantinopoli. Forse  stato un errore. E forse Vigilas non era l'unico a essere venuto qui per uccidere il re.
Onegesio vers del vino nel calice di Attila e poi glielo porse. Dimostrami che non l'hai avvelenato. Bevilo.
Non so se il vino  avvelenato o no. Se anche  avvelenato, non prova che sia stato io. Di certo, non ero qui con il sommo re e la sua sposa durante la loro prima notte di nozze. Berlo potr soltanto uccidere anche me.
La tua paura ti condanna. La mano libera di Onegesio si avvicin all'elsa della spada.
Prisco prese il calice. Se muoio, ricordate che sono un uomo innocente. Se lo port alle labbra e lo scol.
Gli altri attesero e osservarono attentamente Prisco. Ellak gli si avvicin. Allora, Prisco?
Non sento nulla. Sa di vino.
Amaro? Acido?
Vino come qualsiasi altro: dolce come frutta, ma con qualche goccia di aceto.
Ardarico annus il calice, si vers un po di vino su un dito e se ne mise una goccia sulla lingua. Rivolse un cenno a Onegesio, butt il calice sul tappeto, accanto al corpo del sommo re, e usc. Comunic a gran voce ai guerrieri: Non c' stato nessun avvelenamento. Attila  morto di malattia.
Prisco segu Ardarico fuori dalla camera e si fece strada tra i guerrieri agitati. Le loro facce angosciate, imbrattate di sangue, erano uno spettacolo spaventoso. Quegli uomini, in vita loro, non avevano fatto altro che uccidere. Combattevano e mangiavano a cavallo e, a volte, addirittura ci dormivano. Nel giro di quasi tre generazioni, avevano conquistato i territori delle trib delle praterie comprese tra il Volga e la Gallia. Quella mattina, si erano visti privati del loro pi grande condottiero. Chi poteva sapere cosa avrebbero potuto fare, spinti dal dolore e dalla rabbia, a uno sconosciuto straniero?
Prisco s'incammin spedito, a testa bassa, evitando di posare gli occhi su uno dei guerrieri che stavano affluendo alla tenda del sommo re. Raggiunse i propri alloggi e allest un altare con una fila di candele accese per pregare per l'anima di Attila. Dopotutto, il sommo re aveva prestato ascolto a lui e agli altri romani quando gli avevano parlato di Cristianesimo. Una volta aveva incontrato papa Leone vicino a Mantova e aveva stretto un accordo. Forse era stato piantato un seme di fede nella sua mente. A ogni buon conto, era meglio piangerlo nella maniera pi evidente possibile. Prisco vomit e bevve tantissima acqua e poi vomit ancora e scopr che la cosa gli placava i nervi.
Pi tardi, lasci la sua piccola tenda e si avvi verso il centro dell'accampamento. Not che la tenda del sommo re era stata tolta. Non molto lontano da l, era stato creato un ampio spazio, dove ora sorgeva un'immensa struttura bianca. Si avvicin e la tocc, meravigliato.
Era stata eretta una grande tenda di seta bianca, che ondeggiava e si gonfiava nella brezza. Prisco si avvicin all'ingresso e diede un'occhiata dentro. Al centro, troneggiava un catafalco su cui era esposto il corpo del sommo re in pompa magna, con sontuosi e sgargianti abiti color porpora e rosso che si addicevano a un re guerriero, e armi della migliore qualit, con tanto di intarsi d'oro e gemme.
Intorno al catafalco cavalcavano i feroci cavalleggeri, i migliori guerrieri del sommo re, in larga parte sovrani delle loro stesse trib e nazioni. Cavalcavano incessantemente in cerchio, intonando inni alle loro imprese e vittorie, con i volti sfregiati in maniera tale che il sangue scorreva sulle guance come lacrime. Celebravano Attila, il loro pi grande condottiero, un uomo che meritava non solo le scialbe lacrime delle donne ma anche le rosse lacrime dei guerrieri. Mentre cavalcavano in cerchio, Prisco not che il sangue ne aveva impregnato le barbe e gocciolava dal mento fin sugli indumenti e sulle criniere dei cavalli.
Prisco s'inginocchi davanti al re e sfior il terriccio con la fronte per far s che i guerrieri vedessero che a suo modo stava mostrando rispetto, dopo di che fece ritorno al suo rifugio. Vi rimase per i successivi tre giorni, scrivendo della vita di Attila il sommo re e della sua morte nella prima notte di nozze. Ricevette visitatori che gli riferirono delle incredibili manifestazioni di cordoglio a cui avevano assistito e qualcuno parl della rivalit tra il figlio maggiore Ellak e il secondogenito Dengizico, e del risentimento di Emakh, il terzo figlio, che i primi due sembravano non considerare nemmeno. Altri ancora gli raccontarono del disgusto di Ardarico di fronte all'incapacit dei tre figli di restare uniti, almeno finch il padre non fosse stato sepolto.
Il giorno seguente, Prisco si rec alla tenda bianca e alla luce intensa di un centinaio di lampade accese vide che stavano preparando il sommo re per l'inumazione. I servitori di Attila lo sistemarono dentro una serie di tre bare. Quella esterna e pi grande era di ferro. Dentro questa ce n'era una di argento massiccio. E infine la terza era di oro puro. Le bare erano stracolme delle armi tempestate di pietre preziose che Attila aveva sottratto a numerosi re sconfitti in battaglia. Aveva sottomesso un centinaio di trib asiatiche, sconfitto alani, ostrogoti, armeni e burgundi, devastato i Balcani, la Tracia, la Scizia e la Gallia. Aveva saccheggiato Milano e Verona, e conquistato buona parte dell'Italia settentrionale. Aveva sconfitto le legioni delle capitali d'Occidente e d'Oriente, Roma e Costantinopoli.
Nelle tre bare c'erano pure mucchi sbalorditivi di gemme e oro luccicanti che riflettevano le fiamme delle lampade, e le bare stesse dovevano valere un'ingente fortuna. Prisco non pot fare a meno di pensare che con ogni probabilit la cassa interna doveva essere stata ottenuta dai novecento chili d'oro di tributo annuale che l'impero romano d'Oriente versava ad Attila. Ma non pot ignorare i lampi di colore all'interno: il freddo verde degli smeraldi, i rubini simili a gocce di sangue, gli zaffiri blu. C'erano granati rosso fuoco, lapislazzuli indaco, ambra gialla, giada verde pallido, tutti in competizione per assicurarsi l'attenzione degli osservatori.
Al calar della notte, mille cavalieri della guardia del corpo personale di Attila si radunarono e posizionarono i coperchi sulle bare, quindi le caricarono su un enorme carro a otto ruote in grado di trasportare quell'immenso peso e si allontanarono, senza portarsi dietro torce con cui farsi strada nell'oscurit.
Qualche settimana dopo, Prisco stava allestendo un convoglio di asini per il lungo viaggio di ritorno dall'imperatore Marciano. Avrebbe impiegato un mese per coprire la distanza da quella terra selvaggia ai palazzi di Costantinopoli e ormai sarebbe stato felice di farlo anche strisciando sulle ginocchia. Fu allora che, nel pomeriggio, nell'accampamento esplose di nuovo una gran confusione, con gente che puntava il dito in lontananza e gridava in svariate lingue, per cui Prisco and a indagare.
I cavalieri scelti del drappello destinato all'inumazione stavano facendo ritorno al grande accampamento degli unni. Giungevano al galoppo e la polvere che alzavano in tutta la pianura era stata avvistata ben prima della loro comparsa.
Ardarico, Onegesio e i tre figli di Attila - Ellak, Dengizico ed Emakh -, insieme a una formidabile schiera di guerrieri, si accalcarono ai margini dell'accampamento per accoglierli. Una volta arrivati, quei mille cavalieri smontarono e s'inchinarono di fronte agli scranni dei capi. Con uno straordinario atto d'ossequio, i capi restituirono l'inchino. Ellak, l'erede maggiore di Attila, avanz verso il comandante del contingente preposto alla sepoltura, un certo Mozhu, e gli mise una mano su una spalla: Raccontaci.
Abbiamo portato il sommo re in un luogo lontano, nell'ansa di un fiume dove transitano solo pochi viaggiatori. Abbiamo costruito una cripta profonda quanto l'altezza di due uomini, con un ingresso in pendenza, e abbiamo sistemato le bare sul fondo. Poi abbiamo coperto la cripta e l'accesso. Abbiamo fatto passare diverse volte un migliaio di cavalli sull'area finch  risultato impossibile individuare il punto preciso in cui era stata scavata la cripta. Quindi, abbiamo deviato il fiume per farlo scorrere in eterno sopra la tomba del sommo re, rifer Mozhu.
Ellak lo abbracci, poi sal su un carro trainato da buoi e tenne un discorso di ringraziamento al migliaio di uomini che erano rimasti accanto a suo padre in battaglia e che ne avevano protetto il corpo nella morte. Prima di saltare gi, grid: E adesso uccideteli.
I mille uomini furono inghiottiti dalla formidabile moltitudine di guerrieri che li circondava. Agli occhi di Prisco, parvero scomparire come nuotatori trascinati sott'acqua da un'inondazione: una testa che annegava qui, una che cadeva l. Svanirono sotto il peso dell'intero esercito. Prisco non vide nessuno del contingente opporre resistenza o tentare di montare di nuovo a cavallo per fuggire. Non avrebbe saputo dire se dipendesse dal fatto che l'esecuzione li aveva colti di sorpresa oppure dalla loro parziale consapevolezza che chiunque fosse stato a conoscenza del luogo di sepoltura di Attila era condannato a morire.
In seguito, i loro corpi furono coperti di terra nel punto in cui erano caduti. I capi ne elogiarono la lealt, l'onore e il coraggio. A Prisco parve che gli unni considerassero il massacro una parte naturale e inevitabile della morte di un grande condottiero. Un'unica, grande disgrazia.
Prisco si allontan dal vasto accampamento all'alba del mattino seguente, con il suo convoglio di circa centocinquanta asini carichi di provviste, tra le quali era nascosto qualche articolo prezioso: il resoconto che aveva scritto della sua missione presso i barbari, i suoi libri personali, alcuni regali di amici barbari. Si port via anche l'adolescente sposa-vedova Ildico, promettendo di restituirla ai genitori in territorio germanico non appena avesse potuto organizzarne il viaggio.
Quando furono a un giorno di tragitto dall'accampamento dei barbari, affianc a piedi l'asino di Ildico e le parl. Vedi, ragazzina? Te l'avevo detto che non ci sarebbe stato alcun rischio. Una volta che quei barbari si fossero convinti che non c'era stato nessun veleno, difficilmente tu e io avremmo potuto essere gli avvelenatori.
Ho sentito che ti hanno fatto bere il vino. Perch sei vivo?
Il veleno va somministrato a lungo, perch possa provocare emorragie e impedire al sangue di coagularsi. Erano settimane che lo somministravo ad Attila. Nel suo corpo deve essersene accumulato a sufficienza per far s che la tua dose finale lo facesse morire dissanguato. Ora, per, pensa a cose pi gradevoli. Presto sarai molto ricca.
Tieni pure tutto l'oro a me destinato, gli disse la ragazza. L'ho fatto per la mia gente che lui ha ammazzato. Portami a casa e basta.
L'imperatore vorr spedirti a casa con una ricompensa. Ci che tu e io abbiamo fatto ha probabilmente salvato l'impero dalla distruzione.
Non m'importa dell'impero.
Prisco prosegu, portandosi alla testa del convoglio, e si mise a riflettere. Aveva fatto tutto alla perfezione: aveva raccolto personalmente il trifoglio dolce, aveva aspettato con pazienza che ammuffisse e, dopo averlo usato per produrre un veleno impossibile da individuare, aveva provocato una morte che era sembrata una malattia. Camminando, ricompose parti del resoconto del suo periodo passato con gli unni. L'avrebbe descritto nella sua completezza: la sua missione di quattro anni prima con Massimino, quando la colpa della macchinazione omicida era stata addossata all'interprete Vigilas, le azioni dei barbari, la personalit del loro sommo condottiero.
Naturalmente, avrebbe tralasciato i particolari della morte del sommo re. Qualsiasi trucco rimasto segreto  immediatamente riutilizzabile. Presto, l'impero romano d'Occidente sarebbe stato sopraffatto dai suoi nemici. Le sue legioni non avrebbero potuto seguitare a respingere le continue ondate di barbari, ogni volta pi numerosi e selvaggi. Era una semplice questione di numeri. I metodi pi ingegnosi dell'impero d'Oriente avevano cancellato i numeri: l'imperatore non aveva forse mandato un solo uomo a mettere fine alla minaccia degli unni? L'impero d'Oriente sarebbe vissuto per altri mille anni.
Di certo, Ildico era una donna giovane e bella, pens. La figura sottile e aggraziata, la pelle lattea e i capelli d'oro esercitavano un gran fascino. In un certo senso, averla tutta per s avrebbe reso completo il suo silenzioso trionfo sul grande Attila. Ma non lo far, riflett. Era esattamente ci che un emissario di Roma avrebbe fatto.

2
Al largo di Grand Isle, Louisiana
2012 d.C.
Remi Fargo fluttuava nell'acqua calda del golfo del Messico, senza quasi muovere le pinne mentre lavorava. Fin di riempire la sua rete con i cocci di un vaso di terracotta che era stato quasi del tutto sepolto dalla sabbia. Secondo le sue stime, pi di mille anni prima il vaso doveva essere stato largo venticinque centimetri e alto dieci, e lei era convinta di averne raccolto tutti i frammenti. Non voleva rischiare di scalfire la finitura liscia del manufatto infilando altri oggetti nella rete. Alz lo sguardo verso lo scafo della barca, uno spettro scuro fermo una ventina di metri sopra di lei, sotto la superficie argentea dell'acqua. Espir e le bolle uscirono dal boccaglio per risalire come globuli luminosi diretti verso la luce.
Remi incroci lo sguardo del marito Sam e indic la rete, poi gli fece il gesto del tutto okay con il pollice. Lui sollev quello che a lei parve il corno di un cervo, come se le stesse rendendo omaggio, e annu. Remi diede un paio di pigri colpi con i piedi e il suo corpo sottile e sinuoso sal, infilandosi in un banco di alici scintillanti che le turbinarono intorno come una tempesta di neve per poi allontanarsi. Raggiunse la barca.
Riemergendo, vide subito l'altra imbarcazione in lontananza. S'immerse di nuovo, raggiunse l'altro fianco della barca di appoggio e attese il marito. Sotto di s vide salire le bolle d'aria prodotte da Sam, prima che comparissero anche la sua testa e la maschera.
Remi si sfil il boccaglio e respir per un secondo. Quella gente  di nuovo qui.
Sam s'immerse e riaffior a poppa, mantenendosi accanto al motore fuoribordo per mimetizzarsi con la silhouette dell'imbarcazione. Sono loro, non ci sono dubbi: la barca  la stessa, scafo nero e parte alta grigia. La guard un'altra volta. Le stesse cinque... anzi, sei persone.
 il terzo giorno consecutivo, disse Remi.
Probabilmente pensano che abbiamo trovato la citt di Atlantide.
Tu ci scherzi, ma potrebbe essere vero. Non per Atlantide, ma perch loro non sanno cosa stiamo facendo qui. Questa  la costa della Louisiana. Potremmo essere impegnati in una serie di esplorazioni di una vecchia nave spagnola che trasportava un tesoro e che  colata a picco durante un uragano. Oppure di una nave della guerra civile affondata durante il blocco.
Oppure di una Chevrolet del 2003 finita gi da un ponte, pi a nord, con qualcuno a bordo. Qui l'acqua ha una profondit di neanche venti metri.  probabile che siano semplicemente venuti a bere birra e a spalmarsi crema abbronzante a vicenda.
Remi si lasci trasportare dalla corrente fino a raggiungere Sam e si aggrapp alla sua spalla per riuscire a vedere l'altra barca. Grazie per la tua mancanza di curiosit, signor spiritosone. Ci stanno seguendo e spiano quello che facciamo. Hai visto? Era il riflesso del sole su una lente.
Sar un paparazzo che mi ha scattato una foto.
Continua pure, ma ricordati una cosa: il fatto che degli sconosciuti pensino che abbiamo scoperto qualcosa di prezioso potrebbe essere pericoloso quanto scoprire davvero qualcosa di prezioso. I ladri ti attaccano prima ancora di averti fatto i conti in tasca.
D'accordo, le disse. Da tre giorni si mantengono alla stessa distanza. Se dovessero avvicinarsi, ci parleremo. Nel frattempo, dobbiamo mappare quel villaggio sommerso. Le ultime settimane sono state interessanti, ma non ho voglia di dedicare il resto della mia vita all'archeologia preventiva.
Sam e Remi Fargo dicevano sempre che la loro reputazione di cacciatori di tesori dipendeva dall'aver attirato l'attenzione di alcuni reporter fantasiosi in giornate povere di notizie. Condividevano un forte interesse per la storia e il grande desiderio di andare a verificarla di persona. In quella primavera, si erano offerti di fare alcune immersioni per conto dello Stato della Louisiana. Un archeologo, un certo Ray Holbert, si trovava a riva a studiare i danni delle fuoriuscite di petrolio causate dall'incendio di una piattaforma petrolifera sulla costa, quando aveva trovato dei frammenti di vaso portati sulla spiaggia dalle acque del golfo del Messico. Erano chiaramente di origine indigena e piuttosto antichi, cos aveva chiesto un contributo alla compagnia petrolifera per recuperare quello che dopo alcune immersioni gli era parso un villaggio sommerso. Quando Sam e Remi avevano saputo del progetto, si erano offerti di dare una mano senza chiedere alcun compenso.
Scendi con me. Penso di aver trovato un altro focolare. Porta la macchina fotografica, disse Remi.
Sam si iss sul capodibanda per raggiungere la macchina fotografica subacquea e i due s'immersero nuovamente. Remi sembr perdersi nel lavoro. Condusse il marito al focolare di pietra e lasci che lui lo esaminasse mentre lei fotografava il sito da ogni angolazione per documentare la posizione dei frammenti di un vaso tutt'intorno. Sam osserv le movenze aggraziate del suo corpo - con la muta addosso sembrava il doppione della sua stessa ombra - e not che una sottile ciocca di capelli biondo rame era uscita dalla cuffia, sulla fronte. Sorprese i suoi vivaci occhi verdi osservarlo dal vetro della sua maschera, per cui si sforz di rinunciare allo spettacolo e di puntare lo sguardo sull'anello di pietre annerite che lei aveva scoperto sotto la sabbia. A quel punto, riempirono con cura le reti per portare altro vasellame in superficie e catalogarlo, e mapparono il sito in cui l'avevano trovato.
D'un tratto, Sam e Remi udirono il ronzio di un'elica, che si fece via via pi forte e, quando guardarono verso l'alto, scorsero uno scafo nero procedere a gran velocit verso la loro barca di appoggio, sollevando onde su entrambi i lati. Videro il motore fuoribordo e l'elica e, dietro di questa, la lunga scia a spirale di bolle spumeggianti.
Lo scafo della barca di appoggio oscillava e la catena dell'ancora entr in tensione, aggrappandosi al peso calato nella sabbia, poi si allent quando l'altra imbarcazione diminu l'andatura e si ferm a motore acceso a meno di un metro di distanza. Nel giro di uno o due minuti, lo scafo nero acceler nuovamente e si allontan a gran velocit, sobbalzando sulla cresta di ogni onda.
Sam punt un dito verso l'alto e i due si lasciarono trasportare in superficie. Remi si arrampic sulla scaletta e Sam la segu. Mentre si sfilavano l'attrezzatura, lei disse: Be? C' mancato poco, non trovi? Per fortuna non siamo risaliti mentre passava quella barca.
Vide che Sam serrava la mascella. Credo che siano venuti a dare un'occhiata a quello che abbiamo portato su dal fondale.
Spero che abbiano guardato bene. Non voglio essere stritolata da un'elica per qualche coccio e un mucchietto di valve millenarie, disse Remi.
Scopriamo chi sono, disse Sam. Avvi il motore e si port a prua. Remi prese il timone e sospinse la barca leggermente in avanti verso l'ancora, in modo da trascinare le due patte e farle sgusciare fuori dalla sabbia. Sam tir su l'ancora e la sistem sotto coperta a prua. Remi fece girare l'imbarcazione per consentire al marito di issare a bordo il piccolo galleggiante anulare con la bandierina a fondo rosso e striscia diagonale bianca, che indicava la presenza di sub in immersione, e con essa l'ancora leggera cui era attaccata. Sam sistem entrambi a poppa.
La donna spinse la leva del gas in avanti e acceler, diretta verso il porto di Grand Isle.
Sam le and accanto e pos i gomiti sul tetto della cabina, reggendo il binocolo e scrutando l'orizzonte. Mentre procedevano a gran velocit, i lunghi capelli biondo rame di Remi si agitavano nel vento. Sam disse: Non vedo pi la barca. Devono essere entrati in porto. Tanto vale fare lo stesso anche noi.
Remi vir in direzione del porto a tutta velocit, ma mentre raggiungevano l'imboccatura rallent bruscamente. Non appena ebbero superato il frangiflutti, un'imbarcazione della guardia costiera si mise di traverso alla loro prua, a una certa distanza.
Tempismo perfetto, comment Sam. Ci mancava solo una multa per eccesso di velocit.
Di multe per eccesso di velocit non ne prendo perch io non infrango la legge, disse lei, facendo gli occhi dolci a Sam. Mettiti pure al timone.
Remi si fece da parte e lui se ne impossess, rallentando ancora di pi, fino a procedere a passo d'uomo. La donna si chin e si pass le dita tra i lunghi capelli per lisciarseli, poi si raddrizz e guard il marito. Li stai ancora cercando, vero?
Sono solo curioso. Mi chiedo per quanto tempo ci toccher avere alle calcagna cacciatori di tesori dilettanti, predoni e tombaroli ovunque.
Secondo me, hai concesso un'intervista di troppo. Forse quella con la ragazza della tv di Boston, la tipa con i capelli lunghi neri. Gli sorrise. Ho capito come mai sembravi pendere dalle sue labbra. Aveva un accento cos raffinato che le sue domande sembravano addirittura intelligenti.
Sam le restitu il sorriso, ma non raccolse la provocazione.
Continuarono entrambi a tenere d'occhio gli scali di alaggio tutt'intorno per individuare l'imbarcazione nera e grigia, ma non la videro. Quando giunsero allo scalo d'alaggio della barca di appoggio che avevano noleggiato, vi s'infilarono, la ormeggiarono alle grosse gallocce e appesero i parabordi alla fiancata. Non smisero di cercare quell'imbarcazione neppure mentre lavavano le mute con la canna dell'acqua e posavano le bombole sul molo per portarle al negozio di attrezzature da immersione di Dave Carmody, dove sarebbero state ricaricate.
Ehi, Fargo! Ray Holbert li salut con un gesto e mise piede sul molo, facendolo oscillare leggermente sui pontoni. Era alto, con il viso rubizzo, e ogni suo movimento mostrava un'energia speciale. I suoi passi erano lunghi e i gesti ampi.
Ciao, Ray, disse Remi.
Trovato qualcosa?
Sam sollev il coperchio di un armadietto a poppa, mostrando diverse borse a rete piene. Qualche altro coccio rinvenuto accanto a un focolare di pietra, alcuni attrezzi di selce, le corna di un cervo spezzate in alcuni punti, probabilmente per farne punte di proiettili. Abbiamo mappato l'intero sito.
Remi sollev la macchina fotografica.  tutto qui dentro. Puoi scaricarlo sul tuo computer e sistemarlo sulla carta nel punto in cui si trova quel cumulo di conchiglie.
Favoloso, disse Ray. Stiamo facendo qualche progresso. Riusciremo a identificare e mappare i tre villaggi sommersi lungo questo tratto di costa e dar loro un'occhiatina prima che finiscano i soldi della sovvenzione.
Quando succeder, vi daremo una piccola mano, disse Sam. Possiamo ampliare leggermente il lavoro.
Aspettiamo e vediamo, disse Ray.
Seguici con il tuo pick-up fino al nostro cottage. Ti consegneremo gli ultimi ritrovamenti. Le carte e le foto sono pronte, i reperti e le ossa sono etichettati e appaiono sulla griglia. Sarei pi tranquilla se fossi tu ad avere tutto, disse Remi.
D'accordo, fece Holbert. Stiamo imparando davvero tanto su questo popolo. Prima non sapevamo quasi nulla. Questi villaggi si trovavano esattamente sopra la spiaggia. La datazione con il carbonio dimostra che devono essere stati sommersi dall'innalzamento del livello del mare, intorno all'anno 700. Sembrano pi o meno delle stesse dimensioni del vostro: grosso modo cinque o sei famiglie in piccole abitazioni che disponevano di focolari di pietra. Sfruttavano quello che pescavano dal mare per nutrirsi, ma cacciavano anche cervi nell'entroterra. Questa prima serie di siti  stata fantastica.
Ci stai dicendo che  ora di passare alla serie successiva? disse Remi.
A partire da dopodomani, voglio che tutti si spostino di qualche miglio a ovest, dove c' una ventina di potenziali siti e ciascuna squadra d'immersione si  potuta occupare di un solo sito. Dopodomani, voglio che effettuino tutte un'ispezione iniziale di un punto nuovo lungo la costa, al largo del Caminada Headland. In tal modo, ci faremo un'idea pi chiara di cosa va fatto prima di perdere i nostri volontari estivi. Probabilmente, elimineremo dalla lista buona parte dei siti una volta che avremo dato un'occhiata sott'acqua.
In una decina di minuti, giunsero al piccolo cottage che Sam e Remi avevano preso in affitto poco distante dalla spiaggia, sul lato meridionale di Grand Isle. Era un edificio a un piano, costruito su palafitte, con tanto di rivestimento esterno di assicelle imbiancate e grande veranda anteriore dove accomodarsi alla fine della giornata per godersi la brezza del golfo del Messico. A Sam e Remi piaceva restare anonimi quando viaggiavano e non c'era nulla in quel cottage che potesse far pensare che ad affittarlo fosse stata una coppia di multimilionari. C'erano una tettoia bassa sulla veranda, un paio di finestroni da cui si aveva una vista meravigliosa del mare, due camere da letto e un piccolo bagno. Una delle camere da letto era stata adibita a magazzino e laboratorio per gli oggetti portati in superficie dal villaggio paleoindiano sommerso.
Ray Holbert entr insieme a loro e Sam lo guid in una visita dei reperti, mentre Remi faceva la doccia per prima. Sam gli consegn la griglia con gli oggetti ritratti meticolosamente che erano stati ritrovati in vari punti. C'erano anche delle memory card zeppe di fotografie scattate da Remi per assicurarsi che ogni reperto fosse documentato in relazione agli altri. I manufatti erano conservati in scatole di plastica.
Holbert studi la griglia del villaggio e i manufatti. Considerate tutte queste corna e ossa di cervo, si direbbe che l'innalzamento del livello dell'acqua abbia trasformato radicalmente il paesaggio.  probabile che a quel tempo vi fossero dei crinali boscosi. Oggi, al livello del mare, ci sono soprattutto paludi e terreni acquitrinosi.
Sar un peccato spostarsi, disse Remi. Si era lavata e cambiata, indossando l'abito da sera da Grand Isle: pantaloncini corti e un'ampia polo a maniche corte, con un paio di infradito. Per, non sentir la mancanza di chi ci stava alle calcagna.
Che intendi dire? chiese Holbert.
Probabilmente,  colpa nostra, rispose Sam. C' un'altra barca da immersione che ci ha seguiti. Osservano dove andiamo, poi ci studiano con il binocolo. Oggi si sono spinti a un metro dalla nostra barca, come se volessero vedere cosa avevamo portato in superficie.
Strano,  la prima volta che ne sento parlare, disse Holbert.
Be, come ho detto, forse dipende solo da noi.  il prezzo che si paga quando c' il proprio nome sui giornali, disse Sam. Guard Remi. O, magari, la foto di Remi. Dai, prima di fare la doccia ti aiuto a caricare questa roba sul tuo pick-up.
Dopo una ventina di minuti, il pick-up bianco di Holbert fu carico, e ben presto si ritrovarono tutti in un ristorante per una cena a base di ostriche sgusciate, gamberi alla griglia con salsa remoulade, snapper rosso appena pescato e una bottiglia di Chardonnay ghiacciato delle Kistler Vineyards della California. Finito di mangiare, Sam chiese: Che dici? Ti andrebbe di farti un'altra bottiglia di vino con noi?
No, grazie, rispose Ray.
Idem per me, disse Remi. Se ci resta un giorno solo di lavoro presso questo villaggio, vorrei cominciare presto. A partire da dopodomani, potrebbe capitarci di passare le giornate in acqua senza trovare nulla.
Esatto,  possibile, concord Sam. Diedero la buonanotte a Ray, tornarono a piedi al cottage, chiusero la porta a chiave e spensero le luci. Lasciarono che il ventilatore a pale girasse pigramente sul loro letto e si addormentarono con il suono delle onde che si frangevano sulla spiaggia.
Sam si svegli quando il primo raggio di sole penetr dalla fessura della tenda; pens di uscire dalla camera da letto in punta di piedi per non svegliare Remi, ma la trov seduta sulla veranda anteriore ad attenderlo, gi vestita, con una tazza di caff in mano e lo sguardo rivolto al golfo del Messico.
Sam e Remi si fermarono in una caffetteria per acquistare croissant e caff, poi raggiunsero il porticciolo e, s'incamminarono sul molo in direzione dell'attracco dov'era ormeggiata la barca a noleggio. Si bloccarono di colpo.
Vedi? sussurr Remi.
Sam annu. Diede uno sguardo furtivo e si sfil le scarpe senza far rumore per salire sulla coperta di prua. La cabina era chiusa, ma il lucchetto era stato tranciato. Apr la porta scorrevole e diede un'occhiata dentro la cabina. L'attrezzatura  sputtanata.
Qualcuno l'ha manomessa?
Direi che le tue parole non rendono l'idea. Sputtanata  il termine tecnico. Sam estrasse il cellulare e digit un numero. Pronto, Dave? Sono Sam Fargo. Direi che stamattina abbiamo un problema. Siamo al porticciolo turistico e qualcuno si  introdotto nella barca di appoggio che ci hai noleggiato. Hanno rotto gli erogatori e tagliato la gomma delle maschere e delle pinne. Non so dire cosa abbiano fatto alle bombole, ma ci penserei due volte prima di metterle sotto pressione. Non ho ancora controllato il motore e il serbatoio. Se potessi rifornirci subito del necessario, forse siamo ancora in tempo per uscire. Nel frattempo, chiamer la polizia.
Tieni duro, Sam. Sar l tra mezzora con tutto quello che vi serve. E sar meglio che sia io a chiamare gli sbirri per te. Grand Isle  un posto piccolo e mi conoscono. Sanno che dovranno sopportarmi per altri vent'anni, rispose Dave Carmody.
Grazie, Dave. Ci trovi qui. Sam mise via il telefono e and a sedersi in coperta a prua. Per un po non si mosse, limitandosi a fissare il mare aperto.
Remi lo osserv attentamente. Sam?
Che c'?
Giurami che non stai progettando nulla di assurdo.
Nulla di assurdo.
 il caso che mi porti dietro dei soldi per la cauzione?
Non necessariamente, le rispose.
Mmm, disse Remi, studiandolo. Tir fuori il suo telefono e digit un altro numero. Delia? Sono Remi Fargo. Come stai? Bene,  fantastico. Henry  in tribunale, per caso? Posso parlargli? Meraviglioso. Grazie.
Mentre attendeva, Remi si avvi verso la poppa. Henry? Volevo solo chiederti un piccolo favore. Si volt dalla parte opposta rispetto a Sam e abbass la voce mentre diceva qualcosa che suo marito non riusc a udire. Si volt nuovamente e si diresse verso di lui. Grazie, Henry. Apprezzerei se potessi dargli una piccola dritta. Ciao.
Di quale Henry si tratta? chiese Sam.
Henry Clay Barlow, il nostro avvocato.
Quell'Henry.
Mi ha detto che non abbiamo bisogno di cauzione. Al contrario, chiamer un suo amico di New Orleans che in caso di bisogno si precipiter qui in elicottero con una valigia di soldi e una richiesta di applicazione dell'habeas corpus. Henry dice che  viscido come un'anguilla.
Per Henry  un complimento. Quanto ci coster?
Dipende da quello che facciamo.
Il ragionamento fila. Sam ud un rumore e scrut il molo. Ecco Dave che arriva dal negozio.
Il pick-up di Carmody si ferm, l'uomo percorse il molo galleggiante affiancato da un poliziotto in divisa, portandosi dietro una cassetta portautensili. Lo sbirro era grosso e biondo, con spalle larghe e un ventre sporgente che dava la sensazione che un bottone della camicia d'ordinanza stesse per saltargli da un momento all'altro. Ciao, Sam, disse Dave. Poi fece un lieve inchino. Remi.
Sam si alz. Ci hai messo poco, Dave.
Ti presento il sergente Ron Le Favre. Ha pensato che fosse il caso di dare un'occhiata alla faccenda prima che vi sostituissimo l'attrezzatura. Non appena gli occhi di Dave ebbero perlustrato la barca, la sua attenzione fu attratta da un dettaglio verso il quale punt un dito. Guardate la porta della cabina.  legno massello d'importazione, lucidato al punto che ci si pu specchiare per farsi la barba.
Il sergente Le Favre sal sulla barca. Piacere di conoscere entrambi. Estrasse una macchina fotografica dal suo kit e inizi a scattare foto dei danni. Mentre lo faceva, chiese: Signor Fargo, secondo lei che cosa  accaduto? Vi  stato rubato qualcosa?
Non mi pare. Semplice vandalismo.
Qualcuno nei dintorni ce l'ha con lei?
Non che io sappia. Finora, tutti sono stati cordiali.
Ha qualche ipotesi?
Sam fece spallucce. Remi gli rivolse un'occhiataccia, perplessa e frustrata.
D'accordo. Mi annoter tutto, disse il sergente Le Favre. In tal modo, Dave potr inoltrare il verbale alla sua compagnia assicurativa. Per prima cosa, verificher se sulle barche vicine qualcuno ha dormito a bordo la notte scorsa. Potrebbero aver visto qualcosa.
Grazie mille, sergente, disse Sam. Si mise al lavoro, aiutando Dave Carmody a trasportare l'attrezzatura danneggiata fino al suo pick-up e quella nuova sulla barca. A quel punto, avvi il motore, e lui e Dave ne ascoltarono il rumore, aprirono il portellone e controllarono le cinghie e i tubi. Prima che l'altro se ne andasse, Sam disse: Dave,  probabile che questo sia successo perch qualcuno era interessato all'obiettivo delle nostre immersioni. Ultimamente, abbiamo attirato un po di pubblicit e forse questo  il prezzo da pagare. Fa una stima dei costi e addebitali sul nostro conto. Non voglio che li paghi la tua assicurazione, o ti alzer il premio della polizza.
Dave gli strinse la mano. Grazie, Sam.  davvero un bel gesto da parte tua.
Non appena Sam e Remi furono soli, lei disse: Nessuna ipotesi, Sam? Davvero? E che mi dici della gente sulla barca nera e grigia che ci fa la posta da giorni?
Non ho detto di no, ho semplicemente fatto spallucce.
Se dovesse succedere qualcos'altro, non  il caso che quella gente finisca sul rapporto del sergente?
Be, se dovesse succedere qualcosa in grado di far arrabbiare quella gente, sarebbe seccante che sul rapporto della polizia figurasse che io li sospettavo di averci fatto del male.
Capisco, gli disse. Oggi dovrebbe essere una giornata interessante.
Sam si aggir per la barca facendo un inventario dell'attrezzatura, prima di mollare gli ormeggi. Remi avvi il motore e pilot lentamente la barca fuori dal porticciolo, in direzione del golfo. Il mondo davanti a loro era tutto cielo e mare di un azzurro intenso, che s'incontravano all'orizzonte e sembravano proseguire all'infinito.
Sam le si ferm accanto mentre lei doppiava il frangiflutti e dava pi velocit. Spero di finire con questo sito entro oggi, cos saremo sicuri di aver trovato tutto ci che c' da trovare, prima di passare al sito successivo.
Bene, gli disse Remi. Mi pare un'ambizione pacifica.
Si diressero a ovest, lungo la costa piatta e verde della Louisiana, verso il punto in cui si erano immersi. Appena giunti nei paraggi, per, Remi disse: Forse  il caso che tu dia un'occhiata davanti a noi.
Sam punt lo sguardo in lontananza, oltre il tetto della cabina. Vide la barca nera e grigia ancorata pi avanti. La bandiera biancorossa era issata e c'erano persone in acqua. Coincidenza interessante. La nostra attrezzatura subacquea viene sabotata e ora troviamo questa gente che fa immersioni esattamente nel nostro sito. Sam tir fuori il binocolo e lo punt verso la barca per qualche secondo. Sembra che stiano uscendo dall'acqua. Ora stanno issando a bordo le boe di immersione e stanno ammainando la bandiera.
Be, ovvio, disse Remi. Salta fuori che i Fargo, famosi cacciatori di tesori, si sono immersi per raccogliere vasellame rotto e corna di cervo, e questa gente l'ha scoperto. Rallent il motore. Lasciamo che se ne vadano. Non intendo scendere a venti metri di profondit e lasciarli quass con la nostra barca.
Forse non  per questo che se ne stanno andando. Se noi vediamo loro, loro vedono noi. Tentiamo un altro approccio. Tienili d'occhio per un minuto. Sam entr nella cabina e torn con una carta nautica. La tenne bene in evidenza, perch Remi potesse vederla. Continua ad avanzare da questa parte, verso Vermilion Lake. Una volta arrivati l, prendi il percorso tortuoso che risale il bayou.
 un'indicazione po vaga.
Non intendo soffocare la tua creativit. Vediamo se riesci a seminarli.
Remi inizi ad avanzare, posizion la bussola sulla giusta rotta e spinse gradualmente la manetta del gas in avanti, facendo rombare il motore Chevrolet 427. Sfrecci oltre la barca nera e grigia, a una certa distanza, e prosegu alla stessa andatura. Dopo qualche minuto, Sam le diede un colpetto su una spalla e lei si volt. Quando vide la barca rincorrerli a grande velocit, butt indietro la testa e rise. Non molto acuti, ti pare? Siamo in gara, immagino. Spinse la manetta del gas al massimo, dopo di che le diede un colpetto con la mano, giusto per strapparne l'ultimo briciolo di velocit. Aveva un'espressione felice, mentre sfrecciava lungo Caminada Headland.
Ogni tanto, la barca incontrava un'onda anomala e la saltava. Remi fletteva le ginocchia per assorbire il balzo, come una sciatrice, si aggrappava al volante e poi si abbassava per evitare gli schizzi che il vento rispediva contro di loro. Sam, in piedi accanto a lei, le disse: Puoi rallentare un po, adesso. Se li seminiamo cos presto, potrebbero arrendersi. Vogliamo che ci mettano il massimo impegno.
Gi, gi, disse la donna.
Prosegu, tenendo appena in vista i loro inseguitori, finch Sam non disse: D'accordo. Ora entra nel Vermilion Lake.
Remi vir a destra, sfrecci per il mare aperto e poi si diresse verso il bayou. Non appena si fu immessa a rotta di collo nel primo canale angusto e tortuoso, tir gradualmente indietro la leva del gas. Ehi, renditi utile. Va a prua e controlla che non finisca contro nulla di vivo o che non squarci nessuna barca.
Con piacere, disse Sam. Sal sulla coperta di prua e indic la direzione pi sgombra. Studi l'acqua per individuare eventuali ostacoli sommersi e secche, e per far s che lei se ne tenesse alla larga. L'acqua era scura e quasi opaca, il canale era fiancheggiato da canneti e alberi carichi di muschio spagnolo e rampicanti. Spingendosi sempre pi nell'entroterra, la vegetazione s'infittiva e gli alberi intrecciavano i rami, formando archi sopra l'acqua. Dopo un po, Sam grid: Metti il motore al minimo!
Il motore entr in folle e la barca procedette per inerzia per qualche metro, silenziosa, per poi fermarsi e scarrocciare in un boschetto ombroso. In un punto imprecisato alle loro spalle, in lontananza, udirono il brontolio del motore della barca nera e grigia. Sam e Remi si scambiarono un cenno e, a quel punto, lei diede nuovamente gas. Procedettero per un'altra ventina di minuti e poi Sam le rivolse un altro cenno con la mano. Remi rallent fino ad assumere un passo da lumaca, mentre il marito si recava a poppa a studiare la carta nautica.
Preparati a gettare l'ancora.
Sei sicuro?
C' qualcosa che non va in questo posto?
 una palude afosa, infestata dalle zanzare, dove gli alligatori e i rari e famosi coccodrilli americani faticano ad avere la meglio sui mocassini acquatici. E io ho appena visto un airone svenire per il caldo e stramazzare dal suo albero.
Perfetto, disse Sam. Indossiamo le mute. Ci proteggeranno dalle zanzare. Infilati le scarpine perch cammineremo. E forse  pure il caso di portarci dietro le pinne, nel caso ci servisse procedere velocemente. Studi la carta, quindi tracci una grande X rossa su un punto a meno di un chilometro dalla loro posizione.
Non hai calcato un po troppo la mano?
Avranno faticato cos tanto per vederla che dovranno crederci.
Quando furono pronti, Sam utilizz l'estremit arrotondata dell'arpione per avvicinare la barca a riva e sfrutt invece quella uncinata per tenerla ferma mentre scendevano e facevano qualche passo nel fango. Poi spinse l'imbarcazione verso il centro del canale.
E adesso? gli chiese la donna.
Adesso andiamo a farci una fantastica escursione.
Splendido. Vai avanti tu. Remi s'incammin dietro di lui tra le canne e il fango.
Di tanto in tanto, Sam si voltava per controllarla. Remi avanzava ad andatura regolare e sulla sua faccia era stampato un sorriso beato. Dopo una ventina di minuti, Sam si ferm. L'hai capito, vero?
Forse.
Perch solo forse?
Stai ipotizzando che abbiano piazzato un rilevatore GPS sulla nostra barca?
Lui fece un sorrisino. L'ho trovato. Mi sono chiesto come mai non avessero sabotato il motore, poi ho capito che era perch cos non avremmo passato molto tempo a esaminare il vano motore.
In tal caso, s. L'ho capito. Finiamo la nostra escursione e vediamo se stanno seguendo la nostra pista verso il tesoro.
A volte mi sorprendi, disse lui.
Davvero? Ancora?
Sam condusse Remi ancor pi all'interno della palude e poi le fece fare un'ampia svolta a destra, completando in tal modo un grande cerchio. Quando furono di ritorno alla barca, lei procedette per un centinaio di metri fino all'ansa successiva e punt il dito. La barca nera e grigia era ancorata l, per evitare che loro la vedessero.
Sam si sedette sul vecchio tronco di un albero caduto, infil le pinne e si abbass la maschera sul volto.
Remi gli pos una mano su un braccio. Sai, gli alligatori non erano solo un modo di dire...
Non dirgli che sono qui. Avanz nell'acqua torbida e scomparve, ricomparendo poco dopo in corrispondenza della poppa della barca nera e grigia. Si avvicin alla prua, lev l'ancora e lasci che la barca iniziasse ad andare alla deriva, in balia della corrente.
Remi si mosse rapida in quelle secche fino al punto in cui avevano lasciato la loro barca di appoggio, vicino alla riva, tra le piante morte. Utilizz il rampone per scostarsi, tolse l'ancora e punt lo sguardo verso Sam che, nel canale acquitrinoso, le stava scarrocciando lentamente incontro a bordo della barca nera e grigia. Vide che stava trafficando con una serie di fili che aveva tagliato e messo a nudo con il suo coltello da sub.
Sotto lo sguardo di Remi, Sam avvicin i due cavi, il motore si avvi e lui inizi a dirigere la barca lungo il bayou, verso di lei. Anche Remi avvi il motore e avanz lungo il bayou a un quarto della velocit, cercando di ricordarsi i punti in cui avevano incontrato tronchi sommersi e secche fangose. Nel giro di qualche minuto, si ritrov nel Mud Lake, poi nel Vermilion Lake e, per finire nel golfo. In un istante, Sam le fu dietro con l'altra barca.
Quando si furono allontanati da Caminada Headland, in mare aperto, accostarono le due imbarcazioni e le legarono. Remi sal a bordo della barca nera e grigia. Astuto.
Grazie, le disse il marito. Si misero a ispezionare l'imbarcazione, concentrandosi sulla cabina. Poco dopo, Remi trov un raccoglitore azzurro contenente un centinaio di fogli e lo sollev. Sono una societ. Mai sentito parlare della Consolidated Enterprises?
No, ammise Sam. Alquanto vago, come nome. Non sembrerebbe nulla di specifico.
Suppongo che non vogliano escludere nulla, gli disse Remi.
Al momento, sono cacciatori di tesori. Indic un metal detector subacqueo sul ponte, pronto all'uso.
Perch usare quell'aggeggio quando puoi semplicemente seguire gente che trova tesori, distruggere la loro attrezzatura e impossessarsi del loro sito?
Sam frug ancora nella cabina. Sono in sei.
Due donne. Remi annu e riapr il raccoglitore. Ecco qua. Sono una squadra di ricerca sul campo, con tanto di foto e nomi.
Portiamolo via, le disse Sam.
Prelevare oggetti non significa superare il limite?
Lasciare a terra sei persone in mezzo a una palude, a una sessantina di chilometri dalla civilt, non significa superare il limite?
Forse hai ragione. Remi chiuse il raccoglitore e sal in coperta. Cosa dovremmo fare della loro barca?
Dov' la sede della societ?
A New York.
In tal caso, sar meglio portarla indietro e ormeggiarla nel porticciolo, disse Sam.  probabile che l'abbiano presa a noleggio da qualcuno che non pu permettersi di perderla.
Remi torn sulla loro barca, facendo oscillare le gambe al di l della falchetta. Sam le pass la sua maschera e le sue pinne, dopo di che si sfil la muta e gett pure quella sulla barca. Remi sciolse la cima che legava le barche. Facciamo una gara per vedere chi rientra prima a Grand Isle. Mise in moto. Chi vince fa la doccia per primo.
Sam rimise in moto la barca nera e grigia e part a discreta velocit. Accelerando in direzione del porticciolo, con le chiglie che si sollevavano per cavalcare la sommit delle onde e poi si abbattevano negli avvallamenti, arrivarono quasi un'ora dopo, praticamente alla pari. Una volta ormeggiata la barca nera e grigia, Sam scese indossando una felpa rubata con il cappuccio tirato sopra un cappellino da baseball. Percorse l'intero molo e poi quello successivo, dove Remi stava ormeggiando la loro barca. Lei alz lo sguardo. Non sei niente male negli abiti eleganti che hai rubato...
Lui scosse la testa. Sorrido spesso,  questo il mio segreto. Significa che sono schietto e cordiale.
Remi fin con le sagole, poi si avvicin alla cabina e diede uno strattone al nuovo lucchetto. Schietto? Essere trasparente non significa necessariamente essere schietto. Portami a fare una lunga doccia calda e a mangiare in un buon ristorante e poi, forse, potremo discutere della cordialit.

3
La Jolla, California
Selma Wondrash era seduta alla sua scrivania nell'ufficio al primo piano della casa dei Fargo sul Goldfish Point, a La Jolla. Erano ancora le prime ore della sera in California e, alzando lo sguardo dal libro che stava leggendo, vide che il sole iniziava ad accomodarsi sulla liscia distesa dell'oceano. Le piaceva moltissimo il momento in cui il sole sembrava posarsi sopra l'orizzonte come il tuorlo di un uovo fritto. Le onde lunghe del Pacifico si spingevano fin sotto la casa, ai piedi della scogliera, e Selma riflett sul fatto che stavano giungendo fino a lei dal lato opposto del mondo. Di rado aveva il tempo di leggere un libro per puro svago, ma i Fargo si trovavano in Louisiana da quasi un mese e quel che stavano facendo non le richiedeva grandi sforzi di ricerca.
Si riavvi i capelli cortissimi, chiuse gli occhi per un attimo e pens al libro che stava leggendo, The Greater Journey di David McCullough, un libro sugli americani che nell'Ottocento erano andati a Parigi. Erano come lei, persone innamorate della conoscenza. Per loro, apprendere equivaleva a vivere.
Selma pens che era riuscita a trovare il posto giusto per lei.
A volte, da piccola, si era sentita una creatura scialba e introversa: la ragazza della prima fila con la mano alzata. Era stata una bambina prodigio fin da subito, che sapeva gi leggere a due anni e che aveva seguitato a leggere, a imparare, a studiare e a fare calcoli fino a diventare una ricercatrice provetta.
E adesso eccola l, intenta a cogliere il suo riflesso nella grande superficie scintillante della finestra affacciata sull'oceano: una donna bassina, forse un po robusta e di mezza et - di questo non ne faceva mistero -, che indossava una maglietta a fantasia psichedelica e un paio di pantaloni cachi. Be, erano pantaloni giapponesi da giardinaggio e andavano molto di moda.
Lavorava per Sam e Remi Fargo ormai da parecchio tempo. L'avevano assunta subito dopo aver venduto la loro azienda, ma prima di costruire quella casa. Remi aveva detto: Ci serve qualcuno che ci dia una mano a fare ricerca.
Su cosa? aveva chiesto Selma.
Su qualsiasi cosa. Storia, archeologia, lingue, oceanografia, meteorologia, informatica, biologia, medicina, fisica, giochi. Vogliamo qualcuno che, davanti a una domanda, trovi delle risposte, aveva detto Remi.
Lo so fare, aveva replicato Selma. Ho studiato parecchie di quelle materie e ne ho insegnate alcune. Ho lavorato in una biblioteca di consultazione, ho raccolto diverse fonti e conosco molti esperti delle altre. Accetto l'incarico.
Ma non sa nemmeno quale sia la paga... aveva obiettato Sam.
Neanche voi, gli aveva risposto. Accetter un salario minimo per tre mesi di prova e, a quel punto, potrete stabilire la cifra. Vi assicuro che sar ben pi alta di quanto non pensiate. A quel punto, mi apprezzerete molto pi di ora.
Era sempre stata felice di aver scelto di lavorare per i Fargo. Si sentiva come se non avesse mai realmente cercato un lavoro, ma come se, al contrario, dovesse essere pagata per fare la brava Selma. Aveva addirittura aiutato Sam e Remi a progettare quella casa. Aveva svolto ricerche su architettura, architetti, materiali e progetti sostenibili e, dato che aveva gi studiato Sam e Remi, era stata in grado di rammentare loro cose che ai due piacevano e per le quali sarebbe servito dello spazio. Aveva anche spiegato loro cos'era necessario per una struttura di ricerca di primo livello.
Il telefono squill e lei valut se lasciare che a rispondere fossero Pete o Wendy, i suoi assistenti. L'idea dur mezzo secondo, poi cadde vittima, come sempre, della sua grande curiosit. Pronto, casa Fargo. Sono Selma Wondrash.
Selma! esclam la voce. Meine Liebe, wo sind Ihr Chef und seine schne Frau?
Herr Doktor Fischer. Sie sind tauchen im Golf von Mexiko.
Il tuo tedesco migliora di giorno in giorno. Ho fatto un'affascinante scoperta e ne vorrei discutere con Remi e Sam. C' un modo per contattarli immediatamente?
Certo. Mi dia un suo recapito e, non appena riesco a trovarli in superficie, la far chiamare.
Sono a Berlino. Il mio numero ...
Mentre Selma si annotava il numero, stava gi pensando di mettere da parte il libro di McCullough. Albrecht Fischer era un professore di archeologia classica a Heidelberg. Non le avrebbe fatto male trascorrere po di tempo quella sera a passare in rassegna alcune delle sue recenti pubblicazioni accademiche. Grazie, Albrecht. Avviser Sam e Remi il prima possibile.
Pi tardi, dopo una romantica cena al Grand Jatte a base di touffe di gamberi, granchio dal guscio molle e pudding di pane, e una passeggiata al chiaro di luna lungo il golfo per far ritorno a casa, Sam e Remi erano appena andati a letto quando squill il cellulare di Sam.
Mentre lui si alzava per andare a prendere il telefono dal piano della credenza, Remi sollev la testa e si appoggi a un gomito. Sai, il mio ha un tasto di spegnimento...
Scusa, le disse. L'ho dimenticato acceso. Fece scorrere il pollice sullo schermo. Pronto?
Sam?
Selma. Guard Remi, che si volt dall'altra parte e si tir le coperte fin sotto il mento.
Spero di non aver chiamato troppo tardi.
Certo che no. Fece un sorriso a Remi. Che succede?
Ha telefonato Albrecht Fischer. Ha fatto una scoperta e vuole discuterne con lei e Remi.
Si trova nel suo ufficio all'universit di Heidelberg?
No,  a Berlino. Mi ha dato il suo numero.
D'accordo.
Gli lesse il numero e lui se lo segn su un foglietto di carta che aveva nel portafogli, utilizzando la penna che aveva lasciato sulla credenza. Grazie, Selma. Come va a casa?
Tutto procede nella massima serenit presso il maniero, che il padrone e la padrona siano in sede oppure no.
Non chiameresti mai un uomo nel cuore della notte solo per prenderti gioco di lui.
Mai. Dormite bene, disse Selma e riattacc.
Sam and in cucina e fece per chiudere la porta, ma Remi era gi scesa dal letto e mise una mano sulla porta per impedire che si chiudesse. Sono sveglia. Tanto vale essere stanchi tutt'e due domani.
Che ore sono a Berlino?
Sette ore avanti rispetto alla Louisiana.
Quindi, sono le otto del mattino.
Sam digit il numero e rest in attesa della connessione, dopo di che mise il telefono in vivavoce. Lo ascoltarono squillare.
Allo, Sam. Wie geht es Ihnen?
Bene, Albrecht. Selma ci ha detto che hai qualcosa da dirci, per cui ti ascoltiamo entrambi.
 vero, rispose l'altro. Si tratta di una scoperta che ho fatto solo una settimana fa. Ho portato qui alcune cose da analizzare e i risultati sono arrivati.
Di cosa si tratta?
Amici miei, penso di aver trovato qualcosa d'incredibile e, per il momento,  necessario che resti assolutamente segreto.  una cosa cos grande che non posso eseguire gli scavi da solo. Da solo non posso nemmeno svolgere una ricerca preliminare. Tra un mese sar piena estate e, ripeto, il bisogno di segretezza in questa situazione  pi che fondamentale.
Comprendiamo la segretezza, ma non puoi nemmeno dirci di cosa si tratta? chiese Remi.
Penso... Credo di aver trovato un antico campo di battaglia. Pare intatto, indisturbato.
Sam scrisse sul suo foglietto: CHE NE PENSI?
Remi prese la penna e scrisse: S.
Okay, verremo da te, disse Sam.
Grazie, Sam. In questo momento sono a Berlino, dove sto acquistando alcune cose e prendendone in prestito altre. Mandatemi le informazioni sul vostro volo e vi verr incontro all'aeroporto.
Io e Remi prenderemo un volo domattina, ma con il fuso orario ci vorr un'intera giornata. Ci vediamo presto. Sam riattacc e guard la moglie.
Avremmo dovuto chiedergli di che tipo di campo di battaglia si tratta, disse lei.
Ha detto solo che  antico, per cui suppongo che non dovremo preoccuparci di ordigni inesplosi.
Forse s, se  in Europa.
Lui si trova a Berlino, ma dalle sue parole sembra che vi abbia solo svolto le analisi e che il sito non sia l.
Sar meglio fare le valigie.
Al mattino, mentre coprivano in automobile gli ottantacinque chilometri che li separavano da New Orleans, Sam chiam Ray Holbert e disse: Scusami, ma ieri sera ci ha chiamato un amico che ha urgente bisogno di aiuto per un suo progetto, per cui dobbiamo andarcene. Ti chiedo scusa per la partenza frettolosa.
Non pensarci nemmeno. Ci avete regalato un mese di ottimo lavoro e ci mancherete. Non abbiamo molti volontari che si pagano da soli le loro spese e pure gran parte delle nostre. In ogni caso, ci manterremo in contatto e vi faremo sapere cos'altro scopriremo, disse Holbert.
Grazie, Ray.
Oh... a proposito, Sam, se qualcuno dovesse andare a cercare quei tizi che hanno noleggiato la barca nera e grigia, da dove consiglieresti di cominciare?
Non so dirlo con certezza. Direi... da qualche parte nel bayou dell'interno, tra Vermilion Lake e Mud Lake.
All'aeroporto, Sam e Remi trovarono l'itinerario preparato da Selma. Volarono con la Royal Dutch Airlines dal Louis Armstrong Airport di New Orleans ad Atlanta e poi fino ad Amsterdam. Dormirono durante il volo intercontinentale e si svegliarono appena prima dell'arrivo nella citt olandese. Il volo finale per Berlino fu molto pi breve e, quando giunsero all'aeroporto di Tegel, alle 11,20 del mattino seguente, trovarono Albrecht Fischer.
Fischer era alto e magro, con capelli biondi che stavano lentamente diventando bianchi; la carnagione, un tempo chiara, era ormai scurita dopo anni di sole, facendo spiccare gli occhi azzurri. Indossava una giacca sportiva grigia che sembrava aver patito le intemperie, con una sciarpa di seta blu al collo. Strinse la mano di Sam e baci Remi sulle guance. Solo quando si furono incamminati verso l'uscita dal terminal, Albrecht Fischer parl della sua scoperta.
Scusatemi se vi ho detto cos poco al telefono. Capirete quando vedrete cos'ho portato in Germania.
Il sito non  in Germania? chiese Remi.
No, le disse. L, ho avuto la sensazione di essere osservato. Avevo bisogno di svolgere operazioni ed esami di laboratorio, ma non ho osato farlo sul posto. Per cui, sono tornato qui. Alla Humboldt e alla Freie Universitt ci sono colleghi che mi hanno permesso di utilizzare i loro laboratori. Ho dormito nell'ufficio di un collega che  in permesso e ho usato la doccia del suo laboratorio di chimica.
Perch non tornartene semplicemente al tuo laboratorio di Heidelberg?
Un piccolo espediente per sbarazzarmi di chiunque fosse interessato a ci che stavo facendo. Mentre lavoravo, ho avvertito strane sensazioni e ho scoperto che, quando pensi di essere osservato, solitamente lo sei.
Fischer li condusse fuori dal terminal, dove ferm un taxi che li port all'Hotel Adlon Kempinski. Mentre Sam registrava entrambi alla reception, Remi ammir la bellezza dell'albergo - i ricchi tappeti, gli splendidi arredi, il soffitto a volta - ma not pure che gli occhi di Albrecht Fischer erano in costante movimento, impegnati a scrutare il flusso continuo di gente che entrava e usciva dalla lobby. Era agitato, impaziente e, allo stesso tempo, c'era qualcosa d'altro. Sembrava impaurito. Sam consegn i bagagli al facchino perch li portasse nella loro stanza, poi raggiunse Remi e Fischer. Saliamo?
Remi scosse la testa. Meglio andare a vedere quello su cui il buon professore sta lavorando.
Albrecht si rasseren. S, vi prego. So che sarete stanchi per il lungo viaggio, ma ho tenuto la bocca chiusa su questa faccenda al punto da perdere quasi la testa. E il laboratorio non  lontano.
Sam e Remi si scambiarono un'occhiata. Se  cos... d'accordo, andiamo, disse Sam. Uscirono dall'albergo e il portiere rivolse un gesto a un taxi e apr loro la portiera. Albrecht attese che fosse chiusa, per poi dire: Humboldt Universitt, per favore. Il taxi li lasci a pochi isolati di distanza, vicino alla statua di Federico il Grande, davanti all'universit, sull'Unter den Linden.
Entrarono rapidamente in un edificio che sembrava fatto solo di laboratori scientifici, con una serie di porte dai vetri smerigliati e numeri impressi sopra. Dalle porte aperte si vedevano persone in camice da laboratorio che si aggiravano tra scatole nere con schermi collegati, cavalletti con apparecchiature chimiche e banconi con centrifughe e spettrometri. A mano a mano che passavano, Sam guardava all'interno di ciascun laboratorio. A un certo punto, Remi lo prese per un braccio. So che stai rivivendo i momenti salienti dei tuoi anni all'universit.
Che intendi dire? chiese Albrecht. Pensavo che gli studenti americani non facessero altro che bere birra e andare alle feste.
Sam ha frequentato la Caltech. Prima lavoravano nei laboratori, poi bevevano birra e andavano alle feste.
Stavo giusto pensando ad alcune persone che hanno frequentato questa universit. C'era uno studente promettente: un ragazzino che di nome faceva Albert Einstein.
E, prima di lui, Hegel, Schopenhauer, i fratelli Grimm... disse Remi.
Oggi faremo affidamento sulle specialit di Remi, comment Albrecht. Un po di storia, un po di antropologia fisica.
Si ferm davanti a un laboratorio buio, tir fuori una chiave e apr la porta. Una volta entrati, accese le luci al neon. Ecco. Nella stanza c'erano dei banconi neri lungo le pareti laterali, una lavagna bianca sul muro di fronte e alcuni ampi tavoli di acciaio inossidabile, su uno dei quali era poggiata una bara di legno levigato.
Chi  morto? chiese Remi.
Io lo chiamo Friedrich. Albrecht si avvicin alla bara. Per l'esattezza, ho dichiarato che si tratta del mio proprozio, Friedrich von Schlechter. Quando l'ho trovato, non volevo destare curiosit e cos ho comprato una bara e ho pagato un becchino della citt pi vicina perch lo mettesse dentro, mi sono procurato i giusti documenti di viaggio e l'ho spedito a Berlino per farlo seppellire. Apr il coperchio. Al suo interno, c'erano uno scheletro annerito dal tempo, frammenti di un materiale che sembrava cuoio marcio e un pezzo di metallo arrugginito simile alla lama di una spada.
Sam e Remi diedero un'occhiata. Si direbbe che, durante il viaggio, gli si sia staccata la testa, disse Sam.
Remi osserv con maggiore attenzione. Non  avvenuto durante lo spostamento. Vedi quel segno sulle vertebre? Proprio qui... Indic l'ultima vertebra, dove mancava un frammento profondo.  stato un colpo d'ascia o di spada.
Bravissima, disse Fischer. Se si passa del tempo con lui, si inizia ad apprendere pi cose su chi era. A giudicare dallo stato di usura dei molari e dalla buona condizione delle ossa, direi che aveva almeno trent'anni ma non ancora quaranta. Se date un'occhiata al radio e all'ulna di sinistra, vedrete altri segni di traumi guariti prima che morisse per la decapitazione. Questi segni in particolare dicono molto di pi sul suo conto. Era un guerriero. Forse, stava impugnando un'arma a due mani quando un nemico lo ha colpito all'avambraccio con un'arma da taglio. Oppure, stava usando uno scudo e il colpo  andato a segno comunque.  sopravvissuto e la frattura si  consolidata.
La spada e lo scudo mi fanno venire in mente una cosa. Hai gi effettuato l'esame del carbonio 14? chiese Remi.
S. L'abbiamo effettuato su un frammento del femore, su una striscia di cuoio che si trovava sullo scheletro e su quello che sembra un frammento di scarpa o forse del fodero di un'arma. Il valore  stato dell'82,813 per cento di carbonio 14 presente. Avevo anche raccolto campioni di un altro individuo accanto a lui e li ho analizzati qui. Il risultato  stato lo stesso, il che ci fa risalire a una datazione intorno al 450 d.C.
Quattrocentocinquanta, ripet Sam. E il sito dove si trova?
Circa tre chilometri a est di Szeged, in Ungheria.
Caspita. E tu pensi che, oltre al nostro Friedrich, ce ne siano tanti altri? disse Remi.
S. Quanti ancora non lo so. Un campo di battaglia  essenzialmente un'enorme fossa comune. Il luogo in cui i corpi riposano  pi basso rispetto alla zona circostante, che siano stati sepolti nel modo consueto o che abbiano finito per essere sepolti dal tempo. Ho individuato resti fino a un raggio di circa cento metri. Ecco, guardate. Fischer si avvicin a un altro tavolo e srotol una grande mappa disegnata a mano, su cui era tracciata una griglia. Questo  il fiume Tisza e questo  il punto in cui si unisce all'affluente Mures. Questa griglia  il luogo in cui ho trovato Friedrich e qui, da questa parte, ho rinvenuto l'altro soggetto, alla stessa profondit.
Chi potrebbero essere?
Sono tentato di ipotizzare che fossero unni. All'epoca, l'area di Szeged era la loro roccaforte, ma in tempo di guerra levavano il campo e partivano alla volta del territorio nemico per combattere. Fecero guerra a ostrogoti, visigoti, romani - romani di Roma, ma anche di Costantinopoli - avari, galli, alani, sciti, traci, armeni e tanti altri popoli pi piccoli, che vennero fagocitati dalle loro conquiste. A un certo punto, gli unni arrivarono persino ad allearsi con alcuni di questi popoli per combattere uno o pi nemici comuni. Scoprire chi ha partecipato a questa battaglia richieder tempo e verifiche.
Ovvio, disse Sam. Non si pu dire molto a proposito di una battaglia, basandosi solo sull'osservazione di due scheletri.
Esatto. Sono impaziente di tornare l per dare avvio agli scavi, ma ci sono alcuni problemi, disse Albrecht.
Che tipo di problemi? chiese Remi.
Si tratta di un sito molto grande, un ampio campo aperto che sotto il governo comunista era adibito a pascolo di una fattoria collettiva, ma ormai  a maggese da oltre dieci anni.  un luogo esposto, accanto a una strada. A pochi chilometri di distanza c' Szeged, che  una fiorente citt moderna, e se dovesse spargersi la notizia non ci sarebbe modo di impedire alla gente di arrivare sul posto e scavare alla ricerca di souvenir. E storie relative a tesori trovati in siti di epoca classica che abbiano attratto migliaia di persone ce ne sono fin troppe. Il rischio  che vada tutto perduto nel giro di un giorno.
Per, finora,  rimasto tutto segreto, giusto? disse Sam.
Spero che sia stata solo la mia immaginazione, ma esplorando il territorio intorno a Szeged ho avuto diverse volte l'impressione di essere spiato.
Una cosa che succede spesso ultimamente, disse Remi.
Che intendi dire?
Mentre eravamo in Louisiana a fare immersioni, siamo stati seguiti dovunque andassimo.  saltato fuori che chi ci spiava era la squadra esplorativa di una societ che si chiama Consolidated Enterprises, spieg Sam.
Dal nome, non si direbbero archeologi, ma piuttosto un grande gruppo d'affari.
Giusta osservazione. Il loro piano commerciale, a quanto pare, consiste nell'attendere che qualcuno trovi un sito promettente, per poi cacciarlo e farsi le immersioni da soli, disse Sam.
Sam li ha spinti a seguirci a piedi in una palude e poi ha preso in prestito la loro barca.
Albrecht ridacchi. Be, siete diventati celebri per aver scoperto oro e gioielli. Io sono solo un povero professore che studia popoli antichi la cui idea di tesoro era un buon raccolto d'orzo. Quel campo di battaglia  la cosa pi straordinaria che abbia mai trovato. Avevo studiato le curve di livello del terreno, alla ricerca di tracce di un insediamento romano perch, a un certo punto della storia, quell'area ha fatto parte di una provincia romana. La ragione principale per cui ho sviluppato un interesse per quel campo  che non era edificato.
Hai idea di chi sia stato a spiarti a Szeged? domand Sam.
Un giorno, qualcuno ha fatto irruzione nella mia camera d'albergo. Avevo con me i miei appunti e il mio laptop. Hanno frugato nei miei bagagli, ma non hanno portato via nulla. Per, per diversi giorni ho visto una grossa automobile nera con quattro omoni dell'Europa dell'Est in abito scuro. Li vedevo tre-quattro volte al giorno, impegnati a studiarmi, a volte con un binocolo o una macchina fotografica in mano.
Dalla descrizione, sembrerebbero poliziotti, disse Sam. Forse, sospettavano che facessi qualcosa d'illegale, come trasportare Friedrich fuori dal Paese. Se sapevano che eri un archeologo, magari volevano sapere dei reperti che avevi trovato.
Albrecht si guard i piedi. Sono colpevole di aver trafugato Friedrich, ma, se fossi rimasto a svolgere l'attivit di laboratorio in Ungheria, nel giro di ventiquattr'ore si sarebbe diffusa la voce della mia scoperta. Tenere segreta una scoperta  una procedura standard. Chiunque ne abbia dato prematuramente la notizia ha fatto ritorno a un sito saccheggiato e calpestato e il cui valore scientifico e storico era andato completamente distrutto. E questo sito in particolare  pi vulnerabile di molti altri. I corpi che ho trovato hanno ancora le armi e le protezioni con cui sono morti. Ci sono frammenti di tessuto, pezzetti di cuoio e di pelliccia. Tutte cose che andrebbero perdute.
Naturalmente, rispetteremo la tua segretezza. E siamo qui per aiutarti in tutti i modi, lo rassicur Sam.
Ci sappiamo fare con i segreti, disse Remi. Per, non sarebbe una buona idea chiedere a Selma di ragionarci sopra? Forse potremmo avvalerci del suo aiuto, lei sa sempre come fare per anticiparci quando vogliamo sapere qualcosa.
Abbiamo il tuo permesso? chiese Sam. Implicherebbe mettere al corrente il resto dei nostri dipendenti, ma nulla di pi.
Certo. Pi sono i cervelli in gamba che lavorano per noi, meglio . Per ora, metter via Friedrich, disse Fischer.
Dopo che avremo disfatto i bagagli e riposato un po, ci piacerebbe che venissi in albergo a cenare con noi, disse Remi.
Siete sicuri che non preferiate restare soli?
Ci piacerebbe molto avere la possibilit di parlare ancora un po della tua scoperta, stasera, gli rispose Remi.
Ne sarei felice. A che ora? disse Albrecht.
Alle otto.
Bene. Io me ne rester chiuso qua e poi mi preparer per essere l poco prima delle otto.
Dopo che tutti si furono stretti la mano, Sam e Remi uscirono dall'edificio, passarono accanto alla statua equestre di Federico il Grande e poi svoltarono a destra, per percorrere l'Unter den Linden. A ovest, in lontananza, videro la Porta di Brandeburgo e l'Hotel Adlon Kempinski, praticamente attaccato. Allontanandosi dall'universit, all'ombra dei tigli lungo il viale, superarono una strada famosa dopo l'altra: Friedrichstrasse, Charlottenstrasse. Passarono davanti all'ambasciata russa e poi all'ambasciata ungherese, che si trovava nei pressi del loro albergo.
Era un bellissimo tardo pomeriggio e Remi osservava ogni luogo d'interesse con il naso all'ins.
A che pensi? le chiese Sam.
Mi stavo solo chiedendo perch mai ci stiano seguendo.

4
Berlino
Dove sono? chiese Sam.
Aspetta qualche secondo, poi da un'occhiata dietro di noi, grosso modo a ore sette. Ci sono una ragazza bionda e un uomo alto dalla testa rasata, disse Remi, quindi si sfior gli scintillanti capelli biondo rame continuando a camminare. Una ragazza bionda a Berlino, eh? Cosa potrebbe esserci di pi sorprendente? Il suo linguaggio corporeo diceva che non era rimasta soddisfatta quando si era sfiorata i capelli. Estrasse uno specchietto dalla borsa e sembr guardarsi per risistemarsi una sottile ciocca con una mano.  una delle donne della squadra della Louisiana. E l'uomo... Gi, pure lui. Le foto erano in quel raccoglitore che abbiamo rubato dalla loro barca. Come hanno fatto anche solo a prendere un aereo per Berlino cos in fretta? Siamo qui da poche ore e sapevamo dove andare...
Sam fece spallucce. Avranno un jet aziendale.
Forse dovremmo farci assumere dalla Consolidated Enterprises. Chiss quanti altri benefit hanno.
Potevano scegliere un momento migliore per farsi vedere.
Secondo te, cosa dovremmo fare?
Possiamo chiedere a un avvocato tedesco se  illegale seguirci.
Facciamolo, disse Remi. Albrecht si  sforzato tanto di mantenere segreta la sua scoperta. Non sopporterei l'idea che questi idioti che ci siamo portati dietro sostenessero di essere stati derubati. Chiss che non li si possa far espellere dal Paese.
Preferirei che stessero in Germania piuttosto che in Ungheria.
Il ragionamento fila. Ne possiamo parlare con Albrecht a cena, disse Remi.
Mi piacerebbe fare una cosa, prima.
Cosa?
Vedo solo due persone. Separiamole.
Dopo tutte quelle immersioni e quei viaggi in aereo, non mi dispiacerebbe un'ora di coccole nel salone di bellezza dell'albergo.
Sam e Remi percorsero il viale insieme, poi, una volta raggiunta l'entrata dell'Adlon Kempinski, Remi baci il marito su una guancia ed entr nella lobby. Sam fece qualche passo da solo, dopo di che si volt per accertarsi che la ragazza bionda seguisse la moglie dentro l'albergo, mentre vide che l'uomo dalla testa rasata si ferm bruscamente e si gir fingendo di guardare qualcuno nella direzione opposta. Sam procedette.
Super rapido la Porta di Brandeburgo ed entr nel Tiergarten, il grande parco cittadino. Avanz lungo il sentiero ombreggiato, in direzione dell'Hauptbahnhof, l'imponente e scintillante edificio metallico che ospitava la pi grande stazione ferroviaria a due piani d'Europa. Entr, sempre seguito a una certa distanza dall'uomo rasato, s'infil nella folla di viaggiatori e pendolari che vi si aggiravano e acquist un biglietto per un treno della S-Bahn che avrebbe attraversato la citt. Si affrett al binario e vi giunse mentre le porte delle vetture si aprivano, sal a bordo, si volt a guardare e vide che il suo pedinatore era salito su un'altra carrozza, quindi attese che le porte stessero per chiudersi e scese dal treno. Si allontan di corsa dalla banchina e prese la scala mobile che portava ai treni a lunga percorrenza diretti da est a ovest. Si ferm per qualche minuto sotto la scala mobile, pronto a individuare l'uomo dalla testa rasata.
Quando fu certo che non sarebbe arrivato, Sam sal al piano terra, usc dall'Hauptbahnhof, trov una comoda panchina all'ombra e tenne d'occhio l'uscita della stazione.
Ci volle una ventina di minuti prima che il suo pedinatore emergesse, con un'espressione accigliata. Aveva smesso di cercare Sam e teneva lo sguardo a terra, pochi passi davanti a s, con le mani infilate nelle tasche dell'impermeabile leggero. Dopo che l'altro ebbe preso un discreto vantaggio, Sam si alz e lo segu.
L'uomo si diresse a nord, sulla Alt-Moabit, procedette finch non ebbe raggiunto il Tiergarten Hotel ed entr. Sam sgattaiol dentro un piccolo bar sul lato opposto della strada, si accomod a un tavolo accanto alla vetrata e osserv l'albergo. Era un edificio di quattro piani con non pi di sessanta stanze. Una cameriera venne al suo tavolo, lui le sorrise e indic il bicchiere di birra dell'uomo al tavolo accanto al suo, per cui lei gliene port uno uguale.
Una decina di minuti dopo, vide la ragazza bionda fare ritorno all'albergo. Continu a guardare. La vide apparire dietro una finestra del quarto piano, aprirla e poi tirare le tende. Mentre Sam finiva la sua birra, l'ingresso principale dell'albergo si apr nuovamente e, uno alla volta, uscirono gli altri quattro membri della squadra della Louisiana: tre uomini e una donna dai capelli scuri corti. Si sistemarono a coppie e s'incamminarono.
Mentre li seguiva nel Tiergarten, Sam pens che sembravano un gruppo di giovani ragionieri appena usciti dal lavoro, pronti ad andare a bere qualcosa insieme. Per lui non fu una sorpresa vedere che si stavano dirigendo all'Adlon. Arrivati davanti all'albergo, due degli uomini si staccarono ed entrarono in un ristorante vicino. I due rimasti, che a quel punto sembravano una normale coppia, entrarono nella lobby.
Giunti al centro dell'atrio, parvero incerti sul da farsi. Si fermarono e si voltarono, puntando lo sguardo verso il soffitto arcuato, con il suo reticolo di travi. Sam pass dietro di loro, entr nell'ascensore senza guardarli e sal fino al piano superiore a quello in cui lui e Remi avevano la stanza, quindi prese le scale per raggiungere il piano giusto.
Buss alla porta e Remi apr, con addosso un abito verde smeraldo di Donna Karan che lui aveva gi avuto modo di ammirare appeso a una gruccia. Addosso a Remi era ipnotico, le faceva brillare la pelle e sottolineava il verde luminoso dei suoi occhi.
Wow, disse Sam. Ho appena sognato di essere sposato con una donna che assomiglia esattamente a te. Spero di non averti svegliata.
Le lusinghe ti apriranno qualunque porta. E magari ti verr in mente che ho appena passato due ore a farmi viziare. Allora, qual  il risultato di questo tuo aggirarti furtivo come una spia della guerra fredda?
Ho completato la mia missione, ma non ho buone notizie. Sono qui, tutti e sei. Due stanno tenendo d'occhio la lobby in questo momento e altri due stanno cenando a poca distanza da qui, su questa strada.  probabile che facciano l'ultimo turno. Non credo che vedremo il pelatone e la biondina prima di domattina.
D'accordo, disse Remi. Ora  il mio turno di preoccuparmi, mentre tu ti fai una doccia e ti vesti. Il tuo abito elegante e la camicia bianca sono appesi laggi, nell'armadio a muro. Albrecht sar qui tra mezzora.
Esatto. E, mentre tu ti preoccupi, forse  il caso che richiami Henry e gli chiedi se conosce qualche bravo avvocato in Germania o in Ungheria.
L'ho gi fatto e non ne conosce. Mi mander via email una raccomandazione di un suo amico mentre ceniamo. Il che mi ricorda una cosa: ho una fame da lupi. E tu? Sogno oca affumicata, champagne e torta di marzapane da quando ho sentito qualcuno che ne parlava nel salone di bellezza.
Smettila. Mi stai facendo venire ancora pi fame. Sam fece la doccia e si vest. Passarono le otto. Quando Albrecht ebbe accumulato un ritardo di una quindicina di minuti, Sam lo chiam sul cellulare, che per era spento, e la chiamata fu trasferita a una segreteria telefonica. Sam chiam la reception per chiedere se il professore fosse arrivato, poi prov al ristorante, per verificare che Albrecht non li stesse aspettando l.
Speriamo che il suo amico Friedrich lo abbia assorbito al punto da scordarsi dell'ora. Se ha chiesto a qualche collega del posto di effettuare la datazione al carbonio e altri test, magari ha perso la cognizione del tempo, disse Sam, preoccupato.
Proviamo a chiamare casa. Remi tir fuori il suo telefono e digit.
Salve, Remi.
Ciao, Selma. Sembra che abbiamo perso le tracce di Albrecht.
In che senso perso le tracce?
Avremmo dovuto incontrarci qui in albergo mezzora fa, ma non si  presentato, non ci ha chiamati e non risponde al cellulare. Ho pensato che potesse averti lasciato un messaggio, ma suppongo che non sia cos. Abbiamo altri suoi numeri in archivio? Stava nell'ufficio di un professore non meglio identificato, alla Humboldt Universitt.
Solo i numeri di casa sua e del suo ufficio di Heidelberg.
 probabile che sia una strada senza uscita.
C' altro che posso fare?
In effetti, s. Vedi quello che riesci a scoprire sul conto di una societ che si chiama Consolidated Enterprises.
 americana?
Ho letto qualcosa in cui si diceva che ha sede a New York, ma abbiamo appena visto sei di loro qui.
Ci lavoro subito.
Grazie, Selma. Pare che ci stiano seguendo. E, se hanno gi individuato Albrecht, potremmo avere un problema. Lui  talmente paranoico che potrebbe essere fuggito in Francia a piedi pur di scrollarseli di dosso.
Vi far sapere chi e cosa sono.
Buonanotte, Selma. Remi rimise il telefono nella borsetta e si rivolse a Sam. Niente. Qualche altra idea?
Be, puoi startene qui e mantenere integra la tua bellezza oppure puoi infilarti qualcosa di pratico e venire con me a vedere se riusciamo a trovarlo.
La donna fece spallucce. Immagino di essermi gi mostrata all'unico ragazzo su cui stessi cercando di fare colpo. Da un'ultima occhiata prima che mi metta i jeans e le scarpe da ginnastica.
Mi dispiace.
Lei si tolse le scarpe dai tacchi alti scalciandole via, apr il minibar, scelse una barretta di cioccolato e ne prese un morso. Ecco. Mangia qualcosa per cena mentre mi cambio. Gli diede la barretta, poi si volt per consentirgli di abbassarle la lampo del vestito.
Qualche minuto dopo, Sam e Remi s'incamminarono di buona lena sull'Unter den Linden, puntando nuovamente verso la Humboldt Universitt. Le strade erano piene di gente - residenti e turisti - che in quella serata d'inizio estate si godeva la splendida passeggiata sotto la doppia fila di tigli. La quarta volta in cui Sam si guard alle spalle, disse: Non vedo i nostri stalker.
Probabilmente, sapevano che abbiamo prenotato una cena in un ristorante stellato Michelin e hanno pensato che saremmo rimasti l per le prossime tre ore, comment Remi.
Stai iniziando a preoccuparti?
Sempre di pi, rispose lei. Il professore Albrecht Fischer non  uno sbadato.  abituato a dirigere un dipartimento universitario, a insegnare, a scrivere e a creare modelli di teorie incredibilmente complessi, disponendo di pochissimi elementi. Non fa venire degli amici dall'altra parte del mondo per poi dimenticarsene.
Non facciamo ipotesi. Siamo quasi arrivati, disse Sam.
Giunsero all'edificio dei laboratori dove Albrecht li aveva condotti poche ore prime. La porta esterna era ancora aperta. Videro qualche luce in alcune stanze dei piani superiori, ma, quando furono davanti al laboratorio di Albrecht, lo trovarono buio.
 possibile che l'abbiamo incrociato venendo qui? chiese Remi.
Non credo. Ho scrutato tutti con attenzione, per accertarmi che nessuno ci osservasse. Per, potrebbe essere andato da qualche parte a cambiarsi in vista della cena, per cui non sappiamo da quale direzione sarebbe venuto.
Sam allung una mano con una certa titubanza per testare il pomello della porta del laboratorio e scopr che girava. Apr, infil un braccio all'interno e accese le luci. La bara con i resti di Friedrich era sparita. I tavoli che in precedenza erano sistemati su due file con grande precisione erano scostati, in posizioni strane, e un paio erano stati ribaltati. Due sedie erano rovesciate in fondo alla stanza. Addentrandosi nel laboratorio, Remi e Sam scoprirono diverse, ampie chiazze di sangue che formavano una scia in direzione della porta. La sciarpa indossata da Albrecht era per terra. Sam la raccolse e se l'infil nella tasca della giacca.
Remi estrasse il cellulare, digit rapidamente e si port il telefono all'orecchio.
Polizia? chiese Sam.
Gi. In Germania, bisogna digitare il 110. Ud qualcosa in tedesco e disse: Pronto? Parla inglese? Bene. Credo che un nostro amico sia stato rapito. Sequestrato. Mio marito e io dovevamo incontrarlo al nostro albergo alle otto. Non si  presentato, perci siamo venuti a cercarlo al suo laboratorio presso la Humboldt Universitt. C' del sangue sul pavimento, i mobili sono rovesciati e mancano alcune cose. Rest in ascolto. Mi chiamo Remi Fargo. Grazie. Li aspetteremo all'ingresso dell'edificio.
Remi e Sam spensero le luci, uscirono dal laboratorio e percorsero il corridoio che conduceva all'entrata. Il lamento a intermittenza delle sirene si fece pi forte. Quando aprirono la porta, videro spuntare un'auto della polizia dalla Friedrichstrasse e dirigersi verso di loro. L'automobile si ferm davanti all'edificio e ne smontarono due agenti.
Salve, agenti. Parlate inglese? chiese Sam.
Un pochino, rispose uno dei poliziotti. Lei  Herr Fargo?
S. E questa  mia moglie Remi. Vi prego, venite a vedere quello che abbiamo trovato.
I Fargo condussero i due poliziotti nel laboratorio e accesero le luci. Non appena videro la condizione della stanza, gli agenti parvero pi a loro agio. Erano nuovamente su un terreno familiare: c'era stato un crimine e, dunque, avevano il controllo. Mentre osservavano con attenzione i vari indizi fisici di una possibile violenza, fecero domande e presero appunti. Come si chiama il vostro amico? Insegna alla Humboldt? Se insegna a Heidelberg, perch ha un laboratorio qui? Che tipo di lavoro svolge? Ha qualche rivale che avrebbe potuto fargli una cosa del genere?
Sam sospir. Il professor Fischer era convinto di essere stato spiato mentre era in Ungheria. C'erano quattro uomini che lo seguivano con un'automobile. Non aveva idea di chi fossero.
Qualcun altro?
Siamo arrivati oggi da un sito archeologico subacqueo del golfo del Messico, al largo delle coste della Louisiana, negli Stati Uniti. L c'erano sei persone che lavorano per una societ che si chiama Consolidated Enterprises. Hanno seguito la nostra barca fino a vari siti di immersione e poi hanno sabotato la nostra attrezzatura. Mentre ce ne andavamo da qui per raggiungere il nostro albergo, questo pomeriggio, ci siamo resi conto che due delle stesse persone erano a Berlino e ci stavano seguendo.
Come possiamo fare per trovarle?
Alloggiano al Tiergarten Hotel. Quarto piano, disse Sam.
I due poliziotti si consultarono per qualche secondo e poi quello che parlava inglese disse velocemente qualcosa in una radiolina prima di rivolgersi a loro: Vorremmo che veniste con noi.
Dove andiamo?
Al Tiergarten Hotel.
Al loro arrivo, sei macchine della polizia erano gi parcheggiate davanti all'albergo e un agente di alto grado li stava aspettando. I due poliziotti che erano con Remi e Sam lo chiamarono Hauptmann. Lui li guard e disse: I signori Fargo? Sono il capitano Klein. Alcuni miei uomini sono impegnati di sopra a parlare con questi americani che potrebbero aver sequestrato il vostro amico.
Non sono del tutto convinto che queste persone possano essere i sequestratori. Saranno scorrette, ma non sembrano violente, disse Sam.
Il capitano Klein si strinse nelle spalle. Avete detto che hanno sabotato delle attrezzature da sub, forse mettendovi in pericolo. Vi hanno seguiti da un continente a un altro. A volte, i criminali prosperano perch non sembrano essere quel tipo di persone. Lo sapremo presto.
La radio di Klein emise una scarica. L'uomo disse: Ja? Ci fu un resoconto dettagliato da parte di una voce maschile all'altro capo della linea e Klein rispose brevemente, poi ragguagli Sam e Remi: Il vostro amico non  in nessuna delle due stanze. Alcuni nostri uomini stanno perlustrando altre aree: il seminterrato, i magazzini, gli sgabuzzini della biancheria, gli uffici e via discorrendo.
Che mi dice dei reperti? chiese Remi. Non avrebbero alcuna ragione legittima per detenere manufatti o resti antichi. Sono in Europa solo da qualche ora.
Sareste in grado di identificare questi oggetti se li vedeste?
Una parte, gli disse la donna. Il professor Fischer ci ha mostrato lo scheletro di un antico guerriero. C'erano una spada o un pugnale arrugginito e incompleto, e un pezzo di fodero o di una cinghia di cuoio. E poi una mappa con una griglia indicante il posto in cui queste cose erano state rinvenute.
Dove le ha rinvenute?
In Ungheria, disse Sam. Capitano, apprezzerei che la descrizione della scoperta e del luogo restasse un'informazione riservata. Il professor Fischer ha tenuto segreta la scoperta. Se dovesse spargersi la voce, gli scavi del sito sarebbero minacciati. Le assicuro personalmente che qualsiasi ritrovamento verr comunicato al governo locale e che verranno richiesti tutti i permessi.
Vi ringrazio per la vostra franchezza. Far del mio meglio per mantenere il riserbo su questa informazione. Ci fu un'altra scarica e l'uomo ascolt la radio. Danke. A Remi e Sam disse: Di sopra sono pronti per noi.
Sam, Remi e Hauptmann Klein salirono al quarto piano nell'angusto ascensore e s'incamminarono verso una porta aperta, dove li attendeva un agente. L'uomo si fece da parte e loro entrarono. I sei americani che Sam e Remi avevano visto sulla barca al largo della Louisiana erano seduti nella stanza, tre sul divano e tre al tavolino accanto alla finestra. Ora che erano vicini e in una stanza bene illuminata, Sam not che presentavano macchie rosse di punture di zanzara, diversi eritemi solari e varie escoriazioni dovute alla difficile avanzata nella folta vegetazione del baya.
Riconoscete queste persone? chiese Klein.
S, rispose Remi.
Anch'io, disse Sam.
Bene, dichiar il capitano Klein. Come avevate previsto, hanno con s documenti identificativi della Consolidated Enterprises di New York e sono spiacente di dire che sono tutti e sei qui. Avevo sperato che uno o due di loro fossero in compagnia del vostro amico scomparso.
La ragazza bionda si alz, rabbiosa. Cosa ci fa qui questa gente?
I signori Fargo hanno denunciato la scomparsa di un professore. Li conoscete?
S, disse la donna. Ci hanno rubato la barca e ci hanno abbandonati in una palude della Louisiana. Saremmo tranquillamente potuti morire laggi.
E ora vi hanno fatti finire in stato di fermo in un Paese straniero per un crimine molto grave. Se fossi in voi, starei alla larga da loro.
Illegalmente in stato di fermo! disse il tizio alto dalla testa rasata. Pretendo la presenza del nostro avvocato.
Illegalmente o giustamente, siete pur sempre in stato di fermo, ribatt Klein. Stiamo solo tentando di eliminare dei possibili indiziati. Mi dia retta: se venite scagionati adesso, avrete un buon motivo per ringraziarci. Non  proprio il caso che vi facciate processare a Berlino per il rapimento di uno studioso tedesco di fama mondiale.
Klein si allontan da loro e fece un cenno ai Fargo. Uscirono tutti e tre nel corridoio e chiusero la porta. Il capitano disse: I miei uomini hanno frugato a fondo le loro camere. Non hanno trovato n ossa, n oggetti arrugginiti e nemmeno appunti o mappe.
Non credo che questa gente abbia sequestrato Albrecht Fischer. Abbiamo visto due di loro seguirci sull'Unter den Linden fino al nostro albergo. Poi abbiamo visto gli altri quattro raggiungere a piedi l'Adlon e separarsi. Non sembravano avere cattive intenzioni nei confronti di Albrecht, ma potrebbero averlo preso poco dopo che noi ce ne siamo andati dal laboratorio, disse Sam.
Potrebbero tranquillamente essere una squadra di sorveglianza al soldo di una cospirazione ben pi grande, disse Klein. Non hanno comunque fornito una buona spiegazione del motivo per cui vi hanno seguiti e spiati.  chiaro che sono rivali a caccia di una scoperta da depredare e Albrecht Fischer aveva fatto una scoperta. Li porter in centrale e li tratterr per un po per cercare di scoprire cosa stanno combinando.
Di certo, noi non abbiamo nessuna obiezione, disse Remi.
Inoltre, qualche nostro agente terr d'occhio i confini in cerca del professore. Per, se i suoi rapitori lo hanno preso da un paio d'ore, potrebbe essere gi sparito. Klein rivolse loro uno sguardo penetrante. Ma questo lo avete gi capito. State per andarvene anche voi da Berlino, vero?
Qualcuno ha rapito Albrecht Fischer e ha rubato i suoi appunti, i suoi campioni e le sue foto. Non so se si tratti di amici di questa gente o di qualcuno che non c'entra nulla con loro. Per, so dove lo stanno portando, disse Sam.
In tal caso, vi auguro tutto il meglio. Se si trattasse di un mio amico,  l che andrei. Buonanotte.

5
Szeged, Ungheria
Quella notte, a tarda ora, Sam e Remi lasciarono l'Adlon Kempinski e raggiunsero in taxi l'Hauptbahnhof, dove nel pomeriggio Sam aveva seminato il suo pedinatore. Presero lo Stadtbahn diretto a sud, ma solo fino all'aeroporto di Schnefeld, dove s'imbarcarono per Budapest. L'aeroporto di Budapest-Ferihegy era solo a un'ora e mezzo di volo, da l presero un treno per la stazione di Nyugati e poi un altro che li avrebbe portati a Szeged, vicino al confine meridionale, a centosettanta chilometri di distanza dalla capitale.
Uscirono dalla stazione al mattino e si trovarono davanti una fila di taxi in attesa dei viaggiatori. Sam lasci le valigie in custodia a Remi e s'incammin lungo la fila, chiedendo a ogni autista: Parla inglese? Quando uno scuoteva la testa o si mostrava perplesso, passava a quello successivo. Accanto al quarto taxi c'era un uomo di carnagione scura, magro, di mezza et, con tristi occhi castani e baffi che ricordavano una spazzola. Era appoggiato al suo taxi e stava raccontando qualcosa di divertente a tre colleghi, che ridevano. Quando ud la domanda di Sam, alz una mano.  solo curiosit oppure parla inglese?
Parlo inglese, disse Sam.
Bene. In tal caso, mi pu correggere se sbaglio.
L'inglese dell'uomo era perfetto. Il suo lieve accento indicava che doveva aver appreso la lingua da un insegnante britannico. Per ora,  lei a poter correggere me, disse Sam.
Dove posso portarla?
Prima di tutto, al nostro albergo. Poi vorremmo dare un'occhiata alla citt.
Bene. City Hotel Szeged, allora.
Come fa a saperlo?
 un buon albergo, rispettabile, e voi mi sembrate persone intelligenti. Prese le loro valigie e le caric nel bagagliaio, prima di mettersi alla guida. Sarete soddisfatti di aver trovato il tempo di vedere Szeged. Da qui provengono la salsiccia e la paprika migliori.
A me piace l'architettura. Gli edifici hanno tinte molto interessanti, soprattutto colori pastello, e uno stile barocco pieno di dettagli intricati che li rendono davvero unici, disse Remi.
In parte  bene e in parte  male, comment l'autista. Il lato negativo  venuto per primo. Nel marzo del 1879, il fiume - il Tisza, da quella parte -  straripato e ha distrutto l'intera citt. Il lato positivo sta nel fatto che, da quel momento in poi, la gente ha riflettuto bene su ci che costruiva.
Ha funzionato. Per essere una citt di centosettantacinquemila abitanti,  fantastica.
Ha letto delle guide...
Remi fece spallucce.  un buon modo per passare il tempo in treno.
L'uomo si ferm davanti al City Hotel, tir fuori dal bagagliaio le due valigie dei Fargo e le pos sulla soglia, per poi consegnare un biglietto da visita a Sam.  il mio biglietto. Mi chiamo Tibor Lazar. Pu chiedere di me alla reception, le diranno che sono onesto e affidabile. Lo so, perch due di loro sono miei cugini.
Grazie. La chiamiamo quando siamo pronti, oppure ci aspetta? disse Remi.
Aspetter qui.
Un facchino stava gi portando le valigie al banco del ricevimento. Si registrarono e salirono in camera.
Sam si sedette sul letto e inizi a consultare Google Maps sull'iPad. Remi sussurr: Cosa cerchi?
Il campo. Sappiamo che, prima o poi, i rapitori porteranno Albrecht sul luogo della sua scoperta per farsi mostrare il punto in cui ha scavato.
Riesci a vedere dov' sulla mappa?
Ci sto provando. Era sul lato orientale del fiume Tisza, a nord del fiume Mura. Me ne ricordo la posizione rispetto al punto in cui i due fiumi s'incontrano. Albrecht l'aveva utilizzato per orientare la sua carta.
Ho qualcosa che fa al caso tuo, gli disse Remi. Quando eravamo nel laboratorio e abbiamo chiesto ad Albrecht se potevamo informare Selma, ho scattato una foto della carta con il telefono e gliel'ho inviata. Estrasse il suo telefono e gli mostr la foto.
Lui la baci su una guancia. Perfetto. Chiam Selma con il telefono di Remi e inser il vivavoce.
Sono Selma. Sparate pure.
Ciao, Selma. Ieri sera hai ricevuto il disegno di un sito da Remi?
S. Immagino che si tratti del sito in cui stava lavorando Albrecht, vero?
Esatto, disse Sam. Ha detto che gli stava bene coinvolgerti in questa cosa, per cui Remi te l'ha mandato subito. Il problema  che il motivo per cui ieri sera Albrecht non  venuto a cena  che  stato rapito mentre era nel laboratorio di Berlino. La polizia sta tenendo d'occhio aeroporti e stazioni ferroviarie, ma ho paura che questi tizi abbiano portato Albrecht fuori dalla Germania prima ancora che noi ne denunciassimo la scomparsa.
Si tratta dei tizi della Consolidated Enterprises?
Non ne sono sicuro. Non riesco a immaginarmi quelle persone che fanno qualcosa per cui potrebbero finire in prigione per tutta la vita, ma gli sbirri li terranno in stato di fermo per un po, per dissipare ogni dubbio, il che a noi sta bene.
In questo momento vi trovate a Szeged?
S.
Ho confrontato sul computer la forma del disegno con le anse di tutti i fiumi del mondo, per stabilire il punto in cui Albrecht aveva scavato. Sapevo che vi sareste diretti al luogo della sua scoperta.
Dobbiamo proprio farlo, disse Remi. Nessuno sequestrerebbe Albrecht per chiedere un riscatto. Non  ricco, solo intelligente. Forse vogliono farsi accompagnare da lui sul luogo della sua scoperta e, probabilmente, estorcergli tutte le sue informazioni.
Come posso aiutarvi?
Per prima cosa, mandami via email una mappa stradale con sopra indicato il sito di Albrecht, le chiese Sam.
Arriva tra un minuto.
E poi sequestrare un professore non  una cosa da criminali qualsiasi. Dobbiamo sapere chi  interessato all'archeologia di questa zona, che si tratti di un interesse legittimo o meno.
Vedr se l'Interpol ci pu dire i nomi di chi ultimamente ha trafficato in manufatti di contrabbando dall'Ungheria e dal resto dell'Europa centrale. Far anche una ricerca tra i curatori dei musei e i mercanti di antichit. Se la data di cui dispongo  corretta, si tratta del 450 d.C., vero?
Esatto, disse Sam. E... un'altra cosa. Tir fuori il biglietto da visita che gli aveva dato il taxista. Vorrei che facessi una ricerca su un autista di Szeged, un certo Tibor Lazar. Era in attesa di una corsa davanti alla stazione ferroviaria al nostro arrivo e parla inglese come il tipico londinese. Controlla se  troppo bello per essere vero.
Certo. Un'altra domanda per l'Interpol.
Grazie. Nel frattempo, staremo qui a cercare di attirare l'attenzione su di noi, disse Remi.
 l'idea migliore?
Al momento, non  che abbia grande concorrenza, rispose lei. Se facciamo quello che ha fatto Albrecht, forse otterremo una reazione dalla stessa gente che ha notato lui.
Speriamo che non sia la stessa reazione, comment Selma. Vi far avere le informazioni appena possibile. La mappa con il sito contrassegnato l'avete gi nella casella di posta. Ci sentiamo.
Sam spense l'iPad. Remi disse: Pronto per la visita turistica?
Non vedo l'ora.
Uscirono e trovarono Tibor seduto nel suo taxi. Smont, apr la portiera posteriore e, una volta che furono dentro, disse: Volevate vedere la citt?
S. Possiamo cominciare dal fiume? chiese Sam.
Certo.  un buon anno per il Tisza. Non ci sono state inondazioni, siccit, sversamenti chimici a monte, nulla. L'anno scorso, invece, abbiamo avuto di tutto.
Sam stava studiando la mappa di Selma sul telefono. Sembra un fiume di grandi dimensioni.
Scorre dall'Ucraina, a nord dell'Ungheria, fin quaggi, per un migliaio di chilometri e confluisce nel Danubio, oltre il confine serbo.  sempre stato importante, fin dall'antichit. Qui, nella parte meridionale della grande pianura, non piove molto, ma l'acqua scende a sud dall'altopiano ucraino e il fiume Mura giunge dall'Est, dalla Romania, portando con s la neve disciolta e la pioggia delle montagne della Transilvania.
Suppongo che il corso del fiume sia cambiato dall'antichit... disse Remi.
Molte volte. Era un fiume lento, tortuoso, con grandi anse che s'inseguivano per tutta la pianura, ma l'uomo non lascia mai stare nulla. Nel 1846, il conte Istvn Szchenyi inizi a raddrizzarlo. Ne ridusse la lunghezza a circa un migliaio di chilometri, semplicemente tagliando le anse. Ora ci sono circa seicento chilometri di canali morti. La cosa s'intensific negli anni '80 e '90 dell'Ottocento e nel primo decennio del Novecento. Forse vennero fatti altri interventi che non ricordo o di cui non ho mai sentito parlare. Poi, per, nel 1937, ci si rese conto che sarebbe stato meglio iniziare una seria opera di manutenzione. Oggi il fiume  abbastanza dritto, ma continua a straripare, forse pi che mai. I canali si riempiono di sedimenti, ma fintanto che nascono nuovi politici, seguiteranno a intervenire.
Pi avanti, pu attraversare il ponte e mostrarci l'altra sponda? gli chiese Sam.
Certo, rispose Tibor. Quella sponda  chiamata j-Szeged. Significa Nuova Szeged. La citt vecchia era tutta sul lato occidentale.
Il lato orientale  davvero nuovo?
Ovviamente il centro moderno  sempre stato qui, ma la citt si  sviluppata soprattutto nelle zone vuote. Il taxi attravers il basso ponte di ferro, fresco di verniciatura, e Sam e Remi guardarono il Moisza.
Ci pu far fare qualche chilometro su questo lato?
Come no, disse Tibor.  una bellissima giornata di sole. Abbiamo la citt pi soleggiata dell'Ungheria.
Proseguirono finch Sam non vide che erano nei pressi del punto mappato da Albrecht. Era un grande campo aperto coltivato a erba medica e lasciato a maggese.
Cos' questa terra sulla destra? chiese Remi.
Questa? Oh,  solo una vecchia fattoria. Un tempo, ci pascolava il bestiame. All'epoca del comunismo, quand'ero bambino, faceva parte di una grande fattoria collettiva. Da allora, il governo ha partecipato a un progetto che coinvolgeva tutti i Paesi del bacino del Danubio per ripulire i fiumi. L'azienda agricola per l'allevamento del bestiame non  stata riaperta.  troppo inquinante per poter stare cos vicina al fiume.
Possiamo fermarci a dare un'occhiata?
Certo, disse Tibor. Accost sul ciglio della strada e parcheggi. Sam e Remi fecero due passi per conto loro sul campo.
Be, ora siamo qui. E io non vedo nessuno, disse Remi.
Non ci sono neppure segni di scavi recenti, fece Sam. Albrecht deve aver risistemato il tappeto erboso, prima di andarsene, e nessuno lo ha toccato.
Pensi che Albrecht sia riuscito a convincere i suoi sequestratori che la scoperta  altrove?
Ne dubito. A Selma  bastato il tracciato del fiume per trovare questo posto e Albrecht sapeva che qualcuno lo aveva tenuto d'occhio mentre era in Ungheria. Sento che lo tengono da qualche parte nei dintorni. Perch lui possa essere utile, dovrebbero portarlo qui per farsi dire dove scavare e cosa cercare oppure tenerlo in un posto dove  facile portargli le cose che trovano.
Forse. Ma noi come facciamo a trovarlo?
Sam punt lo sguardo alle spalle di Remi. Credo che i sorveglianti ci abbiano trovato.
Remi gir la testa e vide un'automobile nera ferma a una certa distanza sulla strada a due corsie che correva lungo il fiume. Una persona dalla vista acuta avrebbe potuto scorgere le teste che spuntavano da sopra i sedili. Remi prese il telefono e scatt qualche foto del campo, del fiume e poi della strada su cui stazionava l'auto.
Albrecht ha menzionato una grossa auto nera con quattro uomini a bordo. Il tuo telefono riesce a cogliere una targa a questa distanza? le chiese Sam.
Forse, ma ho la sensazione che potremo studiarla pi da vicino, disse Remi.
Tornarono alla macchina e Tibor domand: Conoscete quegli uomini a bordo dell'auto nera?
No, rispose Sam. E lei?
Non mi pare. Un minuto fa, ho visto un riflesso. Sembra che uno di loro ci stia osservando con un binocolo. Si chiama cos, vero? disse, portandosi entrambe le mani agli occhi, con le dita strette a cerchio.
Si chiama cos, s, conferm Remi.  probabile che si stiano semplicemente chiedendo cosa ci facciamo in giro per un vecchio pascolo.
Okay, disse Tibor, poi accese il motore, fece inversione con tre manovre e torn al ponte che avevano attraversato, puntando nuovamente verso la sponda occidentale del fiume. Continu a guardare nello specchietto retrovisore. Siete sicuri di non conoscerli?
Sicurissimi. Non siamo mai stati in Ungheria prima d'ora, disse Remi.
Videro piazza Martiri di Arad con il monumento agli uomini uccisi nella rivolta del 1848, l'orologio musicale con le figure scolpite provenienti da un'universit medievale, piazza Klauzl, piazza Szchenyi, il tutto nel centro cittadino. La zona era piena di fiori, alberi e edifici barocchi in tinte pastello che sembravano finti.
A mano a mano che Tibor li portava da un posto all'altro, Sam e Remi non persero di vista l'auto nera. Quando si fermarono bruscamente nei pressi del centro citt, l'auto per poco non li raggiunse. Remi scatt un'altra fotografia dal vetro posteriore.
Tibor se ne accorse. Quegli uomini mi fanno venire in mente com'erano le cose sotto il comunismo. C'erano persone che sembrava non avesse altro lavoro che seguire altre persone e fare rapporto su di loro.
Mi piacerebbe sapere a chi fanno rapporto su di noi, disse Remi.
Chiss se  possibile scoprirlo, comment Sam. La polizia ci dir chi  il padrone di un'automobile se disponiamo del numero di targa?
Credo di s.
Remi ingrand la foto dell'automobile nera che aveva scattato. Prese un pezzo di carta dalla borsetta e vi copi il numero di targa, poi lo diede a Sam.
Se riesce a scoprire a chi appartiene, le raddoppier la paga. Ecco il numero. Sam, dal sedile posteriore, pass il foglietto a Tibor.
L'uomo parcheggi l'auto accanto alla centrale di polizia, e scomparve al suo interno.
Sam digit il numero di casa Fargo. Ciao, Selma.
Salve, Sam. Stavo per chiamarvi per darvi alcune delle informazioni che mi avete chiesto.
Lasciamole quasi tutte per dopo.  venuto il momento di sapere se Tibor Lazar  un bravo ragazzo o no.
Azzardo una risposta per voi. Non ha fatto nulla che gli abbia sporcato la fedina penale o che lo abbia portato all'attenzione dell'Interpol.  proprietario di una casetta e di una piccola compagnia di taxi e non vi sono sospetti che possa essere una copertura per qualcos'altro. Possiede tre taxi e ha debiti per tutti e tre.  troppo povero per non essere onesto.
Perfetto. Grazie, Selma, disse Sam.
Dopo una ventina di minuti, Tibor rispunt. Si accomod al volante e avvi il motore. Mentre usciva dal parcheggio in retromarcia e riprendeva la strada, disse: Bako.
Bako?
Arpad Bako.
Sa chi ? chiese Remi.
Vi parler del mio incontro con la polizia mentre siamo in viaggio. Scese al fiume e si diresse a sud. Mentre prendeva velocit, guard nello specchietto retrovisore, come se si aspettasse di essere seguito. Dobbiamo cominciare da voi. Voi siete Samuel e Remi Fargo di La Jolla, California.
Questo lo sapevamo, disse Remi.
Sapevate che lo sa anche la polizia? Sta operando su richiesta del governo nazionale, devono tenervi d'occhio: quando uscite dall'albergo, quando vi fate ritorno, e via discorrendo. Si ritiene che siate qui alla ricerca di antichi tesori.  cos? Siete cacciatori di tesori?
Sam rispose: Siamo appassionati, interessati alla storia. Abbiamo fatto alcune scoperte archeologiche di valore, sia sotto il mare sia sopra. Ma alcune delle pi importanti comprendevano manufatti di legno, bronzo o acciaio, ed erano tesori perch hanno rivelato certe cose sul passato.  vero che abbiamo trovato anche oro o pietre preziose, per liquidarci come cacciatori di tesori  semplicistico.
Non troviamo mai un sito allo scopo di saccheggiarlo, come farebbero i cacciatori di tesori. Lo registriamo presso il governo del Paese in cui l'abbiamo trovato. Otteniamo dalle autorit il permesso di scavare e comunichiamo i ritrovamenti. In molti posti, il governo ha la titolarit di qualunque cosa troviamo, aggiunse Remi.
Dicono che siete diventati molto ricchi.  una bugia? chiese Tibor.
Remi sorrise. Non  una bugia, ma un fraintendimento. Sam  un ingegnere. Alcuni anni fa, ha inventato un macchinario. Uno scanner al laser per la ricerca dell'argon, che viene usato per identificare miscele di metalli e leghe da una certa distanza. Abbiamo preso in prestito tutti i soldi che la banca poteva darci e abbiamo creato un'azienda per costruire e vendere gli scanner. Se ci fosse andata male, saremmo stati indebitati per sempre, ma  andata bene. Eravamo l'unico fornitore di quegli scanner. Aziende pi grandi hanno iniziato a chiederci se ci interessava vendere e, quando abbiamo ricevuto l'offerta giusta, l'abbiamo venduta.  successo tutto ancor prima che iniziassimo a cercare vecchi segreti.
Quindi, siete solo molto fortunati, comment Tibor.
Finora s, disse Sam. E mi piacerebbe continuare a esserlo. Forse dovremmo parlare con la polizia, se ha sospetti su di noi.
Meglio di no. Per il momento, non  interessata a voi, per cui lasciate che continui a non esserlo, disse Tibor.
Allora, i quattro uomini che ci hanno seguiti erano agenti di polizia?
No. Sono creature di Arpad Bako.
E chi ?
Descriverlo mette a dura prova la mia conoscenza della vostra lingua. Posso dire che  un uomo avido, malvagio, ma non  tutto.  un ladro.  un maiale, un cane, un ratto, una serpe, uno scarafaggio! Tibor pass all'ungherese per un paio di frasi, poi si plac.
Pi che un uomo sembra uno zoo! esclam Remi.
Scusatemi. Io lo odio. Lo odio da ancor prima di nascere e, nel tempo, ho imparato a odiarlo ancora di pi, disse Tibor.
Ci pu dire qualcosa di pi sul suo conto? Cosa fa per vivere? domand Remi.
Ha ereditato le attivit di famiglia. La pi grande  una fabbrica di medicinali. Farmacologia, capite? Producono pillole, vaccini e cose cos.
Capiamo.
 una grande azienda. Ci sono persone come me convinte che sia diventata cos grande a forza di vendere farmaci a gente la cui unica malattia  il bisogno di farmaci.
Ha detto che lo odia da ancor prima di nascere. Che intendeva dire? volle sapere Sam.
La sua famiglia e la mia sono nemiche da centinaia di anni. La sua era contraria alla rivolta del 1848 e ha fatto arrestare per tradimento alcuni miei familiari. Durante la seconda guerra mondiale, la sua famiglia si  schierata con i nazisti solo per poter confiscare terre e attivit commerciali. Ha passato informazioni sul fratello di mio nonno per farlo torturare e uccidere, perch possedeva una piccola fattoria che loro volevano. La generazione successiva dei Bako si  schierata con i comunisti per ottenere privilegi che poi ha sfruttato per gestire il mercato nero. Alla caduta del regime, ha corrotto gente in posizioni di potere per garantirsi il controllo della fabbrica di medicinali. Ogni volta che il mondo si ribalta, un Bako si ritrova al vertice e mette i piedi in testa di qualcun altro. Arpad  il peggio del peggio. Era a bordo dell'automobile quando il suo autista ha investito il mio secondogenito, a oltre cento chilometri all'ora. Bako si  inventato la storia secondo cui mio figlio sarebbe stato un borseggiatore che aveva rubato qualcosa a un uomo e sarebbe corso in strada senza guardare. Ha costretto cinque delle sue creature a giurarlo.
Lo odia abbastanza da prendersi il rischio di negargli qualcosa che lui vuole? Magari, di punirlo? gli domand Sam.
Io? Tibor? Non me ne farei sfuggire l'occasione.
Ieri, un nostro caro amico, un archeologo tedesco,  stato rapito a Berlino. Aveva fatto una scoperta da queste parti ed era andato a Berlino a studiare ci che aveva trovato perch aveva paura. Aveva visto quei quattro uomini nella macchina nera che lo seguivano.
Capisco. Bako  tra quelli che sostengono di essere diretti discendenti di Attila l'unno. Qualche anno fa, alcuni di loro hanno chiesto al governo di essere ufficialmente riconosciuti come una minoranza.  solo avidit, disse Tibor.
Avidit? Non la seguo, disse Remi.
Si tratta della tomba. Quell'uomo vuole trovare la tomba di Attila e rivendicarne il possesso.
La tomba di Attila l'unno? disse la donna. Non avr molta fortuna.  una delle grandi tombe di cui si ha notizia, ma che non sono mai state scoperte. Sostiene pure di essere imparentato con Gengis Khan?
Non ancora.
Remi si rivolse a Sam. Secondo te, cosa dovremmo fare?
Che cosa si pu fare? intervenne Tibor. Bako non  solo ricco. Ha pure il suo piccolo esercito di addetti alla sicurezza a protezione sua, delle sue case e delle sue fabbriche. Non c' dubbio che ammazzerebbe pur di impedire che qualcun altro trovi la tomba di Attila o che lo rapirebbe se lo ritenesse al corrente di qualcosa che potrebbe tornargli utile.
Non ce ne staremo qui con le mani in mano, senza fare niente, si affrett a dire Sam.
Cosa intendete fare?
Trovare il nostro amico e riportarlo a casa, rispose Remi.
Tibor rimase in silenzio per un istante. Davvero?
S. Ci ha chiamati perch era convinto che avrebbe avuto bisogno d'aiuto. E aveva ragione, disse Sam.
Sam, forse non  il caso che tu... inizi Remi.
No, penso che Tibor sia la persona giusta per noi, Remi. Tibor, ce la possiamo fare, ma abbiamo bisogno di qualcuno che sia ungherese, coraggioso, e che odi Arpad Bako. Diamoci del tu. Ti pagheremo bene per l'incomodo e per il tuo tempo. Se dovessi finire in prigione, ti troveremo il miglior avvocato. Non sar un problema in pi, perch dovr difendere pure noi.
Forse  il caso di spiegarvi meglio chi sia quest'uomo, prima che chiunque faccia qualsiasi cosa. Innanzitutto, vi porter al mio garage, prenderemo un'altra macchina.
Aspetta, disse Sam. Vorrei sbarazzarmi degli uomini che ci stanno seguendo. Fai guidare me. Se faccio dei danni alla tua macchina, ti ripagher del costo della riparazione e del disagio di non poterla utilizzare.
Tibor parve scettico, ma accost e lasci che Sam si mettesse al volante, accomodandosi sul sedile del passeggero. Sam effettu una rapida inversione a U e poi svolt a sinistra per passare dietro la grossa auto nera. Tibor si aggrapp al cruscotto e schiacci il freno inesistente.
Ti divertirai a girare in macchina con noi. Gli hanno ritirato la patente in ben quattro Paesi, disse Remi.
Sam acceler. Quando l'auto nera lo segu e inizi a ridurre la distanza alle sue spalle, lasci che gli pneumatici di sinistra lasciassero l'asfalto per andare sulla banchina polverosa, sollevando una grande nube di terra e di ghiaietto. Il conducente dell'auto nera cerc invano di sterzare per evitarla, per poco non perse il controllo e sband, sovracompensando. Non ci sa fare granch. C' un posto da queste parti che abbia strade molto strette? disse Sam.
Poco pi di tre chilometri pi avanti, c' un villaggio molto antico.  troppo lontano dal fiume perch le inondazioni lo colpiscano.
Sam acceler ulteriormente sul lungo rettilineo che attraversava la pianura, ma una strada come quella era l'ideale per la grossa auto nera, che inizi a guadagnare sempre pi terreno. Lui prese tempo, spostandosi da una parte e dall'altra, per poi mettersi al centro della carreggiata per non essere affiancato. Quando scorse il villaggio davanti a s, scart bruscamente nella corsia di sinistra. L'auto nera si port a destra, Sam schiacci con forza il pedale del freno e l'auto nera lo sorpass fulmineamente.
Sam imbocc la strada principale del villaggio con una manovra lenta e sicura, dopo di che super alcuni edifici di pietra, per poi svoltare a destra, infilandosi in un vicolo cos angusto che il taxi passava a malapena fra gli edifici. Attento, attento, balbett Tibor. Sam si ferm in fondo al vicolo.
Sam, Remi e Tibor guardarono dal lunotto posteriore e videro l'auto nera avanzare rapida e superare il vicolo. Ora vedremo se  abbastanza arrabbiato o se  il caso di farlo innervosire un altro po, disse Sam.
L'auto nera si ferm con grande stridio di gomme, fece velocemente retromarcia portandosi di nuovo nel loro campo visivo, quindi si lanci all'inseguimento del taxi. Sam usc dal vicolo, immettendosi in una piazzetta. Smont e disse a Tibor: Mettiti al volante. Dopo di che, si riavvicin all'uscita del vicolo, prese una carriola carica di pietre e si prepar a spingerla nello stretto passaggio.
Ma prima di riuscirci, si sentirono un forte botto e un fragoroso cigolio, che si fece sempre pi acuto, fino a trasformarsi in uno stridio che poi di colpo cess. Sam mise gi la carriola, corse al taxi e sal sul sedile posteriore insieme a Remi. Tibor retrocedette a sufficienza per dare un'occhiata al vicolo. Lui e i Fargo videro che l'auto nera si era incuneata tra i primi due edifici. Non aveva pi gli specchietti ed era bloccata in mezzo ai muri degli edifici. Il motore ruggiva e si udiva uno sgradevole stridio di metallo, ma l'auto praticamente era ferma. Tibor avanz, girando intorno all'estremit di quella sequenza di edifici, fino alla strada principale, e torn indietro.
Arrivarono a una costruzione che assomigliava a un piccolo magazzino. C'erano cinque uomini in tuta e abiti da lavoro. Tibor spieg: I due pi belli sono miei fratelli. Gli altri sono cugini.
Scese e and a parlare a due di quegli uomini, dopo di che li port con s all'auto. Un terzo uomo tir fuori un furgone dal garage e lo lasci con il motore acceso. Fu tutto un sorridere, stringersi la mano ed esprimere a gesti la propria felicit nel fare conoscenza reciproca. Tibor si accomod sul sedile del conducente, e Sam e Remi si sedettero dietro. Fu una sorpresa notare che un uomo sal a bordo insieme a loro. Io sono Jnos, il fratello di Tibor. Far le foto, disse.
Grazie, fece Remi, sussurrando poi a Sam: Quali foto?
Jnos le scatt una foto. Siete i benvenuti.
Tibor li port fuori citt, dalla parte orientale, e poi ancora pi fuori, fin sulle pianure verdeggianti. Meno di dieci chilometri dopo, giunsero a un ampio complesso costituito da cinque file di edifici bianchi. Erano quasi tutti rettangoli lunghi e bassi, senza finestre. Jnos punt la macchina fotografica e inizi a fotografare, scattando e ricaricando automaticamente. Seguit a scattare mentre procedevano in macchina lungo le alte recinzioni metalliche sormontate da bobine di filo spinato. Superarono un cancello dotato di gabbiotto di controllo che ricordava l'ingresso di una base militare, con tanto di sentinelle armate in tuta da combattimento grigia.
Perch tutte queste sentinelle? domand Remi.
La spiegazione ufficiale  che qui producono e stoccano farmaci narcotici e svolgono ricerche su nuovi medicinali, per cui la concorrenza potrebbe trafugare i loro segreti. Il vero motivo  che, cos, Bako pu fare quel che gli pare senza che nessuno faccia domande.
Per tutta la durata del viaggio, Sam rimase in silenzio. Guard ogni cosa con attenzione, ma non disse nulla.
Quando il furgone fece ritorno al garage, Sam chiese un pezzo di carta e disse a Tibor: Compiler una lista di cose che ci servono e ti dar i soldi per comprarle. Se non trovi qualcosa, dimmelo e me la far spedire qui con un aereo. Si mise a scrivere mentre parlava. Quattro divise grigie come quelle indossate dagli uomini di Bako. Quattro pistole con due caricatori di riserva ciascuna e con tanto di fondine e cinture in tela nera. Quelle che porta quella gente mi sembrano delle CZ-75 di produzione ceca. Se esiste un modello ungherese simile, andr bene lo stesso. Stivaletti neri, quattro paia. Gli stivali dovranno essere lucidati e le divise stirate. E ricordati: un completo  per Remi, per cui procurati una taglia piccola. E trova anche un guinzaglio corto e un collare di cuoio nero.
Altro? chiese Tibor. Qualcosa da associare al collare?
Un cane.
Un cane?
Vorrei un pastore tedesco. Al massimo, pu andar bene un rottweiler oppure un dobermann. Deve avere un buon naso ed essere ben addestrato e obbediente.
A Szeged c' un uomo che addestra cani.
Ed  tuo cugino, giusto? chiese Sam.
Non sono tutti miei cugini.  cugino di mia moglie. Vedr se in questo momento ha un buon cane.
Puoi accompagnare Remi a vedere i suoi cani e sceglierne uno?
Potrei, ma questi sono cani ungheresi e Remi non parla ungherese.
Posso imparare lo stesso numero di parole che impara un pastore tedesco, intervenne lei.
E tutti i cani parlano con Remi, disse Sam, poi guard Tibor. Tu e Jnos siete disposti a fare questo? Avete preso una decisione?
Preferirei andare a rapire Bako e a scambiarlo con il vostro amico. Per... s.
Se il mio piano non funziona, allora proveremo con il tuo.

6
Szeged, Ungheria
Remi Fargo si ferm davanti al cancello della recinzione che delimitava l'area di addestramento, dove si trovavano diversi pastori tedeschi. Disse al cugino della moglie di Tibor: Come si chiama quello?
Gyilkas, disse l'uomo. Significa killer.
E questo?
Hasfel.  un'abbreviazione per hasfelmetszo, squartatore.
Remi si avvicin al cancello e protese la mano verso il catenaccio. Signorina,  meglio che lei non vada l dentro...
E invece s. Perch dovrebbero fidarsi di me se io non mi fido di loro? Entr e chiuse il cancello. Si avvicin fiduciosa a ogni cane e lasci che le annusassero la mano, ne accarezz il pelo folto sul collo e poi procedette. Individu il pi grande del recinto, un maschio scuro con la testa e la coda nere, che era rimasto seduto in disparte a osservare la scena. A quel punto il cane le si avvicin e, mentre lo faceva, gli altri parvero smaterializzarsi.
E tu chi sei? chiese Remi al cane. L'animale si fece pi vicino, guardandola dritto negli occhi, le si sedette davanti e le lecc la mano che lei gli aveva offerto. Remi s'inginocchi e lo accarezz, e il cane si sdrai per farsi grattare la pancia.
Si chiama Zoltn. Significa sultano, spieg il cugino.
 il numero uno, vero? Il capo... disse.
S, signorina. In genere, non fa cos con gli estranei. Si corresse. Con nessuno.
Mi legge nel pensiero. Sa che m'innamoro sempre di quelli come lui. Si chin e parl sommessamente con il cane. Che ne pensi, signor Zoltn? Ti va di lavorare un po con me stanotte?
Remi parve aver ottenuto la risposta che desiderava. Si alz, e il cane si tir su insieme a lei. S'incamminarono verso il cancello e lei lo port fuori con s. Al cugino della moglie di Tibor disse:  quello giusto. Ora, le spiacerebbe insegnarmi qualche comando corretto in ungherese, per non metterlo in imbarazzo?
Alla Bako Gyogyszereszeti Tersasag era terminato il turno diurno da poche ore quando il nuovo furgone della sicurezza arriv davanti al cancello principale del complesso. Era buio e le luci sopra il posto di controllo erano le pi luminose nei dintorni. Due sentinelle armate si avvicinarono al furgone fuori dall'alta recinzione. La giovane guardia si ferm accanto a Jnos, l'autista, e guard dentro il mezzo, oltre le sue spalle, mentre l'altro uomo, pi vecchio, rimase fermo accanto al lato del passeggero, dov'era seduto Tibor. Sam aveva stabilito che Tibor dovesse avere i gradi superiori, per fare da portavoce, perci lui aveva fregi d'oro sulla manica destra e una stella d'oro sul cappellino da baseball, mentre gli altri non avevano indicazioni di grado.
Quando la sentinella fece una domanda, Tibor disse ci che era stato concordato in precedenza, ovvero che si erano portati dietro un cane da ricerca perch un laboratorio aveva denunciato la presenza di un intruso. Alla seconda domanda, Tibor sembr ritrovare l'ufficiale d'alto grado che viveva in un angolo recondito della sua mente, rivolse un'occhiata sprezzante all'uomo e rispose annoiato. La sentinella fece per dire qualcos'altro, ma Tibor l'interruppe con freddezza e rabbia. Fece un gesto verso il cancello e grid qualcosa in ungherese che poteva solo essere: Aprite! State sprecando tempo!
L'altra guardia, quella sul lato di Jnos, aveva scrutato il retro del furgone, sorridendo a Remi. Al grido di Tibor sussult e poi, udendo il ringhio sordo del grosso pastore tedesco e vedendolo mostrare i denti e sporgersi verso il finestrino aperto, fece uno scatto all'indietro. Si avvicin alla sua postazione e attiv il circuito che avrebbe aperto il cancello verso l'interno.
Jnos attravers il cancello e procedette sulla strada asfaltata, quindi svolt dopo la prima fila di edifici, facendo sparire il furgone dal campo visivo delle due guardie. Si ferm e tutti smontarono. Remi e il grosso cane si avviarono per primi, seguiti subito da Jnos e Sam, mentre Tibor restava in disparte come un sergente addestratore accanto al suo plotone in marcia. In gruppo, avevano un'aria davvero formidabile e professionale. La cura di Sam nel far s che avessero tutti uniformi stirate, armi, stivali, cinture tattiche e cappellini uguali stava dando i suoi frutti. Remi disponeva pure di una borsa nera a tracolla, sempre in stile. Diede un biscotto a Zoltn, lo accarezz energicamente, gli sussurr qualche parole in ungherese, quindi infil una mano nella borsa di cuoio e ne estrasse la sciarpa persa da Albrecht nel suo laboratorio. La fece annusare al cane e disse: Vadszat! Cerca!
Zoltn inizi ad annusare, facendo avanti e indietro nella zona pavimentata tra le file di edifici. Dapprima, parve perplesso, ma poi si mise ad avanzare, trascinandosi dietro Remi. Mentre procedevano, la donna parl al cane in inglese, a voce molto bassa. Forza, cagnone. Sfrutterai il tuo splendido nasone per trovare Albrecht.
Il resto del gruppo segu a una distanza di un paio di metri, concedendo a Remi e al cane lo spazio per muoversi o tornare sui propri passi, ma Zoltn prosegu lento, sicuro di s, tenendo la testa alta e girandosi di continuo, non interessato ad alcuna traccia olfattiva in particolare. Lo ha perso? chiese Sam.
Ha l'odore in mente e ora  in cerca. Dobbiamo solo lasciare che ne individui un'altra zaffata, rispose Remi.
Guardate lass, intervenne Jnos. Ai margini del recinto, nel punto pi lontano dalla strada, c'era un basso edificio rettangolare, a sua volta circondato da una recinzione sormontata da bobine di filo spinato, al cui interno ce n'era un'altra fatta di quattro giri di filo pi sottile e compatto.
 una rete elettrificata, disse Sam e indic un cartello in ungherese. Cosa c' scritto?
PERICOLO. LABORATORIO RICERCHE MALATTIE CONTAGIOSE. SOLO PERSONALE AUTORIZZATO. OBBLIGO COSTANTE TUTE PROTETTIVE. CANCELLO INNESCA ALLARME.
Pensate che sia vero? chiese Jnos. Se io rapissi qualcuno, lo metterei in un posto come quello.
Portate Zoltn, disse Sam. Remi fece avvicinare il grosso cane al cancello, l'animale annus obbediente e poi avanz.
Procedettero e poi, dopo avere svoltato a un angolo, si ritrovarono faccia a faccia con una coppia di addetti alla sicurezza vestiti esattamente come loro. I due uomini avevano in spalla fucili da assalto AK-47. Quello pi vicino a Sam sollev una torcia elettrica e la punt sui loro volti.
L'allenamento judo svolto da Sam lo fece agire con rapidit. Il braccio scatt in fuori come un serpente all'attacco per strappare la torcia dalla mano dell'uomo e, al tempo stesso, lo colp e lo atterr, poi punt la torcia in faccia all'altro uomo.
Tibor era scioccato quanto le guardie, ma si riebbe pi rapidamente. Parl in ungherese a voce alta e aspra e ci che disse non fu un complimento. Sam e Remi immaginarono che avesse a che fare con la divisa e il portamento delle sentinelle. Tibor prese la torcia e la punt su di loro come se avesse trovato da ridire sulla loro rasatura, dopo di che diede un colpetto alla camicia di uno dei due perch i bottoni non erano allineati con la cintura. Non gli piaceva nemmeno la lucidatura delle loro calzature. Per finire, le fece passare con un gesto e un ultimo ringhio minaccioso.
Davvero ben fatto, disse Sam.
Grazie, ma avete notato che siamo qui solo da dieci minuti e siamo stati fermati gi due volte da uomini armati?
 un segnale incoraggiante, comment Sam. Questo posto  troppo presidiato per essere un'onesta azienda farmaceutica. Speriamo che una delle cose che nascondono sia proprio Albrecht Fischer.
D'un tratto, il cagnone scatt. Il guinzaglio entr in tensione e diede uno strattone al braccio di Remi, prima di trascinarla in avanti. Abbiamo una pista, disse lei. Zoltn la trascin lungo la strada tra i fabbricati senza finestre e gli altri li seguirono da vicino. Sam e Jnos si schierarono ai fianchi della donna e prestarono attenzione a eventuali ostacoli davanti a loro e su entrambi i lati, con le mani strette sulle rispettive pistole.
Raggiunsero un edificio nell'angolo pi lontano del complesso, una sorta di ripostiglio o magazzino. Disponeva di una sola porta d'acciaio e tutt'intorno c'era una gabbia anch'essa d'acciaio dotata a sua volta di una porta, con un lettore di tessere magnetiche sopra il chiavistello. Zoltn punt verso la gabbia, diede un'annusata nei paraggi, cercando un modo per entrare, e si agit sempre di pi, spingendo il naso sotto l'inferriata e poi balzando verso l'alto per appoggiarvisi con le zampe.
l, Zoltn, disse Remi. Jo fiu. Lo accarezz mentre il cane si sedeva, e disse agli altri: Il posto  questo.
Possiamo bussare, oppure aspettiamo che arrivi qualcuno con la tessera magnetica, disse Sam.
Busser io, si propose Remi. Allontanatevi insieme a Zoltn, non fatevi vedere.
I tre uomini e il cane si scostarono, nell'oscurit, mentre Remi si avvicinava alla gabbia e schiacciava un bottone accanto al lettore di tessere magnetiche. Dall'interno giunse il suono squillante di un campanello.
Una finestrella scorrevole sulla porta d'acciaio si apr ad altezza occhi e poi si richiuse. La porta si schiuse. Apparve un uomo con la solita divisa grigia, che le fece una domanda in ungherese. Lei rise, come se avesse detto qualcosa di carino. L'uomo era chiaramente intrigato dall'arrivo improvviso di una donna attraente. Lei gli fece un bel sorriso e lui schiacci un tasto sulla parete interna dell'edificio che fece ronzare e aprire la porta della gabbia.
Mentre Remi entrava, l'uomo vide Zoltn materializzarsi dall'oscurit accanto a lei. D'impulso, fece per chiudere la porta d'acciaio, ma il cane fu molto pi rapido ed entr prima di Remi.
Ci fu un ringhio sordo nel momento in cui le mascelle del pastore tedesco si chiusero sull'avambraccio dell'uomo, che emise uno strillo involontario. Mentre la porta stava per chiudersi, Sam le assest una spallata e lui, Tibor e Jnos entrarono con le pistole spianate. Jnos sbatt la porta.
l! ordin Remi al cane. Seduto!
L'uomo nella morsa di Zoltn si sedette. A quel punto, Zoltn moll la presa e si sedette a sua volta. Jo fiu, disse Remi. Bravo. La guardia rest seduta sul pavimento di cemento, mentre Jnos gli sottraeva la pistola e gliela puntava contro.
Sam!
Si girarono tutti e, sul lato opposto del fondo vuoto del fabbricato, videro un'area recintata simile a una gabbia per gli attrezzi, con una grata d'acciaio che dal pavimento saliva fino al soffitto e una porta chiusa da un lucchetto. Dietro la porta, c'era Albrecht Fischer.
Albrecht! grid Sam. Quest'uomo  l'unica sentinella?
In questo momento ce ne sono altre due in servizio. Sono entrambe armate di fucili. Si sono allontanate pochi minuti fa per andare a prendere un caff.
Mentre si avvicinavano rapidamente alla gabbia, Sam disse a Tibor:  probabile che siano i tuoi amici con la torcia elettrica e le scarpe lucidate male.
All'interno dell'area recintata, Albrecht disponeva di un bagno chimico e di un letto d'acciaio con un sottile materasso posato sopra una rete metallica simile a una branda militare. Indossava gli stessi abiti che aveva a Berlino, ormai sgualciti e con chiazze di sangue sulla parte anteriore della camicia.
Portate qui la guardia, grid Sam.
Jnos parl con l'uomo, che si alz per raggiungere la gabbia. Zoltn lo segu, emettendo ogni tanto un ringhio sordo.
Fatevi dare la chiave, Sam disse.
Tibor diede l'ordine in ungherese all'uomo, che per fece spallucce e disse qualcosa. Jnos gli diede un buffetto. Non ce l'ha. Corse alla scrivania accanto alla porta e frug nei cassetti. Trov un lucchetto al cui interno c'era una chiave e torn di corsa portandoselo dietro.
Sam prov la chiave, ma non era quella giusta. Ditegli di togliersi la divisa e gli stivali. E aggiunse: Spogliati anche tu, Albrecht.
Tibor e Jnos ubbidirono, e Sam disse: Albrecht, fa un passo indietro e fatti scudo con qualcosa di solido. Tutti gli altri facciano altrettanto. Quando sparer al lucchetto, partir il tempo. Dovremo agire rapidamente. Faremo vestire Albrecht come noi e rinchiuderemo quest'uomo qui dentro al suo posto. Dopo di che, raggiungeremo veloci il furgone e ce ne andremo. Se dovessimo incontrare qualcuno che ci punta contro un'arma, sparategli voi per primi.
Si ripararono tutti dietro alcune casse di legno. Remi prese il cane con s e gli copr le orecchie con le mani.
Quando Sam fece saltare il lucchetto della gabbia con la pistola, si ud un forte boato. Tutti si mossero rapidamente. Jnos spinse la guardia dentro la gabbia e la fece sedere sul letto. Albrecht usc, s'infil la divisa e, mentre si allacciava le scarpe, Tibor gli piazz il cinturone della guardia intorno alla vita e lo chiuse. Sam us il lucchetto trovato nella scrivania per chiudere la gabbia.
Si voltarono tutti verso la porta. Mentre Remi stava per aprirla, il trillo del campanello la fece sussultare. Zoltn inizi a ringhiare, ma lei gli sussurr qualcosa e il cane si quiet.
Devono essere tornati i nostri due amici, disse Sam. Dobbiamo farli entrare.
Tibor si scost su un lato della porta, dove in precedenza la guardia aveva schiacciato un tasto per aprire la gabbia. Lesse la scritta e poi annu. Gli altri si fecero tutti da parte, con la schiena contro la parete e la pistola spianata. Tibor schiacci il tasto per far entrare le sentinelle, mentre Remi spalancava la porta.
Le guardie entrarono, ognuno con due bicchieri di carta pieni di caff in mano e i fucili a tracolla. Non appena furono entrati, Sam e Jnos li affiancarono, puntandogli le pistole alle tempie.
Tibor diede qualche brusco ordine e gli uomini posarono i caff, gettarono i fucili sul pavimento, si allontanarono e si sdraiarono sulla pancia. Jnos sfil le manette dagli astucci di cuoio che avevano alle cinture e li ammanett a due travi d'acciaio che sostenevano il tetto.
Remi e il cane uscirono, seguiti da Sam. Poi fu la volta di Albrecht, Tibor e Jnos, che si portarono via i due AK-47. Quando Sam li guard con aria interrogativa, Tibor sussurr: Preferiresti che ad averli fossimo noi o loro?
Si mossero rapidi, in formazione sparsa, lungo il vialetto tra le file di edifici, verso il punto in cui avevano lasciato il furgone.
Si ud il rumore di un camion in movimento sulla carreggiata, dalla parte opposta degli edifici, alla loro sinistra, e poi di un secondo camion in arrivo sullo spiazzo asfaltato al di l della rete metallica. Si fermarono per un attimo davanti all'edificio, sfruttandolo per nascondersi dal camion che procedeva lungo la recinzione. Sam e Remi raggiunsero l'angolo e diedero un'occhiata per assicurarsi che fosse passato. Il veicolo era un autocarro con il cassone e due panche, una per lato, a bordo del quale c'era una quindicina di uomini, tutti in divisa grigia e seduti con un AK-47 tra le mani puntato verso l'alto.
Quando il camion si fu allontanato lungo il perimetro esterno, Sam si avvicin agli altri. Tutto questo solo per alcuni intrusi...
D'un tratto, si ud un rumore di passi che correvano in un punto imprecisato alla loro sinistra, oltre la fila successiva di edifici. Sam, Remi e Zoltn si lanciarono in avanti, verso il cancello, e gli altri accelerarono con loro. Non dobbiamo restare bloccati. Non fatevi superare, disse Sam.
Corsero pi veloci finch non ebbero raggiunto l'edificio circondato dalla doppia recinzione con il monito sulle malattie contagiose. Sam si rivolse a Tibor: Cerca di impedire che quei tizi ci affianchino. Dar loro qualcos'altro a cui pensare.
Attese che gli altri girassero intorno alla fila seguente di costruzioni e sparissero, poi raggiunse di corsa il fabbricato con la doppia recinzione e si lanci con tutto il peso del corpo contro il cancello della prima. Scatt un campanello d'allarme che lanci un suono acuto e poi anche una sirena elettronica, ancor pi forte. Le luci rosse sopra il cancello iniziarono a lampeggiare e una serie di riflettori si attiv, illuminando l'esterno dell'edificio. Sam corse lungo il vialetto, sul loro percorso originale.
Davanti a lui, un gruppo di sei addetti alla sicurezza si rivers fuori dall'edificio attiguo. Uno si port il fucile a una spalla. Sam si mise al riparo dietro l'angolo della costruzione pi vicina ed estrasse la pistola. Si sporse, esponendo solo il braccio con l'arma e un occhio, ed esplose cinque colpi nel mezzo del gruppo. Vide due uomini cadere e altri tre trascinarli al sicuro. L'ultimo uomo cre un fuoco di copertura con l'AK-47, sventagliando di pallottole l'area in precedenza occupata da Sam, che intanto stava gi correndo intorno all'edificio, verso il successivo vialetto.
Squadre di uomini si stavano muovendo lungo i fabbricati per raggiungere quello delle malattie contagiose. Sam vide che il camion che aveva portato l gli addetti alla sicurezza attendeva una cinquantina di metri pi avanti. Raggiunse di corsa il retro dell'autocarro, si mosse fulmineo lungo la fiancata sinistra e poi spalanc di colpo la portiera, puntando la pistola in faccia all'autista. Trascin fuori l'uomo e gli sfil la pistola dalla fondina. Lo butt a terra, lo immobilizz con le manette che aveva alla cintura e poi prese il suo posto al volante.
Sam innesc la prima e gir prima a sinistra e poi a destra. Vide Zoltn, Remi, Jnos, Tibor e Albrecht correre sul selciato. Inser la seconda, guadagn un po di velocit e not a quel punto che Tibor si era voltato puntandogli contro il fucile. Sam lampeggi a intermittenza, rallent e agit il braccio sinistro fuori dal finestrino, come un forsennato. Sono io! Salite! grid.
Remi fu accanto a Tibor in un attimo e questi abbass il fucile. I quattro corsero velocemente per raggiungere il pianale del camion, mentre Sam si dirigeva verso di loro. Si ferm, li fece salire e ripart.
Zoltn corse su e gi, dietro il camion, uggiolando all'indirizzo di Remi. Il pianale era troppo alto per saltare a bordo. Si udirono i colpi di Remi sul tettuccio della cabina. Fermati, Sam!
Suo marito si ferm. Remi salt gi, gir di corsa intorno al camion, apr la portiera del passeggero e si mise sul predellino. Sali, Zoltn! Il grosso cane corse e salt sul sedile del camion, Remi gir su se stessa e si sedette, dopo di che sbatt la portiera. Dacci dentro, Sam! grid. Estrasse la pistola e abbass il finestrino mentre il camion guadagnava velocit.
Sam avanz lungo la strada asfaltata tra gli edifici. Stavano ormai attraversando il centro del complesso, con file di fabbricati su entrambi i lati. Un drappello di uomini corse in strada davanti a loro, s'inginocchi e si prepar a fare fuoco, ma Sam accese i fari e Tibor e Jnos, in piedi sul pianale dietro la cabina, aprirono il fuoco. Uno degli uomini fu colpito e gli altri corsero al riparo.
Dovremo abbattere il cancello. Di agli altri di tenersi pronti, fece Sam rivolto a Remi.
Lei si alz sul sedile, si sporse dal finestrino fino alla cintola e grid: Dobbiamo abbattere il cancello!
Tibor e Jnos si alzarono, sporgendosi in avanti sulla cabina, sostituirono i caricatori dei fucili e guardarono davanti. Remi reggeva la pistola con entrambe le mani, anche lei con lo sguardo fisso davanti a s.
Sam si sfil la pistola dalla cintola con la mano sinistra. Lo attraverser alla massima velocit possibile. Sarebbe meglio se riuscissimo a far tenere la testa bassa alle sentinelle finch non siamo fuori dalla portata effettiva delle loro armi.
Buono... per essere un piano, gli disse Remi.
So che tra noi sei l'unica brava con la pistola, ma preferirei che non ti esponessi troppo. Sei anche l'unica moglie che ho...
Come sei dolce...
... per ora.
Zoltn guard entrambi, non sapendo bene cosa pensare.
Sam raggiunse l'ultimo angolo, rallent per svoltare e super il furgone sul quale erano arrivati. Al loro passaggio due uomini nascosti nel retro spalancarono di colpo il portellone posteriore. Sam, Remi e gli altri erano troppo distanti per colpirli quando quelli saltarono in terra, estrassero le pistole e iniziarono a sparare furiosamente contro di loro.
Se uno di noi avesse aperto quel portellone, saremmo morti, disse Remi.
Sam scal dalla terza alla quarta, puntando verso il cancello. I due di guardia avevano chiuso la recinzione, davanti alla quale si erano raggruppati altri cinque o sei uomini, a presidiare l'uscita. Sam ebbe la sensazione che fossero fin troppo sicuri di s, convinti che nessuno avrebbe davvero tentato di abbattere il cancello, per cui non del tutto pronti in caso di attacco. Portavano i mitra a tracolla e non avevano fatto nulla per rafforzare la barriera se non parcheggiare un altro camion accanto al cancello.
Piccolo cambiamento di programma, disse Sam alla moglie, accendendo gli abbaglianti. Di ai ragazzi di abbassarsi.
Gi! grid Remi.
I tre uomini si appiattirono sul pianale del camion, i fratelli rivolti verso i due fianchi, con i fucili pronti, e Albrecht in mezzo, girato verso il retro.
Sam seguit ad accelerare a mano a mano che si avvicinava. Quando lui e Remi furono a poco pi di venti metri, Remi si sorresse il gomito destro con la mano sinistra e fece fuoco, abbattendo la sentinella nel gabbiotto, dopo di che esplose diversi colpi contro gli uomini armati di mitra, che stavano sfilando la tracolla delle rispettive armi. Sam spar otto colpi contro di loro, ma con la pistola non ci sapeva fare bene quanto Remi. Se non altro per era certo di aver rafforzato il loro istinto a gettarsi al riparo.
Sam aggiust leggermente la rotta, tenne ben saldo il volante e sfrecci a solo un metro a destra del camion parcheggiato, quindi evit il cancello e si abbatt dritto contro la recinzione. Questa era cos alta che, nel momento in cui vi fin contro, la cabina del veicolo pass sotto il tubo orizzontale intorno a cui era avvolto il filo spinato e spinse in avanti un pezzo di rete lungo una decina di metri trascinandoselo dietro finch il bordo inferiore non fece presa sul terreno, la rete si appiatt al suolo e il camion vi pass sopra.
Le sentinelle fecero fuoco con le loro armi automatiche, ma riuscirono solo a crivellare di proiettili il gabbiotto, il camion parcheggiato mentre Sam gli passava dietro e buona parte degli edifici nei paraggi. Non appena furono fuori dalla recinzione ed ebbero guadagnato una certa distanza, Sam sterz, passando nuovamente dal terreno accidentato alla strada asfaltata. Albrecht e i fratelli Lazar aprirono il fuoco contro le guardie al cancello, con un'intensit tale che nessuna di quelle os tirare fuori la testa dal riparo dietro cui si nascondeva.
Sam usc a gran velocit dal vialetto di accesso. Rallent solo di quel tanto che serv a imboccare la strada e poi acceler nuovamente. Dopo qualche minuto, Tibor diede un colpetto sul tettuccio della cabina e si sporse per gridare a Sam: Fa guidare me, adesso! Non possiamo entrare in citt con questo camion. So dove andare.
Sam ferm il veicolo, sal sul pianale e lasci il volante a Tibor, che non guid pi lentamente di lui, ma, prima di raggiungere la periferia di Szeged, imbocc una stradina stretta, svolt in corrispondenza di diversi incroci che Sam non vide neppure ed entr nel grande garage dove li aveva portati in precedenza.
Dopo aver parcheggiato, scesero tutti. Zoltn salt a terra dalla cabina e si mise a sedere, tranquillo.
Ringrazio tutti di cuore. Se non aveste rischiato la vostra vita, io avrei perso la mia. Ne sono certo. Vi devo la vita, ripet Albrecht.
Sar meglio stare all'erta per non farci prendere. Ho visto almeno cinque uomini rimanere colpiti. Alcuni potrebbero essere morti, disse Remi.
E il furgone che  ancora l? Possono rintracciarlo? domand Sam.
Era stato preso in prestito.
Da chi?
Da un parcheggio, disse Tibor.
Cambiatevi tutti e indossate abiti civili nell'officina, grid Sam.
Fecero a turno, lavandosi faccia, mani e braccia per eliminare i residui di polvere da sparo e pulviscolo, e uscirono in abiti e scarpe civili. Albrecht indoss indumenti prestatigli da Tibor. Sam disse: Possiamo scaricare il camion nel fiume? So che non va bene per i pesci, ma cos si potrebbe cancellare qualsiasi impronta digitale...
Pu guidarlo Jnos. Lo andremo a prendere noi e poi lasceremo voi tre al vostro albergo, disse Tibor.
Remi, Sam e Albrecht si accomodarono sul sedile posteriore del taxi di Tibor, mentre Zoltn si sdrai sulle loro gambe. Seguirono il camion rubato finch Jnos non abbandon la strada in direzione di un pendio boschivo sovrastante il fiume. Jnos inser la marcia, moll la frizione, salt gi e osserv il veicolo avanzare per inerzia per un paio di metri, superando la cresta del colle. Guadagn velocit, fin in una scarpata e s'infil nel fiume. Rotol su un fianco, dopo di che imbarc acqua dai finestrini della cabina e scomparve.
Jnos corse al taxi, apr la portiera del passeggero e si sedette accanto al fratello. Il taxi si allontan. La fermata seguente fu la casa del cugino addestratore di cani. Remi scese insieme a Zoltn e apr il cancello che immetteva nel recinto. Ci furono alcuni timidi latrati quando qualche cane si dest di fronte a immagini e odori sconosciuti di nuove persone, prima di riconoscere Zoltn e di placarsi. Remi s'inginocchi, avvicin la faccia del grosso cane alla sua e gli sussurr qualcosa.
Quando torn all'automobile, Sam le domand: Che gli hai detto?
Gli ho detto che probabilmente non ci saremmo mai pi visti, ma che avrei sempre ricordato che  un cane bravo e coraggioso e che gli voglio bene.
E lui cos'ha risposto?
Vuoi che morda quell'uomo sciocco prima che tu te ne vada?' Anche lui mi vuole bene.
Immagino che siamo gelosi entrambi, disse Sam.
Il taxi part e Tibor li port al City Center Hotel. Mentre smontavano, Sam si rivolse al taxista: Ecco, l'ho compilato poco fa. Gli diede un assegno. Portalo alla filiale del Credit Suisse entro un paio di giorni. Chiameranno il direttore della nostra banca negli Stati Uniti per verificarlo, ma verr immediatamente accreditato sul tuo conto.
State lasciando l'Ungheria?
Non ancora, ma ho pensato che sia meglio che tu lo abbia ora, nel caso dovesse succederci qualcosa.
Tibor si strinse nelle spalle. Grazie. Se lo infil nella giacca senza guardarlo. Un'altra cosa. Lamentatevi della vostra camera. Costringeteli a trasferirvi in un'altra.
Stavo giusto per farlo. Ti chiamer tra un giorno o due, disse Sam e osserv il taxi allontanarsi.
Mentre lasciava l'albergo, Tibor estrasse l'assegno di Sam e lo consegn a Jnos. Non riesco a leggere e guidare allo stesso tempo. Cosa c' scritto?
PAGARE CENTOMILA DOLLARI ALL'ORDINE DI TIBOR LAZAR. Sembrerebbero un bel po di fiorini.
Eccome, disse Tibor, con gli occhi sbarrati.
Sam, Remi e Albrecht Fischer si avvicinarono alla facciata dell'albergo, ma Albrecht imped a Sam di aprire la porta, onde evitare che qualcuno sentisse ci che stava per dire. L'uomo che mi ha rapito, quel pazzo di Arpad Bako...  convinto che stiamo cercando la tomba di Attila l'unno.
I conti tornano, suppongo.  uno dei pi grandi tesori non ancora scoperti, disse Remi.
E che probabilmente non verr scoperto mai, comment Albrecht.
Sam fece spallucce. Per lo meno, sappiamo che ci rapiscono e ci sparano per pi di qualche spicciolo. Apr la porta e fece entrare gli altri, ma si volt e diede un'ultima occhiata alla strada, all'esterno, prestando particolare attenzione ai punti bui in cui si sarebbe potuto nascondere un uomo.

7
Szeged, Ungheria
Sam, Remi e Albrecht erano seduti nel salotto della loro nuova suite all'ultimo piano dell'albergo. Si erano fatti la doccia, avevano indossato abiti puliti e stavano finendo il pasto servito in camera, a base di pane fresco, formaggio tenero krztt e salsicce kolbsz. Bevvero una bottiglia del 1991 di merlot ungherese del Balaton maturato in barrique.
Ho mentito, ovviamente, disse Albrecht. Non era certo mia intenzione parlare a un acclamato delinquente di una delle pi importanti scoperte degli ultimi decenni. Scosse la testa. Per essere onesti, non ho capito bene cos' che ho scoperto. Non ho avuto tempo per fare analisi o consultarmi con qualche collega prima che gli scagnozzi di Bako mi rapissero.
Cosa gli hai detto?
Che cercavo tracce dell'occupazione romana in questa regione. Sono stato convincente perch, ovunque io vada in Europa, presto grande attenzione a eventuali tracce di fortificazioni romane. In qualsiasi luogo si accampassero, si trinceravano, e la struttura difensiva impiegata  sostanzialmente la medesima dall'Inghilterra alla Siria. L'Ungheria era l'antica Pannonia, territorio romano fino all'arrivo degli unni.
E la tua risposta lo ha soddisfatto? chiese Remi.
 un folle, e nulla soddisfa la follia. Vuole gli oggetti che accompagnano la sepoltura di Attila. Quell'uomo  convinto di essere un suo erede. Se non lo  davvero per sangue, di certo lo  sul piano spirituale, e da queste parti quello che cerca  qualcosa di importante. In Ungheria, la gente chiama tuttora qualche maschietto Attila. E noi ci troviamo nella pianura meridionale, dove Attila cre la sua roccaforte.
Forse i miei ricordi sono confusi, ma il tesoro non dovrebbe consistere nelle bare stesse? disse Remi.
S, in parte, rispose Albrecht. In teoria, c' una bara di ferro, che ne contiene una d'argento, che a sua volta ne contiene una d'oro massiccio. Si ritiene che siano zeppe delle corone e delle armi tempestate di pietre preziose che appartenevano a tutti i re, nobili e vescovi sconfitti da Attila. Un sacco di roba.
Tutta questa storia  proprio un bel sacco di... disse Sam.
Sam! lo redargu Remi.
 probabile che Sam abbia ragione. L'unica testimonianza coeva alla morte di Attila di cui disponiamo  quella di Prisco, ambasciatore dell'impero romano d'Oriente presso gli unni, che descrive il cordoglio e il funerale, ma non fa menzione di un tesoro. Questo viene descritto per la prima volta, un centinaio di anni dopo, da Giordane, appartenente a uno dei vari gruppi barbari, forse gli ostrogoti. Sono millecinquecento anni che la gente cerca il tesoro, senza trovare nulla, disse Albrecht. Rimase seduto in silenzio per un istante. Ma Arpad Bako non si lascer dissuadere o scoraggiare n dalle probabilit n dalla logica.  convinto di essere destinato a trovare la tomba di Attila, ed  ossessionato dall'idea di impedire a chiunque altro di trovarla.
Facciamo un passo indietro e analizziamo le cose dalla sua prospettiva, disse Remi. Esiste la minima possibilit che ci che hai trovato possa avere a che fare in qualche modo con la tomba?
Ho appena cominciato, ma ne dubito, rispose Albrecht.  vero che la datazione al carbonio dei resti indica pi o meno il 450 d.C. e che Attila mor nel 453. Ed  vero anche che una battaglia svoltasi in questo luogo, nel centro del territorio degli unni, potrebbe facilmente aver avuto a che fare con la sua morte. Quando Attila mor, vi fu il caos. I suoi tre figli avevano ognuno la propria fazione, e i generali del re unno i loro regni e i loro eserciti. Alcuni potrebbero essersi dati battaglia e questi scontri potrebbero non essere mai stati documentati. Fece spallucce. L'unica cosa che posso dire con certezza  che questi caduti non erano romani. Non disponevano della formidabile corazza dei romani e non avevano n il gladius, il pugnale a lama corta e larga, n lo scutum, il grande scudo che solevano unire per formare un muro contro le cariche nemiche.
Quindi, i corpi ritrovati nel sito potrebbero essere unni e il combattimento potrebbe aver avuto a che fare con la tomba...
 troppo presto per escludere qualcosa, persino quell'ipotesi. E se qualcuno dovesse mai trovare la tomba, ecco come andranno le cose con ogni probabilit: vi s'imbatter per puro caso qualcuno che sta cercando qualcos'altro.
Occupiamoci della scoperta che hai gi fatto. Dobbiamo darti la possibilit di completare i tuoi scavi in sicurezza, disse Sam.
Non so come lo si possa fare in questo momento. Alcuni uomini di Bako sono rimasti uccisi.
Sam sorrise. La cosa avrebbe turbato Attila?
Probabilmente no.
In tal caso, non turber neppure Bako.  anche possibile che tenti di far passare l'incidente sotto silenzio. Non pu dire alla polizia che qualcuno gli ha sottratto la vittima del suo rapimento. E, per ora, i tuoi scavi sono la migliore opportunit di cui disponga per scoprire qualcosa di nuovo. Gli far piacere che tu ti metta al lavoro.
Quell'uomo  troppo pericoloso. Non possiamo iniziare a scavare fintanto che  qui.
Forse s. Conosci qualche importante archeologo ungherese?
Qualcuno. Il dottor Enik Harsnyi insegna proprio qui all'universit di Szeged. Come pure il dottor Imre Polgr. Avevo in mente di consultarmi con loro prima di essere rapito. Conoscono la storia locale meglio di me.
E, allora, falli entrare in gioco subito. Quello che ci serve non  nascondere questo scavo, ma renderlo quanto pi pubblico possibile. Ci serve coinvolgere moltissime persone, farle venire in questo sito e lasciare che ci diano una mano nel progetto. Tre stranieri che scavano in una zona remota sono in pericolo, mentre cinquanta o cento ricercatori locali che effettuano scavi sono una spedizione.
Studenti e specializzandi, disse Albrecht e guard il telefono. Certo. Li chiamo subito... Oh, dimenticavo, non ho con me l'agenda con i loro numeri. Ci potranno dare una mano pure a sorvegliare il sito.
Chiama Selma e dille cosa ti serve, intervenne Remi, poi sbadigli, guardando il suo orologio. L  ancora giorno, sar sveglia. Io e Sam ci sistemeremo in questa camera da letto, per cui ora vado a riposare. Tu puoi occupare l'altra, Albrecht. Buona fortuna con le telefonate.
Il pomeriggio seguente, Albrecht, Sam, Remi e i professori Enik Harsnyi e Imre Polgr stazionavano accanto a un pullman insieme a Tibor Lazar. Stavano osservando un gruppo di sei specializzandi, ciascuno dei quali sovrintendeva a dieci studenti universitari volontari, impegnati a tracciare una griglia sul campo con picchetti legati tra loro da spezzoni di spago. Poco pi avanti, altri tre professori dell'Istituto di archeologia dell'Accademia ungherese delle scienze stavano studiando campioni di terriccio.
Nello Spodosol europeo, il tasso base nelle addizioni del suolo  pari a ventun anni per centimetro, disse uno. Qui dovremmo attenderci circa settantacinque centimetri di suolo aggiunto. Per, si tratta di un terreno piatto, e poco lontano c' un fiume che ne inonda le rive.
Un altro disse: Il che aggiungerebbe materiale alluvionale a quei settantacinque centimetri.
Direi ogni cento, centocinquant'anni. Diciamo dieci volte. E le inondazioni pi recenti sembrano essere state peggiori delle precedenti. Quella che distrusse la citt di Szeged nel 1879 fu indiscutibilmente la peggiore. Per stare sul sicuro, dovremmo aspettarci che i resti appaiano a una profondit non superiore al metro e ottanta e non inferiore ai settantacinque centimetri.
Sam vide Tibor salire sul pullman, per cui si stacc dagli altri e lo segu a bordo. Mentre il taxista si accomodava su uno dei sedili anteriori e prendeva un quotidiano, Sam disse: Buongiorno, Tibor. Come andiamo?
Ho due cugini sulla strada da quella parte e due all'estremit opposta. Sono tutti armati fino ai denti e dispongono di telefoni per avvertirci. Ho un furgone con sei uomini a poco meno di due chilometri da qui che possono presentarsi alle spalle di ciascun gruppo: i fratelli di mia moglie.
Ottimo. Dobbiamo tenere al sicuro le persone impegnate nello scavo. Grazie, disse Sam.
Grazie a te.
E per cosa?
Per avermi lasciato sottrarre qualcosa a Bako, per una volta. E perch il tuo assegno era autentico.
Il tuo aiuto  stato autentico. Hai salvato la vita ad Albrecht.
Tu hai salvato Albrecht. Io ho solo detto: Fa come dico, o questo pazzo ti uccider.
Devi averlo detto nel modo giusto.
Tibor lo studi. Stai progettando qualcos'altro. Di cosa si tratta?
Sam sorrise. Non hanno bisogno di me per condurre gli scavi in questo campo. Penso di poter fare qualcosa per ingannare Bako e tenere impegnati i suoi uomini, in maniera da consentire a queste persone di svolgere il loro lavoro.
Arpad Bako  un uomo molto potente. Hai appena visitato una delle sue attivit. Ha soldi e potere e amici ricchi e potenti, qui e altrove. Devi fare attenzione.
 alla ricerca della tomba di Attila, proprio come pensavi.
Tibor rise. Non della fonte della giovinezza? E nemmeno della scala per il paradiso?
Sono certo che conosci le storie. A quel che si dice, la sepoltura di Attila, insieme al suo tesoro, si sarebbe svolta in gran segreto e poi sarebbe stato deviato il corso del fiume Tisza per coprirne la tomba.
Ah, certo. Tutti da bambini abbiamo ascoltato queste storie, disse Tibor. Arpad Bako deve essere l'unico bambino che ci ha creduto. Inoltre, il Tisza  lungo un migliaio di chilometri e un tempo era ancora pi lungo. Come ti ho gi spiegato, il suo corso  stato largamente deviato. Alcune anse sono state tagliate e lasciate seccare, tutte quelle stagnanti sono state prosciugate.
 il suo bello, Tibor. Remi e io non troveremo la tomba. Ci limiteremo a far s che Bako ci spii mentre la cerchiamo.
Voglio unirmi a voi.
Benvenuto a bordo. A proposito di barche, hai qualche parente che ne possiede una?
Un amico, non un parente. Ce la noleggerebbe per... diciamo... niente.
Sei sicuro di volerlo fare?
Be, avete appena rischiato la vita per liberare un amico da un recinto zeppo di uomini armati e mi avete versato una fortuna per aver trascorso un giorno e una notte ad aiutarvi.  economicamente conveniente essere vostro amico.
La mattina successiva, un peschereccio da nove metri, il Margit, risal il fiume Tisza a una velocit tra i cinque e i dieci nodi. A volte, si manteneva al minimo dei giri, riuscendo a malapena a non farsi trascinare a valle dalla pigra corrente, per poi attraversare il fiume diagonalmente. Il Margit trainava qualcosa, ma dalla riva era impossibile capire che cosa fosse, perch non si sollevava mai sopra la superficie dell'acqua.
Un osservatore attento avrebbe forse notato che a bordo c'erano cinque persone: un timoniere, due uomini di guardia, un uomo ai comandi di ci che trainavano, di qualunque cosa si trattasse, e una donna magra dai capelli biondo rame che osservava lo schermo di un laptop posato su un ripiano dentro la cabina.
Dopo meno di un'ora passata in quel modo, un furgone dotato di un vano di carico chiuso avanz lentamente lungo la strada che costeggiava il fiume.
Nel vano di carico, quattro uomini erano seduti su una panca lungo una fiancata. Disponevano di una macchina fotografica con il teleobiettivo, due telescopi portatili da tiratore scelto e una videocamera dallo zoom potente: tutti apparecchi installati all'interno di fori appositamente praticati nella fiancata del furgone. Il leader del gruppo, un certo Gbor Szkely, stava subito dietro il conducente in modo da poter dirigere le azioni degli altri.
Gli squill il telefono, lui lo sollev e disse in ungherese: S? Ascolt per un istante e poi rispose: Grazie. Mise via il telefono e annunci ai presenti: L'uomo a poppa con il cavo tra le mani  Samuel Fargo. Si  fatto spedire dell'attrezzatura nel corso della notte: un metal detector, alcuni visori notturni e un magnetometro marino Geometrics G-882 in grado di individuare piccole deviazioni nel campo magnetico della Terra, soprattutto quelle provocate da pezzi di ferro.
La bara di ferro, disse l'uomo al suo fianco.
Gbor parve non ascoltare. La donna deve essere sua moglie, Remi Fargo. Hanno preso alloggio al City Center Hotel.
Abbiamo fucili di precisione. Non avremmo difficolt ad ammazzare da questo furgone chiunque si trovi sul ponte, disse il terzo uomo.
Per il momento, non  il caso, rispose Gbor Szkely. I Fargo sono esperti cacciatori di tesori. Hanno fatto importanti scoperte in Asia, sulle Alpi svizzere e in altri posti. Hanno la barca e l'attrezzatura per le ricerche.
Attenderemo che lo trovino?
S. Non appena disseppelliranno la bara esterna di ferro, entreremo in azione, prima che riescano a portarla in superficie. Avranno un terribile incidente e noi troveremo la tomba. Il signor Bako sar un eroe per aver portato alla luce un tesoro della nazione.
A bordo della barca, Remi Fargo studiava il display del magnetometro sullo schermo del suo laptop.  assurdo.
Cosa c' che non va? Non stai ottenendo il minimo riscontro? chiese Sam.
Al contrario. Di riscontri ne sto ottenendo fin troppi. Il letto del fiume  zeppo di metallo. Ho immagini che assomigliano a imbarcazioni affondate, catene d'ancora, cannoni, zavorre, rottami, fastelli di barre d'acciaio coperte di cemento. Negli ultimi cinque minuti, credo di aver individuato un paio di biciclette, un'ancora e quella che assomiglia a una vecchia stufa.
Sam rise. Ce n' abbastanza perch la cosa continui a essere interessante. Se scorgi qualcosa di sepolto a poco pi di tre metri di profondit e che assomiglia a una bara di ferro, forse vale la pena dare un'occhiata pi attenta.
Immagino che ci immergeremo nel fiume indipendentemente da quello che individuiamo.
Pi facciamo ci che Bako e i suoi pensano che ci avvicini alla tomba sottomarina, pi ignoreranno Albrecht e gli altri.
 possibile che, a questo punto, Bako sia molto confuso e frustrato, ma questo non deve tranquillizzarci troppo. Ha uomini a sufficienza per fare tante brutte cose nell'immediato, intervenne Tibor.
Per diversi giorni portarono avanti la loro indagine magnetometrica del basso corso del fiume. Tutte le sere andavano a trovare Albrecht e la sua squadra presso un edificio del centro cittadino che avevano preso in affitto per usarlo come laboratorio.
 certamente un campo di battaglia, disse Albrecht.
Come potrebbe essere qualcos'altro? disse Enik Harsnyi. Finora, abbiamo trovato seicentocinquantasei corpi di maschi adulti, tutti armati e tutti sembrano essere stati uccisi insieme e sepolti nel luogo in cui erano caduti.
Molti di loro, forse la maggioranza, evidenziano segni di ferite gravi che erano guarite. Abbiamo individuato fratture da impatto, ferite da pugnale e altre armi da taglio che avevano raggiunto l'osso. Combattevano per professione. Il termine giusto dovrebbe forse essere guerrieri pi che soldati, intervenne Imre Polgr.
E chi sono? chiese Remi.
Unni, rispose Albrecht.
Decisamente unni, convenne Enik Harsnyi. Senza eccezione, finora.
Come fa a dirlo? DNA? domand Sam.
Albrecht li guid a una lunga serie di tavoli d'acciaio su cui giaceva una doppia fila di scheletri. Non esiste un profilo del DNA di un unno. Nel I e II secolo, il gruppo etnico principale proveniva dall'Asia centrale. Spostandosi a ovest, strinsero alleanze o combatterono con ogni trib o regno che incontrarono, assorbendoli o sconfiggendoli. Pertanto, quando giunsero qui nelle pianure ungheresi, tra loro c'erano ancora molti individui con una mappa cromosomica simile a quella dei mongoli, ma altri sembravano sciti, traci o germanici. Ci che condividevano non era un'etnia comune, bens uno scopo comune.  un po come chiedere il profilo del DNA di un pirata del Seicento.
Allora come si fa a identificarli?
Erano cavalieri. Viaggiavano, combattevano, mangiavano e, talvolta, dormivano a cavallo. Grazie a certe displasie scheletriche, siamo in grado di dire che tutti questi uomini hanno passato la vita a cavallo. Ma c' una prova ben pi inoppugnabile.
Sarebbe a dire?
Quella degli unni non era una normale cavalleria: era composta di arcieri a cavallo. In Asia, avevano sviluppato questa tattica grazie al progresso nell'uso di arco e frecce.
Prese in mano con grande attenzione un pezzo di legno annerito dalle curvature irregolari. Ecco.  un arco compound, dallo stile unico. Vedete le estremit in cui si accocca alla corda? Si chiamano siyah. Sono rigide, non flessibili. Il materiale di cui  fatto non  un semplice pezzo di legno, ma una serie di listelli incollati tra loro. Ci sono sempre sette siyah, realizzate in corno, e l'impugnatura  di osso. L'arco era cortissimo, cos lo si poteva utilizzare a cavallo e la freccia aveva una velocit decisamente superiore. Questo  forse l'esemplare di arco unno migliore che esista oggi. Finora, ne abbiamo individuati oltre quattrocento.
Unni che combattevano contro chi? chiese Sam.
Questa  una domanda pi difficile. Le vittime si trovavano sparpagliate su tutto il campo e giacevano senza alcuna distinzione di affiliazione, semplicemente rimaste a terra nel punto in cui erano morte. Disponevano tutte del tipo di armamenti che avrebbe utilizzato un unno, principalmente l'arco compound. Avevano pure una lunga spada a doppio taglio con tanto di fodero appeso alla cintura e una spada corta, o pugnale, infilata orizzontalmente nella cintura. Indossavano brache di pelle di capra e una giubba di tela o pelliccia. Alcuni avevano giubbotti di cuoio.
Ci sono ancora enigmi e misteri, disse il dottor Polgr.
Eccone uno, per esempio: il campo di battaglia non  stato saccheggiato, intervenne Remi.
 vero. Una spada di buona fattura era un oggetto preziosissimo, conferm il dottor Harsnyi. Un arco compound di legno, osso e corno richiedeva molto lavoro da parte di un artigiano esperto, una settimana di fatica e mesi di essiccazione e cure. Non  il tipo di oggetto che si lascia sul campo di battaglia.
Remi indic lo scheletro pi vicino. E le ferite sono particolari, non  vero? Non sono casuali, come accade normalmente in un combattimento all'arma bianca.
Infatti, disse Albrecht. Gli unni erano arcieri e, tuttavia, non abbiamo trovato una sola ferita da freccia: niente punte che si siano conficcate nelle ossa o che abbiano perforato i crani. E non abbiamo riscontrato le lesioni tipiche delle battaglie dell'epoca. Niente braccia mozzate, n ferite alle gambe, che portavano al dissanguamento. Ci siamo trovati di fronte a quasi quattrocento scheletri decapitati, e molti altri con tagli alla gola cos profondi che la lama ha colpito la superficie anteriore delle vertebre.
A me sembra un'esecuzione di massa: gli assassini hanno bruciato le vittime e se ne sono andati, disse Sam.
In effetti, ne ha tutta l'aria, convenne Remi. Per, se questi uomini sono morti cos bene armati, perch si sarebbero lasciati uccidere?
Non lo sappiamo. Abbiamo appena cominciato il nostro lavoro, ma ci poniamo queste domande a mano a mano che recuperiamo i resti, disse Albrecht.
Il giorno seguente, Sam e Remi giunsero in mattinata al molo presso cui il Margit attendeva di trainare il magnetometro. Tibor era seduto e leggeva avidamente un giornale. Quando li vide, disse: Sam, Remi. Dovete dare un'occhiata a questo articolo.
Che cos'? chiese lei.
Tibor stese il giornale sul molo per consentire a tutti di guardarlo contemporaneamente. In prima pagina c'erano le foto di sei persone, sembravano foto segnaletiche, con i soggetti che guardavano dritto nell'obiettivo. Remi si inginocchi sul molo. Sam! Sono loro! I tizi della Consolidated Enterprises. Poi si rivolse a Tibor. Che cosa c' scritto?
Sei persone, tutte dotate di passaporto americano, sono state arrestate dalla polizia di Szeged perch sospettate di aver commesso un assalto armato ai danni dello stabilimento farmaceutico Bako una settimana fa. Nel corso dell'assalto, otto membri del personale di sicurezza dell'azienda di Bako sono rimasti uccisi.
Otto? disse Jnos. Saranno i cinque che abbiamo colpito noi, pi i tre che abbiamo legato in quel fabbricato. Deve essere stato Bako stesso a farli uccidere.
Cos sembra. Ero sicuro che tra quei cinque ci fossero dei feriti, e agli altri tre non abbiamo fatto alcun male, disse Sam.
Cosa facciamo? chiese Remi. Non possiamo lasciare che quegli idioti vengano incolpati di omicidio.
Sam prese il telefono e digit il numero della casa di La Jolla. Dopo un solo squillo ci fu risposta.
Salve, Sam. Che si dice?
Ciao, Selma. Sembra che i sei tizi della Consolidated Enterprises siano stati mandati a Szeged per spiarci. Sono stati arrestati per un assalto ai danni della fabbrica di Bako, ma io credo che, al momento dei fatti, fossero ancora sotto la custodia del capitano Klein, a Berlino...
Vuole che sistemi la faccenda per loro?
Mettiamola cos: se dovessero restare in galera per, diciamo, una trentina di giorni, a me non dispiacerebbe. Se venissero condannati per otto omicidi, starei da cane e Remi troverebbe un modo per farmi stare ancor peggio.
Altroch se lo farei, disse la moglie.
Hai sentito? disse Sam.
S, rispose Selma. Da ci che ho scoperto sul conto della Consolidated, si tratta di bruttissima gente, che per al momento non merita la pena capitale. Chiamer il capitano Klein a Berlino e otterr quel che serve per farli mettere in libert, ma non passer le carte all'ufficio di New York della Consolidated, a meno che le cose non si mettano davvero male. Che gliene pare?
Fantastico. Grazie, Selma. Sam riattacc e guard Remi. Spero di non aver appena fatto di noi gli unici sospetti.
Noi? Non abbiamo granch di cui preoccuparci. Ricordi? La polizia locale ha ricevuto l'ordine di tenerci sotto sorveglianza. Se ci arrestassero, avrebbero un bel po di cose di spiegare, disse Remi.
Remi ha ragione, comment Tibor.
Vedi di farci l'abitudine, disse Sam.
Gli scavi nel campo si ampliarono in modo considerevole non appena gli studenti e i loro professori si misero al lavoro. Durante la settimana successiva, arrivarono gli avvocati. Le sentinelle di Tibor furono le prime a vederli e a convocare il taxista sulla barca.
Ne arrivarono sei, a bordo di due grosse automobili nere. Accostarono lungo la strada, accanto agli scavi, e smontarono. Indossavano tutti camicie bianche immacolate, abiti scuri e cravatte regimental. Quando iniziarono ad avanzare, fecero attenzione a posare i piedi solo sulla strada lastricata, per evitare che la polvere offuscasse la lucentezza delle loro scarpe italiane.
Uno di loro, un uomo pi basso, anziano e tarchiato degli altri, si fece avanti. Si avvicin a una studentessa bionda che stava passando del terriccio in un setaccio dall'intelaiatura di legno per individuare oggetti di dimensioni ridotte. Va a chiamare i tuoi capi, le disse.
I professori?
Si tratta di professori? disse l'uomo. In tal caso, di loro che la lezione  cominciata e non devono fare tardi.
La studentessa corse via lungo uno degli angusti sentieri che erano stati lasciati tra le griglie e si ferm nel punto in cui Albrecht Fischer, Enik Harsnyi e Imre Polgr stavano discutendo con altri colleghi in abiti color cachi. La ragazza trasmise il messaggio e tornarono tutti lungo il sentiero.
Enik Harsnyi fu il primo ad arrivare. Salve. Sono il dottor Harsnyi. Posso aiutarvi?
L'uomo pi anziano disse: Sono l'avvocato Donat Toth. Ho con me un'ingiunzione a interrompere immediatamente gli scavi in questo terreno. Mostr il documento.
Una donna si stacc dal gruppo di studiosi, prese il foglio e gli diede un'occhiata. Sono la dottoressa Monika Voss, direttrice regionale dell'Ufficio nazionale del patrimonio culturale. Il mio ufficio ha fornito a queste persone una regolare autorizzazione a effettuare questi scavi.
Albrecht Fischer mostr un documento dall'aspetto ufficiale. Donat Toth lo prese, gli diede un'occhiata e lo consegn a uno degli uomini in giacca e cravatta, il quale a sua volta lo esamin e lo fece passare. Quando torn tra le sue mani, disse:  scaduto. Il mio cliente  il nuovo titolare di questo terreno e ne prender possesso oggi stesso.
Questo terreno  propriet della citt di Szeged, replic la dottoressa Voss.
Il mio cliente, il signor Arpad Bako, ha fatto un'offerta molto alta alla citt di Szeged, offerta che  stata accettata. Mostr altre carte.
La dottoressa Voss le guard, poi tir fuori una penna e vi scrisse sopra qualcosa, dicendo: Con la presente, l'Ufficio nazionale del patrimonio culturale annulla la vendita.
Non pu farlo.
L'ho appena fatto.
No, non pu! Abbiamo investito soldi in questa faccenda!
Riprendeteveli. Qualsiasi terreno che contenga tesori culturali  soggetto al controllo dell'Ufficio nazionale del patrimonio culturale. Lo stabilisce la legge 64 sulla protezione del patrimonio culturale.
Chi lo dice che ci che si trova in questo terreno  un tesoro culturale?
La definizione di tesoro culturale  a sua volta stabilita dalla legge: sono tesori culturali tutti i beni di oltre cinquant'anni di et, compresi i ritrovamenti a seguito di scavi archeologici. Qui ne ho identificati alcuni e nessun funzionario dell'amministrazione locale ha il potere di ribaltare la mia decisione.
Andr in tribunale.
Altri lo hanno fatto. Hanno perso e perder anche lei.
Due degli avvocati pi giovani si avvicinarono a Donat Toth e gli sussurrarono qualcosa, con aria molto preoccupata. Lui li allontan con un gesto. Cosa pu impedirmi di stracciare quest'autorizzazione?
Tre anni di prigione, signore, disse uno dei suoi consulenti legali, con aria contrita.
Toth gett l'autorizzazione verso i professori, ma questa non fece altro che planare delicatamente al suolo. Uno studente la raccolse, soffi via la polvere e la consegn ad Albrecht Fischer. Gli uomini con l'abito scuro tornarono alle loro automobili, si voltarono e si allontanarono. Proprio in quel momento, Sam, Remi, Tibor e Jnos giunsero con il taxi di Tibor.
Una volta che la squadra della barca ebbe sentito la storia, Tibor si rivolse a Sam e Remi: Sconfiggere gli avvocati di Arpad Bako non equivale a sconfiggere Bako.
Dobbiamo far guadagnare altro tempo agli archeologi, disse Sam.
Quanto tempo?
Albrecht  convinto che ci voglia un'altra settimana. Hanno mappato le posizioni dei corpi e li hanno fotografati e rimossi quasi tutti. A suo dire, nel giro di una settimana potranno rimuovere qualunque cosa dal sito, dichiar Remi.
Sam fiss gli scavi per un istante, poi disse: Ecco cosa faremo. Domani, sceglieremo un punto. Smetteremo di fare su e gi lungo il fiume, getteremo l'ancora e inizieremo con le immersioni. Il giorno dopo, torneremo nello stesso posto. Utilizzeremo delle boe per fare in modo che ci vedano scendere.
E poi? chiese Remi.
Poi intensificheremo gli sforzi come se stessimo riportando in superficie qualcosa di grosso e prezioso. Dovremo noleggiare una draga montata su una chiatta. Faremo venire bulldozer e autocarri dal cassone ribaltabile per costruirci la nostra strada fino al punto della sponda del fiume presso cui ci immergeremo.
Sei sicuro di voler convincere Bako che avete trovato un tesoro? disse Tibor.
Voglio che pensi che sappiamo dov', ma che per recuperarlo serve un bel po di duro lavoro.
D'accordo. Comincer con mio zio Gza. Ha una societ di costruzioni e non mancano mai macchinisti che hanno bisogno di lavorare, disse Tibor.
Il giorno seguente, Sam e Remi si trovavano sul ponte del Margit con addosso le mute da sub e con le bombole d'aria compressa e altro equipaggiamento in una rastrelliera a poppa. Sistemarono alcune boe e piazzarono una bandierina rossa con striscia bianca per segnalare alle imbarcazioni di passaggio che in acqua c'erano dei sommozzatori. A quel punto, s'immersero.
Esplorarono il fondale del fiume, trovando un bell'assortimento di oggetti metallici. C'erano tubi rotti, catene di ancore, fusti da cento galloni contenenti un liquido non meglio identificato che da parecchio tempo era fuoriuscito da fori arrugginiti. In mezzo a sagome familiari, si scorgevano anche cose non identificabili: oggetti di ferro corrosi dall'acqua che si sarebbero potuti descrivere solo come rotondi o lunghi o sottili o cavi. I loro nomi e lo scopo per cui erano stati utilizzati erano perduti da tempo, ma quella ferraglia era ci che a Sam e Remi interessava di pi. Qualunque cosa avesse un aspetto molto vecchio e misterioso era una scoperta. Raccolsero un mucchietto di tali rifiuti sotto la sagoma della barca procurata da Tibor e poi riemersero.
Sull'altro lato del fiume, dentro il vano di carico del furgone parcheggiato che li seguiva ogni giorno, ai cinque uomini si era unito Arpad Bako. I cinque erano in piedi a schiena drittissima e rimasero tutti in silenzio mentre Bako scrutava i sub attraverso un telescopio. Bako era un uomo alto e muscoloso e teneva i capelli ricci lunghi, che gli finivano sulla fronte e gli ricadevano dietro il colletto della camicia bianca. Il suo abito era l'elegante completo creato da un sarto personale e fatto arrivare in aereo dall'Italia. I suoi occhi scuri erano penetranti e vigili.
Gbor Szkely, il capo della squadra, disse: Vede, signor Bako? Ora l'intera operazione  cambiata. Ci chiediamo se tutti quegli scavi effettuati a monte del fiume non fossero semplicemente un modo per distoglierci dalla vera operazione che si svolge qui.
Credo che, cos facendo, abbiano capito che la tomba era vicina, disse Bako. Attila  stato sepolto nei pressi di Tisza e poi il corso del fiume  stato deviato in modo da coprire la tomba. Questo lo sapete.
Ci dia l'ordine e noi li ammazziamo. Con quattro fucili, potremmo colpirli tutti in un paio di secondi e poi allontanarci.
Non essere stupido. A questo punto, le bare potrebbero trovarsi sotto sei metri di sedimenti. Quella esterna  di ferro e quelle interne di metalli pi pesanti. Ecco perch stanno effettuando preparativi cos complessi: per scavare in profondit, fissare cavi e catene alla cassa e sollevarla fino alla chiatta. A quel punto, la trasferiranno dalla chiatta al cassone di un camion su quella strada laggi. Mancano settimane a quel momento e gli coster milioni di dollari. Lasciamo che siano loro a fare il lavoro.
Mentre Bako e Szkely osservavano la scena, le persone sulla barca spostarono il braccio di un argano elettrico sull'acqua e abbassarono il cavo. Questo sub una serie di secchi strattoni e poi l'argano inizi a issare qualcosa dal fondo. Ben presto, emerse una grossa rete di nylon, che gocciolava e grondava acqua. Nella rete c'erano alcuni oggetti arrugginiti, nessuno identificabile.
Arpad Bako inizi ad agitarsi, muovendosi avanti e indietro, per l'eccitazione. Guardate! grid. Guardate! Stanno tirando su qualcosa!
Sembra solo un ammasso di ciarpame arrugginito.
 sott'acqua da millecinquecento anni! strill Bako, assestando un forte pugno sul braccio di Szkely. Qualsiasi cosa di provenienza unna  ci che aspettavamo. Quegli scemi stanno lavorando per noi. Le sue mani seguitarono a stringersi a pugno. Guardateli! Non lasciatevi sfuggire nulla. Si rivolse all'uomo con la macchina fotografica. Scatta foto chiare di ogni cosa che riportano in superficie. Finch non spostano la chiatta con la gru sopra la tomba, lavorano per noi. A quel punto, potrete licenziarli.

8
Szeged, Ungheria
Basta cos, disse Albrecht. Abbiamo scavato in tutta la griglia. I manufatti e i resti sono stati tutti rimossi dal sito e molti sono stati imballati e catalogati per bene. Tra qualche giorno, li trasferiremo a una struttura provvisoria di Budapest per custodirli fintanto che il museo del luogo non avr preparato uno spazio in cui ospitarli.
Si tratta di un'impresa enorme per poche settimane di lavoro, disse Remi.
Sapevamo di non disporre di anni per riuscirci e, grazie ai miei colleghi ungheresi e ai loro studenti, siamo stati in grado di avvalerci quotidianamente di almeno una cinquantina di assistenti esperti e, in certi giorni, addirittura di un centinaio.
Con ogni probabilit,  proprio questo ad aver contribuito pi di ogni altra cosa alla vostra sicurezza.  difficile commettere un crimine di fronte a tanta gente, disse Sam.
Quanti guerrieri avete trovato in totale? chiese Remi.
Un migliaio. Albrecht si gir e fece un passo o due, improvvisamente interessato a studiare con maggiore attenzione uno scheletro sul tavolo accanto a loro.
Vuoi dire che disponete solo di un numero approssimativo? disse Remi. Non avete ancora effettuato un conteggio finale?
Esattamente mille.
Sam e Remi si guardarono. Non pu non avere un significato, comment Sam.
Gi, disse Albrecht, quasi sussurrando, con lo sguardo ancora fisso sullo scheletro. Alz gli occhi, con riluttanza. Infatti, prima di dare per certo quel numero, Imre, Enik e io li abbiamo ricontati insieme. La nostra teoria  che quegli uomini costituissero un'unit combattente non meglio identificata. Non  noto che gli unni si dividessero in unit di cento e di mille uomini, come facevano i romani, per potrebbero aver formato unit temporanee per incarichi particolari. Un comandante potrebbe aver detto: Mi servono mille uomini per una missione di ricognizione e altri mille per un'incursione.
Non vorrei essere presuntuosa, ma io e Sam abbiamo letto molto sul conto degli unni da quando hai chiesto il nostro aiuto. Non posso fare a meno di chiedermi se tu e gli altri non stiate per caso ignorando una possibile spiegazione solo perch  troppo bella per essere credibile, disse Remi al professore.
Albrecht emise un sospiro. Non vogliamo essere troppo frettolosi nell'accettare l'idea a cui tu alludi, per via delle sue implicazioni. Non solo fornirebbe un incoraggiamento ad Arpad Bako, ma potrebbe scatenare una corsa all'oro tra la gente. Pensa a cosa ne conseguirebbe.
Pensa all'evidenza dei fatti, disse la donna. Ci sono esattamente mille uomini, tutti unni uccisi a quanto sembra nello stesso giorno, intorno all'anno 450, ma non in battaglia. Si trovano nel cuore del territorio unno, dove c'erano centinaia di migliaia di alleati ma nessun nemico. Sono stati uccisi senza combattere.
E sono stati seppelliti con i loro effetti personali, armi comprese, intervenne Sam. Non sono stati disonorati o mutilati dopo la morte. Credo che Remi abbia proprio ragione. Erano le guardie del corpo personali di Attila. Sono state mandate a seppellire lui e i suoi tesori in un luogo segreto e poi a deviare il corso del fiume sulla tomba per evitare che venisse individuata. Al loro ritorno a casa, sono state uccise per impedire che rivelassero l'ubicazione del luogo della sepoltura.
Deve esserci stato bisogno di almeno mille uomini per deviare un fiume. Devono aver scavato orizzontalmente lungo un'ansa per creare un canale di collegamento, disse Remi.
Erano tutti armati pesantemente, tutti guerrieri esperti con ferite guarite. Perch mai si sarebbero fatti uccidere senza nemmeno estrarre una spada? A meno che... Sam si ferm.
A meno che non fossero fanaticamente leali ad Attila, come guardie del corpo personali, prosegu Remi. Devono aver pensato che stavano per morire insieme al loro condottiero come avevano sempre pensato che sarebbe successo.
S, ha senso, disse Albrecht. Il ragionamento fila, ma accettare quella storia sarebbe un terribile sbaglio. La tomba di Attila deve valere miliardi. Gli unni agirono come una sorta di gigantesca scopa che ripul Asia ed Europa, dall'altra sponda del Volga fino alla Senna, depredando qualunque cosa di valore. Se annunciamo di aver trovato gli uomini che hanno sepolto Attila, nel giro di un anno ci saranno scavi in tutta la regione. Altri manufatti d'incalcolabile valore verranno distrutti e nessuno sar pi vicino al rinvenimento della tomba di quanto non lo sia io ora. A voler dare credito alle vecchie storie, il compito delle guardie era quello di portare il corpo e il tesoro lontano da qui.
Voi siete studiosi. So che non potete contraffare la vostra descrizione della scoperta una volta che la pubblicate e che, non appena l'avrete pubblicata, altri vedranno immediatamente ci che vediamo Remi e io, disse Sam.
Albrecht pos lo sguardo sul pavimento e scosse la testa. Arpad Bako era convinto che io fossi sul punto di confermare il mito del tesoro di Attila.  proprio il caso che lo trasformi in un genio?
Ma ad animare la tua ricerca non  mai stato un tesoro, disse Remi.  stata la voglia di fare luce sul passato. Come hai gi detto, tutto ci non avvicina nessuno al tesoro. Semplicemente, conferma una parte della storia: ovvero che le guardie furono uccise.
Lo so. Il fatto  che non voglio aiutare il criminale che mi ha rapito a impossessarsi di uno dei pi grandi tesori dell'antichit, disse Albrecht.
D'accordo, fece Sam. Ora che la tua scoperta  al sicuro, io e Remi inizieremo a fare i preparativi per tornare a casa. Tu e gli altri archeologi potete diffondere solo le informazioni che volete, in base ai vostri tempi, ma sento il dovere di ricordarti che i grandi segreti tendono a sfuggire al controllo. Voi non siete gli unici ad aver visto questo sito. Lo hanno visto centinaia di studenti, la maggior parte dei quali non sono abbastanza avanti con i loro studi per saper interpretare ci che hanno visto. Tra un paio d'anni, per, molti di loro s'incuriosiranno e inizieranno a fare ricerche.
Le mani di Albrecht scattarono in alto, per la frustrazione. Cosa devo fare?
Quello che, alla fine, fanno sempre gli scienziati e gli studiosi. Continua a cercare e a pensare, a mente aperta, e a riportare la tua migliore interpretazione di ci che vedi, disse Remi.
Hai ragione. Lo so, e mi vergogno di essere cos esitante. Vi prego, aspettate ad andarvene. Se poteste tenere occupati ancora per qualche giorno Bako e i suoi uomini, potremmo mandare i nostri ritrovamenti agli archivi nazionali, disse Albrecht.
La mattina seguente, il lavoro sul fiume prosegu. Sam e Remi s'immersero nell'acqua torbida mentre gli amici e i parenti di Tibor continuavano a spianare e livellare una carreggiata dritta che collegava la strada al fiume. Per tutto il giorno, i Fargo dragarono il letto del fiume alla ricerca di oggetti arrugginiti di varie forme e dimensioni, portandoli sulla barca. Alla fine della giornata, come al solito, scaricarono tutto e con un camion portarono gli oggetti a un magazzino dell'universit di Szeged, immancabilmente coperti da teloni per far s che gli uomini di Arpad Bako che li spiavano s'incuriosissero ma senza riuscire a soddisfare la loro curiosit.
In serata, Sam e Remi si unirono ad Albrecht e ai suoi colleghi per studiare gli oggetti rinvenuti nel campo. I resti di guerrieri che erano gi stati sottoposti ad analisi preliminari, fotografati insieme ai rispettivi effetti personali e catalogati, vennero sistemati in casse di legno per poi essere archiviati nel Museo di Aquincum, una parte del Museo della storia di Budapest, ospitato nell'enorme palazzo Krolyi.
Sam e Remi vagarono tra gli scheletri che erano stati composti su tavoli e teloni per essere studiati e fotografati, ma sui quali non erano stati eseguiti accertamenti dal momento del ritrovamento. A un certo punto, Sam si ferm e si chin accanto a uno scheletro, piegando il collo per vedere il teschio da un'angolazione diversa.
Cosa c'? disse Remi.
Hai mai provato a convincere qualcuno a mantenere un segreto?
Certo.  cos che passano il tempo le ragazzine di dodici anni.
E ci sei mai riuscita?
No. Quando comunichi a qualcuno che ci che stai dicendo  un segreto, l'informazione diventa preziosa, una merce di scambio. Quando qualcuno dice di avere un segreto, significa che lo vuole comunicare.  un invito a tormentarlo finch non lo svela.
In questo caso ci sono mille persone che avevano un segreto. Nessuna di loro lo ha rivelato?
Diamo merito agli unni. Sapevano che  difficile parlare se sei stato decapitato. A dodici anni quell'opzione non ce l'avevamo... disse Remi.
Ovvio. Ma, anche se questi uomini sapevano tutti che sarebbero stati uccisi, avevano comunque parenti che forse erano disposti ad aiutarli. Posso credere che fossero tutti fanaticamente leali ad Attila, ma lui era morto. Senza Attila, gli unni erano una federazione senza legami stretti. Possibile che nemmeno uno di loro abbia pensato a se stesso?
A quanto pare, no, altrimenti avremmo un corso di storia su un altro tizio apparso in scena carico di ricchezze.
Forse hai ragione, disse Sam. Avanzarono lungo le file di scheletri, superandone decine e decine.
Aspetta. Da un'occhiata a questo, disse Remi.
Sam la raggiunse accanto allo scheletro, che aveva un anello d'oro intorno al collo, simile a una collana celtica. Al suo fianco c'erano una spada e un fodero con incastonature d'argento. Indossava una giubba di montone senza maniche, della cui lunga lana restavano solo pochi ciuffi nella parte esterna. Tutta la superficie interna del cuoio aveva assunto una colorazione marrone scuro.
Attraverso la cassa toracica e dietro la colonna vertebrale, videro una serie di segni e, pi sotto, una sagoma ampia e complessa. Non ti sembra una scritta? E quello  sicuramente un disegno che rappresenta qualcosa, disse Remi.
Alquanto bizzarro. Con addosso la giubba, non riusciresti a scorgere i disegni, comment Sam.
Prisco scrisse che portavano gli indumenti di cuoio finch non gli si disintegravano addosso. Non avresti mai potuto scorgerli finch questo individuo non si fosse trasformato in uno scheletro.
Sam sollev una mano. Albrecht! grid. Hai un minuto per noi?
Il professore attravers lo stanzone e li raggiunse. Guard in basso, poi s'inginocchi accanto allo scheletro, muovendo la testa per studiare la giubba dietro le costole. Oh, no, disse, a voce bassissima.
Non sembra una forma di scrittura? chiese Remi.
 una forma di scrittura, disse Albrecht. Dobbiamo sfilargli la giubba, per vedere tutto. Sollevarono con grande cura la parte superiore dello scheletro, lasciando la testa mozzata sul telone. Mentre Sam reggeva il torso, Remi e Albrecht sfilarono la giubba dalle spalle e poi dalle braccia, e la stesero sul telone. Albrecht guard con attenzione le forme.
 gotico.  un'antica lingua germanica orientale, probabilmente quella parlata da met dei soldati di Attila.
Riesci a leggerne una parte?
Buona parte, in realt. C'era un vescovo goto, un certo Ulfila, che tradusse la Bibbia un centinaio di anni prima della morte di Attila, per cui conosciamo abbastanza bene il vocabolario e la sintassi. E ha parecchie somiglianze con altre lingue germaniche. In inglese avere si dice have. In tedesco, haben. In gotico, haban. Generalmente, il gotico conserva una z che il tedesco ha perso. Cominci a leggere. Due giornate e mezzo a nord, mezza giornata a ovest. Lui  dove la luna della quarta notte  pi grande.' La luna della quarta notte. Non ho idea di cosa voglia dire.
Io s. La luna segue un ciclo di ventotto giorni. Se cominci un ciclo con la luna nuova o la luna piena, la quarta notte  sempre una falce, osserv Sam.
Guardate l'immagine, disse Albrecht.
 la falce crescente. Il margine sinistro  illuminato, disse Sam.
Pensate che si tratti di un calendario? chiese Albrecht.
No, fece Remi.  quest'uomo il traditore. Non  riuscito a parlare, ma ha creato una mappa. La falce di luna  la forma dell'ansa del fiume che hanno interrotto quando ne hanno deviato il corso. Ci sta dicendo dov' sepolto Attila.

9
Szeged, Ungheria
Sam e Remi si trovavano nella loro suite e Selma Wondrash era sullo schermo del computer di Remi. Insieme a Wendy e Pete, abbiamo fatto pi volte raffronti, misurazioni angolari e calcoli, e siamo certi di aver individuato il punto indicato sulla giubba. I soldati romani di quell'epoca potevano coprire una distanza di pi di quaranta chilometri a piedi in un solo giorno. Gli unni erano cavalieri. Quindi probabilmente potevano percorrere il doppio di quella distanza. In questo caso, per, dovevano trasportare un carico pesante, per cui abbiamo riportato la stima a circa quaranta chilometri: questo significa che abbiamo una distanza a nord lungo il fiume di quasi cento chilometri e una distanza a ovest di venti chilometri. Utilizzando fotografie aeree e immagini satellitari, troviamo effettivamente un canale secco con un'accumulazione a forma di falce di sedimenti alluvionali sul lato occidentale, o esterno. E il successivo accorciamento e raddrizzamento del Tisza ha lasciato quel punto non solo all'asciutto, ma pure lontano dall'odierno corso del fiume.
State facendo il nostro stesso ragionamento, disse Sam. Quel carico doveva pesare diverse tonnellate, per cui sar stato sistemato su un grande carro, probabilmente trainato da una mandria di buoi. Devono aver attraversato le pianure a est del fiume, dove non c'era bisogno di strada, e probabilmente saranno rimasti invisibili rispetto al fiume fino alla fine. Anzi,  probabile che disponessero di gruppi di staffette in ogni direzione per assicurarsi che nessuno si avvicinasse.
Sono d'accordo, disse Selma. Dunque, confrontando la mappa sulla giubba con le fotografie aeree, otteniamo un punto dalle coordinate 46 25' 55 nord e 19 29' 19 est, cio pi o meno duecentodieci chilometri a sud di Budapest.
E cosa c' l?
Be, poteva andare peggio. Non ci sono n cattedrali n centrali nucleari, ma c' l'Istituto per la ricerca enologica di Kiskunhalas. La parola halas significa pesce. In epoca medievale, la citt era circondata da laghi, presumibilmente alimentati dal fiume. Sono spariti da tempo, ma il ricordo continua a esistere, cos come il suolo sabbioso, che  fantastico per la coltivazione dell'uva.
Come ci arriva a Kiskunhalas una persona moderna?
Da Szeged, si prende la strada 55 e poi la 53.
Vi faremo sapere quando avremo deciso come farlo, disse Sam. Abbiamo un sacco di attivit in corso sul fiume Tisza per convincere gli uomini di Bako che abbiamo gi trovato la tomba sott'acqua.
Se fossi in voi, non mollerei, disse Selma. Arpad Bako  stato indagato per tre omicidi, oltre a quello del figlio di Tibor Lazar. Vi auguro buona caccia. Se avete bisogno di me, chiamatemi.
Lo faremo.
La mattina seguente, Sam e Remi scesero al fiume Tisza come al solito e passarono buona parte della giornata facendo immersioni per continuare a fingere di aver trovato qualcosa. Solo dopo che cal il buio, i Fargo e Albrecht videro arrivare Tibor a bordo di una berlina Mercedes vecchia di otto anni.  la tua macchina? chiese Sam.
La mia macchina personale? disse Tibor. No.  di mia propriet, ma la utilizziamo come taxi. Abbiamo diversi clienti abituali che non vogliono un taxi riconoscibile. Li portiamo a ristoranti e feste. In Ungheria, se bevi anche solo un bicchierino non puoi guidare, per cui hanno bisogno di qualcuno che guidi per loro. Quanto a me, vado a piedi. Non mi serve un'auto.
Sam caric nel bagagliaio il metal detector, tre pale dal manico corto e alcuni visori notturni, poi sal a bordo della berlina insieme agli altri. Tibor si diresse a nord, lungo il fiume, scrutando di quando in quando con attenzione lo specchietto retrovisore.
Ci stanno seguendo? chiese Remi.
Non credo, rispose Tibor. Per, su queste strade di campagna  difficile stabilirlo. Se hai qualcuno dietro quando esci da una citt, rischia di restarti incollato fino alla citt successiva. Ed  buio, per cui non vedi altro che i fari anteriori.
Ma tu pensi che qualcuno ci stia seguendo?
No. Chi ci sta dietro da tutto questo tempo guida come mia nonna. Quelli di cui ci dobbiamo preoccupare sarebbero audaci e folli.
Sam e Remi diedero un'occhiata fuori dal lunotto posteriore e sorrisero. Alla prossima citt, facciamo inversione di marcia e vediamo se fa altrettanto, disse Sam.
Buona idea, disse Tibor. Accost davanti a un ristorante della citt successiva, dopo di che vi gir intorno lungo una strada stretta e tortuosa in grado di ospitare una sola automobile alla volta, spuntando nuovamente nei pressi del ristorante. A quel punto, torn sulla statale. Non videro auto davanti a loro, ma non videro neppure pi quella alle loro spalle, cos si sentirono rassicurati.
Sam sfrutt il GPS del telefono e indic la strada a Tibor per il resto del tragitto. Quando si rese conto che stavano per raggiungere il margine di un enorme vigneto fuori dalla citt di Kiskunhalas, disse: Spegni i fari. La strada davanti a loro si fece buia e l'automobile rallent fino a fermarsi. Grazie al chiaro di luna, era possibile scorgere alla loro sinistra un basso pendio che nella parte alta descriveva un andamento simile a un anfiteatro. C'erano lunghi filari di viti appesi a pali stagionati e legati tra loro da sostegni di fil di ferro. Sam, Albrecht e Remi smontarono dall'automobile, tirarono fuori dal bagagliaio il metal detector, i visori notturni e le pale dal manico corto e dalla lama affilata, adatte a scavare nel suolo sabbioso, e lo chiusero senza far rumore. Sam si chin verso il finestrino di Tibor. Aspettaci in un posto nascosto e tieni acceso il telefono. Se vedi arrivare qualcuno o quando sta per sorgere il sole, chiamaci.
Pi avanti c' un bosco. Aspetter l. Tibor si allontan lentamente, svolt e scomparve nella notte.
I tre scavalcarono un basso steccato e s'incamminarono verso quello che ritenevano fosse il centro del cumulo di terra falciforme. Dopo di che, Sam attiv il metal detector e inizi a cercare. Si chin in avanti, per essere meno visibile, e percorse su e gi i filari di viti, fermandosi alla fine di ognuno per poi passare al successivo.
Albrecht e Remi s'inginocchiavano ogni volta alle due estremit dei filari, prestando attenzione attraverso i rispettivi visori notturni a eventuali segni di persone in arrivo. Di quando in quando, passavano alla modalit a infrarossi per cercare in ogni direzione eventuali segnali di calore di un essere umano, poi tornavano alla normale visione notturna. Nessuno dei tre accese una torcia e non vi fu il minimo rumore, a parte la tenue e costante brezza estiva tra le foglie e lo scalpiccio delle scarpe di Sam sul terreno soffice in mezzo ai pali delle viti.
Sam si spost metodicamente dalla parte superiore della mezzaluna verso il terreno piatto, in basso. La mezzaluna incorniciava un'ansa del fiume nel punto in cui il suo corso curvava e l'acqua rallentava. Il terreno alluvionale si era depositato l prima che il fiume venisse deviato: pi alto nel punto di mezzo della curva e rastremato alle estremit.
D'un tratto, i valori indicati dal metal detector cambiarono. Sam vide l'ago sparire all'estremit superiore. Fece qualche passo e l'anello torn ad abbassarsi. Si spost di lato e ottenne valori simili. Si alz, raddrizzando la schiena, e fece un segno agli altri, dopo di che si mise in ginocchio. Remi e Albrecht giunsero dalle loro postazioni e gli s'inginocchiarono accanto.
L'hai trovato? disse Albrecht, con un filo di voce.
Potrebbe essere tante cose. So solo che  grosso e di metallo, disse Sam.
Remi si alz e raggiunse la fine del filare, per poi tornare con le pale. Iniziarono a scavare rapidamente. Il lavoro procedette alacremente e, affondando ognuno la propria pala nel terreno sabbioso e sollevandola sopra le spalle per gettarne via il contenuto, ben presto raggiunsero una profondit di circa un metro e mezzo. La pala di Sam risuon, sbattendo su qualcosa di metallico. Un attimo dopo, quella di Remi gratt una superficie liscia e dura.
Posarono gli attrezzi e usarono le mani per liberare una piastra di metallo dal terriccio. Era un rettangolo piatto, lungo poco meno di due metri e largo poco meno di uno. Albrecht sussurr: C' della ruggine. Il materiale  una forma impura di ferro. Potrebbe essere il coperchio del sarcofago.
Facciamo spazio tutt'intorno per studiarla meglio, disse Remi.
Sam e Remi si portarono alle estremit e iniziarono a scavare intorno alla parte esterna, mentre Albrecht inizi dal lato lungo. Spalarono in silenzio, spronati a lavorare pi duramente e velocemente dall'ansia dell'attesa. Infine tutti e tre urtarono contro una seconda superficie, appena sotto la lastra di ferro, che sembrava fatta di pietra.
Vediamo se riusciamo a scostarla, disse Sam.
Si misero ciascuno su un lato della lastra di pietra e sfruttarono le pale per cercare di spostarla. Si sforzarono, provarono a inserire le punte degli attrezzi sotto il margine e a spingere. La lastra si scost di una frazione di centimetro. Si muove. Creiamo uno spazio accanto e spingiamoci dentro il coperchio.
Ingrandirono la buca di quasi un metro. Spinsero ancora il coperchio, ma non fecero particolari progressi.
Tentiamo qualcosa di diverso, propose Sam.
Usc e si avvicin al filare pi vicino, dove c'erano dei pali di legno con chiodi da cinque centimetri piantati parzialmente per sorreggere i cavi per le viti. Inizi a estrarre i chiodi. Li studi tutti con attenzione, rigirandoseli tra le dita, se ne infil alcuni in tasca e ne scart altri, reinserendoli nei fori dei pali.
Quanti ne vuoi? chiese Remi.
Trenta o quaranta. Lascia perdere quelli storti.
Albrecht e Remi raccolsero chiodi finch Sam non disse: Ne abbiamo abbastanza per verificare la mia teoria. Tornarono tutti dentro la buca.
Ora useremo le pale per cercare di sollevare un lato. Baster mezzo centimetro.
Alzarono un'estremit. Sam tenne la sua pala abbassata con una mano e si chin per inserire un chiodo lateralmente tra la lastra di ferro e il suo basamento di pietra. Fatto questo, riusc a inserirne un'altra ventina senza troppa fatica. Ripeterono l'operazione sul lato opposto della lastra.
La tua teoria  fondata. Speriamo che i tuoi rulli siano abbastanza grandi, disse Albrecht.
Sam s'inginocchi su un lato della lastra di ferro e la scost agevolmente, facendola muovere sui chiodi da cinque centimetri. I tre diedero un'occhiata dall'apertura con i loro visori notturni. Non  quello che mi aspettavo. Sembra una camera di pietra, comment il professore.
Speriamo che non sia un rifugio antiaereo. O una fossa biologica, disse Remi.
Vedo un pezzo di pavimento, not Sam e si sfil la cintura, quindi la fece scivolare sopra l'impugnatura della sua pala e poi dentro la fibbia. Voi stringete un'estremit della pala, io mi caler dentro per un pezzo e poi salter gi.
Remi gli pos una mano su una spalla. Sam, io peso trentacinque chili meno di te. Afferr l'estremit della cintura e si sedette sul bordo della stanza di pietra. Si diede una spinta, calandosi di qualche decina di centimetri, poi tese le braccia e rimase appesa alla cintura. Dopo di che, si lasci cadere nell'oscurit.
Udirono il tonfo sordo dei suoi piedi sul pavimento di pietra. Regn il silenzio mentre Remi s'incamminava verso un angolo, uscendo dal campo visivo degli altri.
Remi, parla. Tanto per farmi sapere che la camera non  piena di monossido di carbonio o di gas nervino di cinquant'anni fa, disse Sam.
 piena di... nulla.
Nel senso che ci sono stati i tombaroli?
Non credo. I tombaroli creano disordine. Aspetta. C' un altro bel pezzo di ferro. Questo  solo annerito, non c' tanta ruggine. Sopra c' inciso qualcosa. Sembra latino.
I romani sono la mia specialit. Devo vederlo, disse Albrecht.
Cos. Reggiti. Fai come ha fatto Remi, disse Sam.
Albrecht afferr la cintura e si cal gi, per poi lasciarsi andare leggermente, restare appeso e coprire le ultime decine di centimetri con un salto.
Sam raggrupp le tre pale come fossero cucchiai, le leg con la cintura, infil questa nella fibbia e conficc il sostegno cos ottenuto in un angolo dell'apertura. A quel punto, si cal.
La stanza era fatta di arenaria di fiume, tagliata a grezzi blocchi rettangolari cementati con la malta, in maniera che fosse a tenuta stagna.
Sam trov Albrecht completamente affascinato, in piedi accanto a Remi, con i visori notturni sugli occhi e lo sguardo fisso sul grosso pezzo brunito su cui erano state incise in profondit delle lettere romane.
Puoi tradurcelo? chiese Sam.
Avete scoperto il mio segreto, ma non avete neppure iniziato a conoscerlo. Sappiate che i tesori sono nascosti nella tristezza, mai nella gioia. Non ho nascosto il tesoro una volta. L'ho nascosto cinque volte. Per trovare l'ultimo, dovrete raggiungere il primo. Il quinto  il posto in cui il mondo  andato perduto.'
Remi, il tuo telefono ha il flash. Scatta una foto, disse Sam.
Ma qualcuno potrebbe vedere la luce.
A meno che tu non voglia portare fino a Szeged quel pezzo di ferro, dobbiamo correre il rischio.
Remi si sfil il visore notturno, sollev il cellulare e scatt la foto. La mander a Selma non appena risaliamo in superficie e c' segnale.
D'un tratto si ud qualcosa di simile a un rumore di passi proveniente dall'alto. I tre si bloccarono, trattenendo il fiato. Una voce maschile stava parlando sommessamente mentre camminava. Poi qualcuno fece una risata, che suon come un colpo di tosse.
Sam scatt in piedi, afferr l'estremit della cintura e la tir verso il basso: le pale caddero tra le sue braccia, producendo un leggero rumore metallico, ma Sam sper che non fosse stato tanto forte da raggiungere le persone sopra di loro. Insieme ad Albrecht e Remi, si acquatt all'estremit opposta della stanza, lontano dall'entrata, in attesa che gli intrusi superassero la buca che avevano scavato o si avvicinassero per studiarla.
Mentre i tre restavano a guardare, la lastra di ferro venne spinta sull'apertura, il fioco rettangolo di luce lunare si ridusse a una fessura e poi scomparve del tutto.

10
Kiskunhalas, Ungheria
Si ud il rumore di qualcuno che spalava terra sopra la lastra di ferro che faceva da chiusura alla cripta di pietra. Il rumore continu. Quello delle prime palate di terra fu pi forte, poi con le palate seguenti si fece pi sommesso, ma era chiaro che qualcuno stava coprendo la cripta rimettendo nella fossa la terra che loro avevano tolto.
Restate immobili e non consumate pi ossigeno di quanto non serva, sussurr Sam.
I tre erano seduti a terra, appoggiati alle pareti di pietra, in attesa. Pass mezzora, poi un'ora.
Sentite qualcosa? mormor Remi.
No, rispose Sam. Credo che se ne siano andati. Si alz e raggiunse il punto sotto la lastra di ferro. Secondo me, possiamo farcela a uscire.
E come? domand Albrecht.
Abbiamo scavato fino a una profondit di circa due metri e mezzo. La buca era larga due metri e mezzo e lunga tre: fanno quasi diciannove metri cubi. Questa stanza  tre metri per tre metri, con una profondit sempre di tre metri. Sono ventisette metri cubi. Possiamo lasciar cadere la terra al suo interno. La sparpaglieremo sul fondo un po alla volta e ci sollever a mano a mano che cresce di livello.
Semplicissimo, disse Albrecht. Ragioni proprio come un romano.
Spero solo che in superficie non abbiano lasciato uomini di guardia, disse Remi a bassa voce.
Io dico di rischiare. Facciamo pi o meno sedici respiri al minuto, consumando circa ventiquattro litri d'aria. Sar meglio che ci diamo da fare, li incit Albrecht.
Giusto. Solleviamo Sam per consentirgli di raggiungere la lastra, disse Remi.
No, disse lui. Per sollevarmi servireste entrambi, mentre io posso sostenervi tutti e due. Se mi puntello contro il muro, potete salirmi ognuno su un ginocchio e poi su una spalla. Spingete la lama della vostra pala tra la pietra e la lastra di ferro e alzatela di qualche centimetro. Dovrebbe bastare.
Ha ragione, ammise Albrecht. Noi due insieme possiamo esercitare pi forza di Sam da solo.
Sam scelse un punto, fece leva contro il muro e pieg le ginocchia. Albrecht e Remi si tolsero gli stivali. Il professore prese una pala, poi si iss passando dal ginocchio alla spalla di Sam. Remi mise un piede sull'altro ginocchio e sull'altra spalla. Inserirono le lame delle pale tra la lastra di ferro e l'imboccatura di pietra. Misero entrambe le mani sull'impugnatura delle pale per fare ancora pi leva. Remi disse: Al mio tre... Uno... due... tre.
Sam non dovette attendere di scoprire se il suo piano aveva avuto successo. Il terriccio fine e sabbioso che aveva fatto di quel posto l'ideale per la viticoltura inizi subito a colare dall'angusta apertura che Remi e Albrecht avevano creato, trasformandosi ben presto in una cascata ininterrotta e scendendo con regolarit davanti ai suoi occhi.
Remi smont dalla sua spalla e aiut Albrecht a fare altrettanto. Suo marito si alz e si scost dalla cascata di terriccio. Ogni volta che il terriccio accumulatosi sotto l'apertura raggiungeva una trentina di centimetri d'altezza, i tre lo spalavano verso l'estremit sgombra della stanza di pietra, di fronte al messaggio di Attila. Con il passare dei minuti, il livello del pavimento si alzava regolarmente e loro potevano camminarci sopra, avvicinandosi sempre pi al soffitto.
Riempire di terriccio la cripta lasci sempre meno spazio per l'aria. Quando il livello del pavimento si fu alzato di circa un metro e venti, Sam sollev la pala e riusc a infilarla nello spazio angusto tra la pietra e la lastra di ferro, allargando l'apertura, e poi gratt il margine della parete, facendo finire altro terriccio nella cripta.
Che stai facendo? chiese Remi.
Sto cercando di accelerare l'operazione prima che l'aria qui dentro scarseggi. Ho liberato qualche centimetro di spazio per far scivolare la lastra al suo interno e allargare l'apertura sul lato opposto.
I tre si misero distanziati a una trentina di centimetri gli uni dagli altri e con le pale spinsero la lastra nella direzione opposta. Questa si mosse sui suoi rulli, prima chiudendo l'angusto spiraglio che avevano creato e poi avanzando ancora di qualche centimetro. Si cre quindi un'apertura ben pi ampia sul lato opposto della lastra e il terriccio filtr all'interno molto pi velocemente di prima.
Riposiamoci un po, disse Sam. Gli altri si sedettero, mentre Sam continu a sparpagliare il terriccio tutt'intorno. La velocit di riempimento era cresciuta notevolmente e, quando furono a circa un metro e mezzo dal soffitto, il flusso s'interruppe. Sam spinse la pala nell'apertura in alto e trapass il terriccio restante sopra di essa. Entr un raggio di luce, illuminando particelle di polvere fluttuanti nella camera.
I tre si tolsero i visori a infrarossi, stringendo gli occhi a contatto con la luce. Restarono in ascolto, ma non udirono alcun suono umano sopra di loro, solo qualche isolato cinguettio di uccelli che si spostavano da un filare all'altro. Una folata di aria fresca inond la camera.
Si radunarono sotto l'apertura e si impegnarono ad aumentare lo spazio sopra quel lato, cos da potervi spingere la lastra. Alla fine lo spazio ricavato fu sufficiente a consentire a Remi di sgusciare fuori. Si arrampic, poi grid verso il basso: Sono ancora le prime ore del mattino. Non vedo nessuno. Passatemi una pala.
Sam gliela allung, e la donna si mise all'opera per qualche minuto. Okay, ora fate ruotare la lastra ancora di qualche centimetro.
Sam e Albrecht la spostarono ancora e stavolta lo spazio fu sufficiente a consentire il passaggio.
Non riesco a crederci. Siamo fuori, disse Albrecht.
Con le pale, coprirono la lastra di ferro, ma in superficie non c'era terriccio sufficiente per uniformare il punto di scavo con il suolo circostante. Sam si guard intorno. Avete sentito?
Un'auto, disse Remi. Si nascosero nella depressione. Remi alz la testa e sbirci fuori. Aspettate.  la macchina di Tibor.
L'auto acceler, si ferm e poi l'ungherese smont. Perch non mi avete chiamato? Non l'avete trovata?
Te lo spiegheremo dopo. Ora, portaci via da qui. E non a Szeged, disse Sam.
Salirono tutti a bordo e Tibor part. Andr nella direzione opposta, verso Budapest.
Perfetto, disse Sam. Dobbiamo scoprire cosa significa quell'iscrizione. Abbiamo un vantaggio. Quando quegli uomini entreranno nella stanza di pietra, si aspetteranno di trovare una tomba, proprio come noi.
Quindi, non era una tomba? chiese Tibor.
 pi di una tomba, rispose Albrecht. Molto, molto di pi. Quanto dista Budapest?
Un'ottantina di chilometri. Un'ora, se ci do dentro.
In tal caso, dacci dentro, disse Sam. Cercheremo di ragguagliarti durante il tragitto.

11
In strada verso Budapest
Tibor guid ben sopra il limite di velocit, ma era mattino presto e c'erano poche macchine in giro. Albrecht occupava il sedile del passeggero, accanto a lui, mentre i Fargo erano seduti dietro.
Io e Remi intendiamo cercare i cinque tesori. Vi va di unirvi a noi? chiese Sam.
 il lavoro della mia vita. Certo che mi va, rispose Albrecht.
Cinque? Cinque tesori? disse Tibor. Ci sto cinque volte.
Ma come procediamo? volle sapere Albrecht.
Ci ho riflettuto un po. Per prima cosa, dobbiamo decifrare il messaggio che ci ha lasciato Attila ed essere certi di averlo capito, disse Sam.
Fortunatamente,  latino. Albrecht prese il giornale che Tibor aveva lasciato sul sedile e vi scrisse sopra la traduzione con la sua penna. Avete scoperto il mio segreto, ma non avete neppure iniziato a conoscerlo. Sappiate che i tesori sono nascosti nella tristezza, mai nella gioia. Non ho nascosto il tesoro una volta. L'ho nascosto cinque volte. Per trovare l'ultimo, dovrete raggiungere il primo. Il quinto  il posto in cui il mondo  andato perduto.' In questa parte, ci dice dove si trova il tesoro pi recente.
Dove pu essere? Quand' che il mondo  andato perduto? fece Remi.
Ci sono un paio di buoni candidati per quella descrizione. Ricordatevi che, per Attila, il mondo significava la terra compresa tra i monti Urali e l'Atlantico, disse Albrecht.
Chiamiamo Selma. Chiss che lei, Pete e Wendy non ci possano aiutare a scoprirlo, disse Remi. Schiacci un tasto del suo cellulare. Si ud prima uno squillo e poi Selma in vivavoce.
Salve, Remi.
Ciao, Selma. Sei stata appena ammessa a partecipare a un'importante discussione. Hai ricevuto l'iscrizione in latino che ti ho mandato via email?
S, disse Selma. Era una specie di indovinello. O forse solo l'inizio di un indovinello. Pensate di insistere?
S, rispose Sam. Prima di tutto, dobbiamo sapere dov' che il mondo  andato perduto. Albrecht ci ha appena detto che ci sono un paio di candidati. Forza, Albrecht.
Be, certo che se Albrecht...
Il professore la interruppe. Ti abbiamo chiamata perch vorremmo che verificassi i fatti e, alla fine, sentire anche la tua opinione. La nostra padronanza della storia e dei suoi princpi ci dar un vantaggio, ma  da decenni che il signor Bako studia la vita di Attila in maniera ossessiva.  probabile che conosca una quantit incredibile di dettagli. Patiti e fanatici possono risultare avversari molto forti in un quiz.
Hai detto di aver individuato due possibili significati del momento in cui il mondo  andato perduto. Quali sono? chiese Remi.
Uno sarebbe la battaglia combattuta da Attila a Chlons-en-Champagne, in Francia, nell'anno 451. Gli unni erano giunti in Occidente attraverso la Germania e buona parte della Francia, saccheggiando e distruggendo numerose citt. I romani, comandati da Flavio Ezio e affiancati da un ampio contingente di alleati, accorsero per bloccare l'avanzata degli unni. Si scontrarono sulla pianura di Chlons. Entrambe le parti persero molti uomini, ma non ci fu un vero vincitore.  il punto pi a ovest in cui si sia mai spinto Attila. Se avesse conseguito una vittoria chiara, sarebbe andato avanti e avrebbe conquistato Parigi e poi, probabilmente, il resto della Francia. Avrebbe dominato buona parte dell'area compresa tra gli Urali e l'oceano.
Qual  l'altro candidato? chiese Selma.
Qui la storia  un po pi complicata, disse Albrecht. Inizi un anno prima, nel 450. Onoria, sorella dell'imperatore romano Valentiniano III, era in esilio a Costantinopoli, la capitale romana d'Oriente, perch all'et di sedici anni era rimasta incinta di un servo. Stava per essere data in sposa a un senatore romano che non le piaceva e decise di scrivere una lettera ad Attila per chiedergli aiuto. Attila interpret quella lettera come una proposta di matrimonio. Era convinto che Onoria gli avrebbe portato in dote met dell'impero romano.
Era ci che aveva davvero in mente quella donna? chiese Remi.
Non faceva nessuna differenza, perch suo fratello Valentiniano non avrebbe permesso che avvenisse. Riport Onoria nell'impero d'Occidente, a Ravenna, in Italia, dove risiedeva la sua corte.
Attila non avrebbe mai tollerato una cosa del genere, comment Tibor.
Non la toller, infatti. Nel 452, dopo la delusione patita in Francia, Attila e i suoi uomini puntarono a sudest, approdando nell'Italia settentrionale. Conquistarono Padova, Milano e molte altre citt. Attila, alla testa del suo enorme esercito, si diresse quindi in direzione di Ravenna, costringendo Valentiniano e la sua corte a fuggire a Roma, disse Albrecht.
E poi li segu?
S, finch non incontr una delegazione a sud del lago di Garda, nei pressi di Mantova. La delegazione comprendeva alcuni nobili romani guidati da papa Leone I. Implorarono piet, chiedendogli di risparmiare Roma. La storia narra che Attila fece dietrofront e part per l'Ungheria.
Tutto qui?
L'avevo detto che era una storia complicata. Attila aveva conquistato l'Italia settentrionale quasi senza incontrare la minima resistenza. Non era un cristiano e non gli sarebbe importato nulla della richiesta del papa. L'Italia era ai suoi piedi e non disponeva di un esercito pari al suo, ma, paradossalmente, credo che sia stato proprio il suo formidabile esercito a rendere impossibile la conquista di Roma. Il territorio era in preda a una terribile carestia. Imperversava pure un'epidemia. Le cronache indicano che si tratt probabilmente di malaria. Se Attila avesse puntato su Roma, non ci sarebbe stato cibo sufficiente per sfamare i suoi uomini e molti sarebbero morti di malattia. Per cui se ne and, progettando di tornare in futuro.
Pensi che sia quello il significato delle parole il posto in cui il mondo  andato perduto?
S, disse Albrecht. Riceveva gi un tributo annuale dall'impero romano d'Oriente. Controllava buona parte dell'Europa, dagli Urali alla Francia centrale. Se gli fosse stato regalato l'impero romano d'Occidente, legittimato dalla mano della sorella dell'imperatore, sostanzialmente avrebbe dominato quello che per lui era il mondo.
L'esperto  Albrecht, ma, se la mia opinione conta qualcosa, io sono pienamente d'accordo con lui, disse Selma.
Accadde un anno dopo la battaglia combattuta in Francia, disse Sam. Alla fine della sua vita, non credo che avrebbe detto che quella era stata la sua disfatta pi recente, ignorando la perdita di Roma quando l'aveva avuta quasi in pugno.
Esatto, conferm Albrecht. Combattere fino a giungere a un punto morto in Francia era stato importante, ma possedere Roma avrebbe significato possedere il mondo.
Attila dice di aver sepolto un tesoro. Dunque, si va in Italia.
Il posto in cui il mondo  andato perduto  dove fece fermare il suo esercito e torn a casa, disse Albrecht. Faremo scrupolose ricerche, ma deve trovarsi a sud del lago di Garda, nei pressi di Mantova.
D'accordo. A partire da questo momento, dobbiamo sbrigarci. Arpad Bako effettuer uno scavo nella cripta, aspettandosi di trovarci morti al suo interno. Trover il messaggio, lo far tradurre e andr esattamente dove siamo diretti noi, disse Sam.
Sempre che interpreti il messaggio allo stesso modo, fece notare Remi.
Giusto. Quindi qual  il piano? chiese Tibor.
Credo che Bako abbia pi che mai motivo per mettere le mani su Albrecht. L'interpretazione di questi antichi messaggi sar cruciale. Dunque, faremo salire Albrecht sul prossimo volo per la California, cos che possa lavorare con Selma nel centro ricerche di casa nostra a La Jolla. Inoltre,  molto importante restare informati sui movimenti di Arpad Bako e dei suoi uomini di ora in ora. L'unico che possa sperare di riuscirci  Tibor, per cui lui se ne torner a Szeged e recluter qualche persona fidata che lo aiuti. Remi e io prenderemo il primo aereo da Budapest verso il lago di Garda e inizieremo la ricerca. Altri suggerimenti? chiese Sam.
No.  tutto perfetto, disse Albrecht.
Sar un onore lavorare con lei, Albrecht, disse Selma. Bene, allora. I vostri biglietti aerei vi attenderanno all'aeroporto Ferihegy di Budapest. A parte lei, Tibor. Posso essere tanto presuntuosa da consigliarle di seguire un tragitto diverso per tornare a casa?
Grazie, Selma. Lo far.
E... Selma?
S, Sam?
Vedi se ti riesce di procurare a Tibor un telefono satellitare criptato con i nostri numeri e il tuo in memoria.
Subito. Udirono il rapido, furioso clic dei tasti del suo computer. E, gi che ci sono, ne procurer un paio nuovi anche a voi.
Buona idea, disse Sam.
E che nessuno se lo scordi: poche ore fa, gli uomini di Bako hanno tentato di seppellirci vivi. Massima attenzione! ammon Remi.

12
Szeged, Ungheria
Arpad Bako era seduto nel suo ufficio con vista sul Tisza e sul ponte. Sulla sponda opposta del fiume, vedeva le luci di j-Szeged, le quali gli sembrava crescessero d'intensit e si spingessero sempre pi lontano, ogni volta che le guardava. Era cos di buonumore che inizi ad avvertire una tristezza strisciante. Avrebbe dovuto preparare qualche festeggiamento. Un momento come quello non andava sprecato. Gbor Szkely e due dei suoi uomini gli avevano riferito buone notizie da una vigna sulla strada 53, in corrispondenza di Kiskunhalas.
In qualche modo, i due americani e il professor Fischer avevano individuato i meandri tortuosi del Tisza scomparsi dal tempo di Attila e l'avevano trovata. Avevano trovato la tomba. Szkely aveva ricevuto il rapporto dalla sua squadra di sorveglianza alle tre del mattino, ma aveva avuto la delicatezza di attendere a casa di Bako fino al suo risveglio, alle sette.
La squadra di sorveglianza aveva seguito la berlina di Tibor Lazar per tutto il tragitto fino al vigneto sperimentale, utilizzando un transponder attaccato al telaio. Quando l'avevano raggiunta, avevano trovato Fischer e i Fargo proprio dentro la tomba di Attila. I due addetti alla sorveglianza avevano capito la situazione e preso la rapida decisione di non provare a trascinarli fuori, limitandosi a rimettere il pesante coperchio di ferro sull'apertura. Poi avevano risistemato il terriccio e si erano allontanati in auto, in attesa che morissero soffocati.
Bako faticava a credere a quel colpo di fortuna. La tomba di Attila, contenente uno dei pi grandi tesori della storia dell'antichit, era nelle sue mani. E vi aveva intrappolato le uniche persone in grado di impedirgli di recuperarlo. Arpad Bako aveva vinto il premio della vita, ma ormai era di nuovo sera e Szkely non si era ancora fatto vivo. Perch impiegava tanto?
Gli squill il telefono. Sembr un suono terribilmente forte nel buio e nella solitudine del suo ufficio. Bako infil una mano nella tasca della giacca e lo prese. S?
Sono Gbor Szkely, signore.
Bene. Ti stavo aspettando.
La notizia ... inattesa, disse Szkely. Abbiamo scavato fino a raggiungere la tomba, ma era stata riempita di terra. Abbiamo scavato con cautela, abbiamo fatto intervenire altri uomini e l'abbiamo svuotata. Niente tesoro, niente corpo di Attila. Non ci sono mai stati. Gli uomini di Attila avevano semplicemente seppellito una lastra di ferro con una scritta in latino. Abbiamo fatto una foto, gliel'ho appena spedita via email.
Bako fece girare la sedia su se stessa, poi si avvicin alla scrivania e accese il computer. E i Fargo e il professor Fischer?
Non ci sono, signore. Devono essere fuggiti, il che spiegherebbe perch la camera sotterranea  piena di terra. A mano a mano che la camera si riempiva, loro...
Se sei certo di aver trovato tutto, chiudi quella camera e interrala di nuovo, di modo che nessun estraneo possa trovarla. Non voglio altri partecipanti a questa caccia alla tomba.
Sissignore.
Poi, torna nel mio ufficio. Ti far trovare nuovi ordini.
Sissignore.
Bako vide l'email di Szkely, con l'intestazione nessun oggetto. L'apr, scaric l'allegato e vide la fotografia. La ingrand fino a riempire l'enorme schermo sulla sua scrivania. La superficie grezza e ossidata presentava profonde incisioni e lui individu facilmente le lettere. Aveva frequentato le scuole migliori. Anche se la sua conoscenza del latino non gli permetteva di affrontare Livio o Svetonio, quello era il latino crudo e semplice dei soldati. Lo tradusse mentre lo leggeva.
Avete scoperto il mio segreto, ma non avete neppure iniziato a conoscerlo... Il quinto  il posto in cui il mondo  andato perduto.'
Bako rise sonoramente e agit un pugno in aria. Cinque tesori! Sarebbe stato uno degli uomini pi ricchi d'Europa. La sua mente and su di giri. Ovviamente, conosceva il posto in cui il mondo era andato perduto. Chiunque lo avrebbe saputo. Era il luogo della sconfitta di Attila, il campo di battaglia in cui Ezio e i visigoti avevano unito le forze per fermare la sua marcia su Parigi!
In quel momento, gli venne in mente una cosa sgradevole. I suoi nemici erano stati intrappolati in quella camera di pietra con il messaggio inciso sulla lastra di ferro, ne erano usciti vivi e con ogni probabilit si stavano precipitando a Chlons. Non c'era tempo da perdere.
Bako afferr il telefono e digit prima il prefisso telefonico della Francia e poi un numero privato. Era il cellulare di tienne Le Clerc.
onto?
tienne?
Pronto, Arpad, disse stancamente l'altro. Mi hai beccato a cena. Qualche problema?
Solo opportunit. Ho scoperto dove si trova uno dei tesori nascosti di Attila.  in un posto in cui puoi aiutarmi facilmente a trovarlo, ma altra gente vi si sta precipitando prima di me.
Quindi, intendi vincere la gara sfruttando qualcuno che  gi sulla linea del traguardo? Che cosa ci guadagno?
Un terzo di quel tesoro, ma prima di dividerlo lo devo vedere nella sua completezza, qualsiasi cosa sia.
Bako riusc quasi a udire tienne Le Clerc fare spallucce. Oui, bien sr. Ma avr bisogno di informazioni specifiche sulla sua ubicazione. Non intendo scavare in giro per mezza Francia per cercarlo. Chi  la concorrenza e in quanti sono?
Una coppia di americani, Sam e Remi Fargo. Sono cacciatori di tesori dilettanti. Con loro c' un professore tedesco di archeologia, Albrecht Fischer. Ti mander le foto via email. E poi c' un taxista ungherese, un certo Tibor Lazar. Non credo che coinvolgeranno altri. Cercheranno di entrare furtivamente in Francia, trovare il tesoro e andarsene.
E dove si troverebbe il tesoro?
Prima di dirtelo, mi assicuri che vuoi e che puoi farlo, e che accetti le mie condizioni?
Dobbiamo controllare tutto insieme e poi ciascuno si prende la met.
Ho detto un terzo!
Hai detto dividere. Per quanto mi riguarda, significa dividere a met. Sono io ad assumermi tutti i rischi e ad accollarmi tutto il lavoro. E lo faccio a casa mia.
D'accordo. Non c' tempo per discutere e ci saranno pi soldi di quanti possiamo spenderne nelle nostre due vite. Tienitene met, ma qualunque cosa scoprirai in tutta questa faccenda dovr restare un segreto.
Oui.
Il tesoro deve essere sepolto nel campo della battaglia dei Campi Catalaunici, a Chlons-en-Champagne. Cerca una cripta a est dell'alto affioramento di pietre al centro del campo, vicino al fiume Marne. I metal detector dovrebbero rilevarla.
Lo far, amico mio. Appena ho dissotterrato il tesoro, ti chiamo.
Bene. E, quando arrivano i Fargo con la loro squadra, per favore fa il possibile per risolvere anche quel problema, disse Bako.
Se dovessero avere un incidente fatale, sarebbe una disgrazia, ma sono cose che succedono. In questo caso, mi aspetto un extra. Gli uomini che possono e che vogliono fare questo tipo di lavoro non sono a buon mercato.
Va benissimo. Grazie, tienne.
Bako chiuse la conversazione e mise via il cellulare. Si sentiva come un grande generale che avesse appena mandato un reparto di soldati stranieri nel punto pi lontano della battaglia, superando in astuzia gli avversari e intrappolandoli. Aveva agito in modo deciso, spietato, un po come Attila.
Pens a tienne Le Clerc. Era un criminale feroce, non un semplice uomo d'affari spregiudicato. Viveva nel lusso grazie a diverse attivit illecite di cui Bako era al corrente - riciclaggio di denaro sporco, fusione di gioielli rubati per ottenerne lingotti, vendita di pietre preziose, falsificazione di banconote di svariate valute e traffico delle stesse fuori dal confine in cambio di euro, contrabbando dei farmaci di Bako in Francia - e, probabilmente, altre ancora di cui non era al corrente. Le Clerc disponeva di decine di complici, spacciatori, contrabbandieri e picchiatori ed erano tutti gi in Francia, non lontano dal luogo in cui il mondo era andato perduto.
Le grandi conquiste non si facevano solo in battaglia, ma anche e soprattutto attraverso accorte alleanze. Attila lo avrebbe capito e avrebbe riconosciuto in lui un suo simile, degno di essere il suo erede.

13
Verona-Brescia
Sam e Remi volarono a Roma e, da l, a Verona. Presero l'auto a noleggio che Selma Wondrash gli aveva fatto trovare e si diressero fuori citt, a ovest, per una trentina di chilometri in direzione di Peschiera del Garda, un centro turistico sulla sponda meridionale del lago di Garda. Al loro arrivo, Remi pos la guida turistica che aveva letto e disse: Scendiamo al porticciolo per una passeggiata.
La riva meridionale del lago era circondata da dolci colline. Il porto turistico era piuttosto grande e ospitava alcune eleganti barche a vela che dondolavano delicatamente, con gli alberi simili a metronomi. I Fargo udirono il tenue tintinnio degli anelli e delle carrucole che sbattevano contro gli alberi di alluminio nella leggera brezza estiva. Il paese sul grande lago irradiava davvero un'atmosfera vacanziera. Da l, si sarebbe detto che fosse tutto barche e alberghi.
Cos'hai imparato dalla guida? chiese Sam.
Il lago  il pi grande d'Italia, con i suoi circa cinquantadue chilometri di lunghezza. La parte superiore  circondata dalle montagne, ma quaggi ci sono numerose spiagge. L'acqua entra a nord ed esce a sud, qui a Peschiera del Garda, immettendosi nel fiume Mincio, che poi confluisce nel Po.
Allora ci siamo quasi, disse Sam. Secondo il racconto che ci ha mandato Albrecht via email, papa Leone I con la sua delegazione and incontro ad Attila a sud del lago di Garda, proprio dove il Mincio incontra il Po.
S'incamminarono lungo la spiaggia di sassi, costeggiando diversi pontili e un caff. Gli edifici che videro erano antichi, alti per lo pi dai due ai quattro piani. Erano dipinti di bianco, rosa e giallo. Intorno ai vecchi confini della citt correvano mura cinquecentesche di mattoni, sormontate da camminamenti. Fuori dalle mura c'erano un parcheggio con un giardinetto accanto alla porta principale in cui le aiuole di fiori creavano la scritta PESCHIERA DEL GARDA, e un'area pedonale con caff e negozi.
Come facciamo a trovare il punto giusto? chiese Remi.
Come sempre, immagino. Cominciamo dalle cose che erano gi qui nel 452.
La citt  stata fondata nel I secolo, per cui aveva gi trecento anni quando  arrivato Attila.
Era solo un paesino sulle sponde del lago. Senza preavviso, da nord arriva Attila l'unno alla testa di un enorme esercito di soldati a cavallo, che, nel tragitto, ha devastato buona parte dell'Italia settentrionale.
 probabile che la gente fosse troppo impegnata a scappare per guardarlo attentamente. Io mi sarei comportata cos, disse Remi.
Anch'io.  in questo modo che  stata fondata Venezia. La gente in fuga dalla discesa di Attila si  nascosta sulle isole. Poi lui se n' andato, ma loro sono rimasti.
D'accordo, sapientone, lo rimbecc lei. Le citt non sono pi le stesse, ma il punto in cui il fiume fuoriesce dal lago non pu essere cambiato.
Giusto.
Quindi, Attila insieme a cinquantamila o centomila guerrieri con tanto di cavalli e carri si sono spinti fin qui, carichi del bottino di guerra raccolto nell'Italia settentrionale. Si sono accampati a sud, dove il Mincio confluisce nel Po. A quel punto,  arrivata la delegazione romana, composta da papa Leone I, il console Avieno e il prefetto Trigezio. Cosa si siano detti non  stato tramandato. Tutti i resoconti sono solo congetture. Quello che sappiamo  che, dato che l'Italia era nel bel mezzo di una carestia, gli unni non avrebbero potuto razziare granch. In pi, era in corso un'epidemia e molti unni si erano gi ammalati. Il nuovo imperatore romano d'Oriente, Marciano, stava invadendo l'area del Danubio, minacciando le roccaforti unne in quella zona. Per un insieme fortuito di motivi, Attila e i suoi uomini hanno fatto fagotto e sono tornati a nord, rinunciando all'opportunit di strappare Onoria al fratello e di ottenere il controllo dell'impero romano, disse Remi.
Pensiamoci un attimo, intervenne Sam. Attila si dirige verso casa, ma spera di tornare nel giro di uno o due anni per conquistare Roma.  stracarico del bottino di guerra, perci lascia un tesoro che servir a rifornire le sue truppe al tentativo successivo. Dove lo lascerebbe?
Dove si era accampato, disse Remi.  il punto pi a sud in cui si sia spinto. L avrebbe potuto seppellire in sicurezza e in segreto tutto ci che voleva. Se intendeva usarlo per rifornire il suo esercito in seguito, la strada per Roma era il posto giusto.
Sono d'accordo.
Bene. Allora,  il punto in cui il Mincio confluisce nel Po?
Credo di s. Il posto dove il mondo  andato perduto deve essere quello in cui lui ha fatto dietrofront.
Cominciamo dalla sponda occidentale del Mincio. Scendendo dal Garda, sarebbe il percorso pi sensato, perch  il lato meno montuoso.
D'accordo. Andiamo a sistemarci in albergo. Intanto, chiediamo a Selma di procurarci l'attrezzatura necessaria, disse Sam.
Mentre s'incamminavano verso l'auto, Remi chiam Selma in California e la mise in vivavoce.
Salve, Remi.
Ciao, Selma. Siamo a Peschiera del Garda e pensiamo di sapere dove cercare, per ci servono un magnetometro portatile e un metal detector di qualit.
Vi aspettano gi in albergo. Ne ho ordinati due di entrambi.
Grazie, Selma! esclam Remi.
Non appena ho visto le foto delle grandi lastre di ferro, ho capito che avreste avuto bisogno di metal detector. Qualunque altra cosa vogliate, fatemelo sapere.
Certo che s, disse Remi. Albrecht  gi arrivato?
Non ancora. Il suo aereo atterrer tra un paio d'ore. Andranno a prenderlo Pete e Wendy. La sua stanza  pronta e gli abbiamo preparato un bel po di spazio e di attrezzature informatiche.
Grazie, Selma. Ci metteremo al lavoro nel pomeriggio, disse Sam.
Ti faremo sapere se scopriamo qualcosa. Bako si  gi messo in moto? aggiunse Remi.
Per il momento, siete al sicuro. Tibor dice che Bako e i suoi uomini sono ancora a Szeged. Se anche hanno interpretato il messaggio, evidentemente non hanno fretta di venire in Italia.
 la notizia migliore della giornata, comment Remi.
Felice di farvi piacere. Se dovesse cambiare qualcosa, vi chiamo, disse Selma, per poi riattaccare.
Remi mise via il telefono e poi si diressero all'albergo, un edificio bianco sulla spiaggia, con una fila di ombrelloni rosso fuoco che facevano pensare alla costa adriatica, situata pochi chilometri pi a est. Dopo essersi registrati e aver esaminato l'attrezzatura mandata da Selma, i Fargo andarono alla reception, dove c'era una donna sulla cinquantina che indossava un abito grigio di sartoria con lo stemma dell'albergo sul risvolto sinistro della giacca. Posso aiutarvi? disse l'impiegata, e i suoi occhiali dalle lenti leggermente sfumate luccicarono.
Se ho capito bene, questa zona  piena di piste ciclabili. Ce n' una che corra lungo il fiume Mincio? chiese Sam.
Oh, s, rispose lei. Inizia dove il fiume lascia il porto e va fino a Mantova e oltre. L'ho percorsa io stessa molte volte.  lunga una quarantina di chilometri.
Cosa intende dire per e oltre? Quanto oltre?
Il termine naturale  Mantova, dove il fiume si trasforma in tre laghi, ma si pu continuare per tredici chilometri, fino al punto in cui il Mincio si unisce al Po. Frug in un cassetto della scrivania e tir fuori una mappa. La pista ciclabile  segnata, qui troverete tutte le indicazioni. La tenga pure.
Mille grazie, disse Sam in italiano, facendo un piccolo inchino.
La donna sorrise. Ha un buon accento. Quando avr esplorato la zona, forse non vorr pi tornare a casa.
Cercher di essere un buon ospite, le disse, poi si rivolse a Remi: Procuriamoci delle biciclette.
S'incamminarono lungo un vecchio canale, seguendo la mappa, fino a un negozio di biciclette. Inizialmente, ebbero l'impressione che nel negozio vi fossero solo articoli per corridori. Poi, quando Remi pass accanto a una bicicletta da tremila euro e chiese se per caso non ci fosse qualcosa di pi comodo per una gita, il proprietario mostr loro delle pratiche e robuste mountain bike con sellino imbottito e gomme dal battistrada profondo. Ne scelsero un paio in base ai suoi consigli, quindi acquistarono zaini e visiere per proteggersi gli occhi dal sole. Sam compr anche svariati accessori: luci, catarifrangenti e altri articoli che si fissavano alle biciclette, pi una serie di attrezzi per bicicletta.
Tornarono in albergo pedalando, poi spinsero le nuove biciclette nell'ascensore e le portarono fino in camera, dove Sam vi fiss i magnetometri in maniera tale che nessuno, guardandole, potesse pensare che avevano qualcosa di strano. I poli telescopici dei magnetometri assomigliavano a grosse canne e i sensori si estendevano di pochi centimetri oltre il manubrio.
Estrasse i metal detector dalle scatole e li infil smontati nei due zaini.
Mentre si stavano preparando, il cellulare di Sam squill. Lui attiv il vivavoce. S?
Sam? Sono io, Albrecht.
Sei gi in California?
S. Sono a casa vostra, con Selma. Da quando ci siamo salutati, ho passato un po di tempo a studiare le immagini satellitari e la mappatura aerea del punto su cui state indagando e ho ricontrollato alcune fonti scritte.
Cosa puoi dirci?
Esistono pi versioni della storia, ma alcune informazioni sono certe. Una  che Attila lasci una scia di distruzione nel Nord Italia scendendo dal lato occidentale. A est, invece, non ci furono strade fino agli anni '30 del Novecento, e questo  indicativo della conformazione del paesaggio.
Remi l'aveva capito, disse Sam. E, dato che gli unni non hanno lasciato una storia scritta, possiamo ipotizzare che le fonti migliori siano rappresentate da chi ha documentato le vicissitudini di papa Leone I, elencando le citt saccheggiate e distrutte da Attila. Mantova  l'ultima.
Leone lo incontr sul Mincio, l dove confluisce nel Po. Il papa era giunto da sudest e, poich era lui ad avanzare una supplica, fu lui a recarsi da Attila nel suo accampamento.
Come facciamo a sapere dov'era l'accampamento?
Le vostre coordinate sono 45 4' 17,91 nord, 10 58' 01 est. Attila aveva a disposizione tra i cinquantamila e i centomila guerrieri. Il che significa almeno centomila cavalli e un numero imprecisato di bovini, pecore e capre. Dovevano essere sparsi lungo il fiume a bere e pascolare. L'accampamento doveva sorgere in una zona pianeggiante ma elevata, per evitare allagamenti.
Secondo le nostre stime, le tende dell'accampamento si trovavano a circa duecento metri dalla confluenza e si estendevano a ovest, lungo la sponda settentrionale del Po, intervenne Selma.
Perch la sponda settentrionale? chiese Remi.
Attila era appena sceso da nord e sapeva di non essersi lasciato alcuna forza militare alle spalle. L'unica minaccia possibile poteva essere un'armata romana in un punto imprecisato a sud, per cui si sar tenuto a nord del fiume, cos da avere una barriera protettiva.
Okay, disse Remi. A nord del Po, a ovest del Mincio. Terreno sostanzialmente pianeggiante, un punto elevato.
Esatto. Stiamo ancora tentando di capire in che modo gli uomini di Attila possano aver seppellito il tesoro in segreto, disse Albrecht.
Noi un paio di idee le abbiamo. Vi faremo sapere se abbiamo ragione. Quali sono le ultime su Arpad Bako? chiese Sam.
Nulla di nuovo. Tibor  certo di aver visto Bako andare in ufficio come sempre al mattino e tornare dal pranzo nel pomeriggio. Con lui c'erano quattro addetti alla sicurezza.
Fantastico. Per favore, fateci sapere se ci sono novit. Ormai, Bako dovrebbe aver interpretato l'iscrizione nella finta tomba ed essere pronto all'azione.
Forse non  abile quanto noi, comment Selma.
Spero solo che non sia pi abile.
Sar meglio muoverci, disse Remi.
D'accordo. Attenderemo novit, concluse Selma.
La mattina seguente, di buon'ora, i Fargo indossarono i loro abiti da turisti: pantaloncini corti, magliette e scarpe da ginnastica, con tanto di visiere e occhiali da sole. Cinque minuti dopo, furono in strada, diretti al Mincio.
Una vecchia alzaia pianeggiante costeggiava il fiume ed era una pista ciclabile molto frequentata. Sam e Remi pedalarono sul sentiero lastricato insieme ad altre decine di ciclisti, ammirando la bellezza della citt e del paesaggio lombardo, i campi piatti vicini, le dolci colline nella media distanza e le file di alberi che fiancheggiavano entrambe le sponde. C'erano case che dovevano risalire al Medioevo e vecchi vigneti con le viti appese a pali e fili di ferro sospesi. Si fermarono in un bel punto sotto le piante, lungo il fiume, e consumarono il pranzo al sacco.
All'una e mezzo, raggiunsero il lago Superiore, il primo dei laghi di Mantova, e procedettero lungo la sponda meridionale, fino a entrare nel centro citt. Trovarono un caff con vista sul secondo lago, il lago di Mezzo, dove si riposarono godendosi un espresso e qualche pasticcino, poi attraversarono in bicicletta il ponte di via Legnago e raggiunsero la statale 482, l'Ostigliese.
Altri tredici chilometri, disse Remi. Si sta benissimo. Non mi sento per niente stanca.
Ora che ci penso, abbiamo seguito il fiume a valle. La cosa non ti suggerisce nulla? le chiese Sam.
S, che per tornare a Peschiera del Garda dovremo pedalare tutto il tempo in salita. Oppure dovremo trovare un'altra strada.
Dopo un'ora passata a pedalare agevolmente, videro la meta. Il Po scorreva da ovest a est ed era pi largo del Mincio. Su entrambe le sponde di quest'ultimo i campi si estendevano a perdita d'occhio, coltivati a ortaggi e cereali, a eccezione del terreno al punto di confluenza, che era stato arato ma non ancora seminato. Gli alvei erano costeggiati da alberi.
I Fargo smontarono dalle biciclette e studiarono il paesaggio.  un bel posto per non farsi notare, disse Remi. Su questa sponda non vedo neanche un edificio. Albrecht ha detto di restare sul lato occidentale del Mincio, a nord del Po. Adesso, non dobbiamo fare altro che trovare il sito di un accampamento di millecinquecento anni fa.
Dammi un attimo per controllare il GPS. Poco dopo, Sam aggiunse: Ci siamo sopra. Qui abbeveravano i cavalli, lungo l'alveo. E, se io fossi un guerriero nomade, mi prenderei ottima cura dei miei cavalli. Volt le spalle al fiume per osservare il campo. Dai cinquantamila ai centomila guerrieri unni significa circa centomila cavalli.  difficile immaginarsi la scena. Le bestie si saranno susseguite l'una dopo l'altra su entrambe le sponde per oltre tre chilometri.
Remi spinse la bici fino a un albero vicino, l'appoggi e sal sulla canna e poi sul sellino, quindi si iss su un grosso ramo. Protese un braccio fino a un altro ramo, per avere un appiglio, e si alz in piedi.
Cosa vedi? chiese Sam.
Da quass, sembra che la parte pi alta del campo si trovi esattamente l. Indic un punto un po elevato a un centinaio di metri di distanza, verso l'interno.
Sam si avvicin e l'aiut a scendere, dopo di che allung i poli dei magnetometri di modo che i sensori sporgessero dal manubrio di poco meno di un metro e gli indicatori di livello si trovassero in mezzo al manubrio per essere letti pi facilmente. Condussero a mano le biciclette, fianco a fianco, nel campo e lungo il leggero pendio.
Era pomeriggio e i raggi del sole cadevano obliqui. Avanzando a piedi, Sam e Remi leggevano i magnetometri, attenti a cogliere eventuali variazioni del campo magnetico. Le fluttuazioni dei valori furono scarse finch non attraversarono il punto pi alto del campo, che era quasi tondeggiante. L, le lancette sussultarono.
Hai visto? chiese Remi.
S, rispose Sam. Si fermarono. Vediamo quanto  grande l'area interessata.
Lei pos la bici per marcare il punto in cui erano iniziate le variazioni e s'incammin insieme a Sam, che spinse la sua avanti di qualche metro. Qui, disse, appoggiandola. Calcolarono quanti passi di distanza c'erano tra i due punti, poi al posto delle bici lasciarono a terra le visiere di plastica e si mossero di lato. Sono dieci passi per quindici, concluse Remi.
Circa sei metri per nove. Proviamo con uno dei metal detector, disse Sam, poi assembl quello che era nello zaino di Remi e inizi a farlo passare avanti e indietro sulla zona contrassegnata. L'apparecchio emise un suono elettronico, che poi divenne un fischio sonoro e costante, mentre lui percorreva il tratto in tutta la sua ampiezza.
 enorme: molto pi grande della prima camera. Piano A o piano B? disse Remi.
Dovremo contrassegnare il punto per ritrovarlo rapidamente, poi torniamo in bicicletta a Peschiera del Garda e ci prepariamo per venire a scavare domani sera, dopo il tramonto.
Dove lo conserviamo un mucchio d'oro di sei metri per nove?
C' un fiume navigabile proprio l...
Ah, quindi piano A. Un barcone, disse lei.
Sam contrassegn il punto staccando il sensore dal suo magnetometro e posando la lunga stecca d'alluminio sul terreno. Dopo di che, percorsero l'alzaia a ritroso in bicicletta fino a Peschiera del Garda, sotto il sole calante.
Rientrati in albergo, si fecero un bagno, poi chiamarono Tibor sul suo cellulare sicuro. Tibor?
S, Sam.
Abbiamo bisogno dei tre uomini utilizzati come equipaggio sul fiume Tisza. Entro domani sera, al tramonto, dovranno farsi trovare nell'albergo di Mantova in cui alloggeremo.
Hai una barca? chiese Tibor.
No, ma l'avr.
Li troverai l.
Grazie, Tibor.
Ora devo riattaccare, cos posso chiamarli. Arrivederci, Sam.
I Fargo chiamarono la reception e chiesero alla donna con cui avevano parlato prima di effettuare per loro una prenotazione in un bel ristorante di Mantova, poi percorsero in auto i circa quaranta chilometri che li separavano da quella citt e andarono a fare shopping nei migliori negozi per trovare abiti adatti alla serata. Iniziarono con un completo estivo grigio di Armani per Sam, mentre Remi compr, da Folli Follie, un abito jacquard Fendi smanicato, semplice ma d'effetto, con un tocco dorato sulla cintura. Indossarono gli abiti nuovi, lasciando gli altri nel bagagliaio dell'automobile parcheggiata davanti alle mura cittadine, e camminarono per dieci minuti fino all'Ochina Bianca, un ristorante poco fuori dal centro della citt.
Ordinarono risotto giallo allo zafferano, osso buco e un Felsina Fontalloro del 2004, un vino toscano.  tutto meraviglioso. Lanciamo una monetina per stabilire chi di noi due frequenter un bel corso di cucina? Cos potremo mangiare altrettanto bene anche a casa, disse Remi.
La cucina non  la mia specialit, fece Sam. Considerami il tuo nutrizionista e trainer. Ti sto solo aiutando ad accumulare energie in vista di domani, quando riprender il lavoro. Anzi, sto gi pensando che potresti aver bisogno di un dolce. C' una prelibatezza locale chiamata torta sabbiosa, una specie di plum-cake, che alcuni inzuppano nella birra Guinness. Come fa a non essere buona?
Lo  di sicuro, disse Remi.
Anzi, ne manger un po insieme a te per essere certo che sia conforme ai tuoi standard.
Non ho dubbi che lo farai.
Dopo cena, raggiunsero a piedi le mura cittadine, salirono in macchina e si diressero verso il lago di Garda sulla strada che attraversava le campagne. Sono felice di questa serata, comment Remi.
Davvero?
S. Domani sera, a quest'ora, se staremo scavando una buca con le pale, potr ricordare a me stessa che, oltre a sporcizia e duro lavoro, il mondo ti pu regalare anche un risotto perfetto.
E una compagna perfetta con cui condividerlo.
Stai imparando troppo bene a fare complimenti. Sar costretta a tenerti d'occhio per controllare che non ti eserciti in quest'arte con altre donne, disse Remi.
Fa come vuoi, replic lui. Apprezzo le attenzioni.
Lo so, disse lei, sporgendosi per baciarlo su una guancia mentre tornavano al loro albergo di Peschiera del Garda nella notte stellata.

14
Confluenza dei fiumi Po e Mincio
Il giorno seguente, Sam e Remi tornarono nel campo quando erano ormai passate le dieci di sera. Stavolta, giunsero in macchina. Sam guid costeggiando la fila di alberi e cespugli, poi si allontan dalla strada e copr l'auto con un telone per nasconderne la sagoma. Sia lui sia Remi indossavano abiti scuri e avevano pale, palanchini, torce elettriche, funi e visori notturni a infrarossi negli zaini.
Trovarono rapidamente la stecca del magnetometro lasciata il giorno prima e si misero a scavare. Il lavoro procedette pi agevolmente di quanto Sam si fosse aspettato, perch il terreno era stato arato di recente e, dunque, era piuttosto soffice almeno fino a una trentina di centimetri di profondit. Pi sotto c'era del terriccio nero fertile creato da migliaia d'anni di straripamenti dei due fiumi, una terra coltivata dagli etruschi, poi dai romani, dai longobardi e quindi dagli italiani moderni.
Impiegarono due ore per raggiungere una grezza superficie di pietra. Tolsero un po di terriccio dalla sommit, spostandone solo quel che bastava per creare un passaggio verso l'apertura sulla parte superiore. Stavolta, non c'era una lastra di ferro, ma una specie di coperchio fatto di tre grosse pietre sistemate l'una accanto all'altra e cementate con un po di malta.
Remi la studi attentamente. Non sembra qualcosa che possiamo spostare da soli.
Infatti, disse Sam. Torno subito.
Cosa fai?
Vado a prendere l'auto.
Qualche minuto dopo, l'automobile a noleggio avanz sobbalzando sui solchi prodotti dall'aratro, a fari spenti. Sam raggiunse in retromarcia il bordo della fossa. Smont, fiss le doppie funi all'anello da traino dell'auto e le leg intorno alla prima lastra di pietra. Prese un martello e un palanchino dal bagagliaio da utilizzare come scalpello per scrostare la malta. Quando ebbe finito, disse: Guida tu. Io dar un aiutino alla pietra da qua dietro.
Remi si accomod al volante e apr il finestrino per poter sentire Sam.
Lui si avvicin alla prima pietra, le fece scivolare sotto l'estremit uncinata del palanchino, poi and a prendere la stecca di alluminio del magnetometro che aveva staccato il giorno prima ed era lunga pi di due metri. La sovrappose alla parte lunga del palanchino e la fiss a esso vicino all'estremit piatta. Okay, Remi. Lentamente.
La donna diede gas a poco a poco, tirando la pietra con le doppie funi, mentre Sam faceva leva verso l'alto, contribuendo a sgretolare la malta. Si udirono un tonfo secco e poi uno stridio nell'istante in cui l'automobile liber la pietra. Lo spazio scoperto era pi o meno sessanta centimetri per centoventi.
Sam mise da parte il palanchino con l'estensione e s'inginocchi sull'apertura, mentre Remi lo raggiungeva. Sam si mise prono e punt la torcia elettrica nella buca. A meno di due metri di profondit si vedeva un bagliore intenso, brunito, la lucentezza delicata dell'oro puro. Eureka! Ce l'abbiamo fatta!
Remi gli diede un bacio sulla guancia. Fargo uno, Bako zero.
Sam prese il telefono, schiacci un tasto e poi si ud un S? dal leggero accento straniero.
L'abbiamo trovato, Tibor. Porta la barca all'imboccatura del Mincio, nel punto in cui incontra il Po. Risalilo di qualche metro e poi accosta sulla sponda occidentale. Ti aspetter l. Non accendere nessuna luce.
Arriviamo tra cinque minuti.
Grazie. Sam termin la telefonata.
Allora? disse Remi. Mentre giochi all'isola del tesoro con i ragazzi, io cosa devo fare?
Chiama Selma e Albrecht, e diglielo. Di ad Albrecht di mettersi in contatto con i suoi colleghi italiani per farci avere un posto sicuro in cui conservare il tesoro.
Vuoi che sposti la macchina?
Non ancora. Torno presto.
Sam s'incammin fino al fiume e attese sull'alta sponda finch nel chiaro di luna non vide apparire sul Po la grande sagoma indistinta della barca. In un attimo, ud il pulsare regolare del motore che procedeva a bassa velocit. Quando la barca lo raggiunse, grid: Tiratela in secco e gettatemi una cima.
La barca percorse l'ultimo tratto nella sabbia a motore spento e si ferm. Sul ponte, a prua, apparve un'ombra che gett una fune a Sam e poi lo osserv legarla a un albero. Uno per volta, i quattro uomini saltarono gi e risalirono la riva. L'ultimo fu Tibor, che diede una pacca sulla schiena a Sam. Che piacere rivederti. Stavolta  tutto vero?
Te lo faccio vedere. Si avvi nel campo e gli altri lo seguirono.
Ti ricordi dei miei cugini Albert e Caspar della barca da immersione sul Tisza, vero? disse Tibor.
Certo. Grazie per essere venuti. Sam strinse loro la mano.
E ti presento mio cugino Paul. Lui parla italiano.
Piacere, disse Sam, che poi si rivolse a Tibor: Se avessi una famiglia come la tua, potrei conquistare il mondo.
Dalle nostre parti, ce ne sono state fin troppo di persone che hanno cercato di farlo. I Lazar se ne restano a casa, mangiano, bevono e fanno l'amore. Ecco perch siamo cos numerosi...
Raggiunsero il punto in cui Remi aspettava e Tibor ripet le presentazioni. Gli uomini le fecero l'inchino. Il taxista disse: Li ho avvisati in anticipo sulla presenza di una bella donna, cos non si sarebbero comportati come eremiti che non avessero mai visto una ragazza.
Grazie, Tibor. Mettiamoci al lavoro, disse Remi.
Sam, Tibor e Paul si calarono con le funi nella camera. Era pi grande di quella in Ungheria e, scendendo, Sam vide che il tesoro era ancor pi grande di quanto non si fosse aspettato. Doveva esserci buona parte del bottino di guerra strappato all'Italia settentrionale nel 452.
C'erano migliaia di monete d'oro e d'argento, e poi catene, bracciali, calici e croci, tutti d'oro, frutto del saccheggio di centinaia di chiese e monasteri. C'erano spade e pugnali dalle else tempestate di rubini, anelli con zaffiri, collane e collanine in quantit. E ancora armature e cotte di maglia finemente lavorate, cammei dalle incisioni minuziose, ornamenti di ogni tipo, lampade a olio e candelieri, specchi d'argento lucido con rifiniture in oro e in quantit tali da intimidire. Ovunque erano sparsi gioielli: spille, braccialetti, fibbie e borchie d'oro e un gran numero di oggetti che Sam non ebbe il tempo di analizzare e identificare.
Misero il tesoro in casse di legno che Tibor port dalla barca. Riempirono il portabagagli dell'auto, il sedile posteriore, quello del passeggero e il pianale. Poi Remi port la macchina al fiume insieme a Caspar e Albert e insieme scaricarono il contenuto sulla barca.
Remi torn alla stanza del tesoro, portandosi dietro in auto otto casse di legno vuote con maniglie di corda, che in genere venivano usate per trasportare il pesce e che, dunque, emanavano un leggero olezzo. Grazie a queste, per, le operazioni di carico procedettero spedite. Sam, Tibor e Paul caricavano l'automobile e, mentre Remi guidava fino alla riva del fiume, si davano da fare per riempire le casse in vista del viaggio successivo.
Ci vollero tre ore per svuotare la camera e caricare tutto il tesoro sulla barca. Quando ebbero finito, Sam disse a Tibor: Risali il Mincio con la barca e ormeggiala nel lago di Garda. Dista una quarantina di chilometri, per cui  probabile che noi arriveremo prima che voi attracchiate.
D'accordo, ma che succede se la polizia ci ferma e ispeziona la barca? chiese Tibor.
In quel caso, di a Paul di scordarsi che parla italiano e chiamami.
Con a bordo il bottino di guerra di Attila, la barca era pi pesante e pi bassa. Ci vollero Sam, Tibor e i tre cugini per spingerla nelle acque placide del Mincio. Spero che ogni grammo di quest'oro sia una lacrima per Arpad Bako, disse Tibor.
Questo mi fa venire in mente una cosa. Chi lo tiene d'occhio mentre voi siete qui? chiese Sam.
Se ne occupa mio fratello. Ha gli occhi puntati su Bako e sui suoi cinque collaboratori pi stretti, notte e giorno.
Pi di quanto non potessi desiderare, disse Sam. Fate buon viaggio.
Il motore si avvi e la barca vir leggermente, consentendo al taxista di salire a bordo. Raddrizz il suo corso e inizi a risalire scoppiettando il fiume silenzioso, alla volta del lago.
Sam e Remi raggiunsero in automobile per l'ultima volta la camera del tesoro. Sfruttarono le funi per calarsi e solo allora Sam accese la torcia elettrica e la punt sulle pareti di pietra. Stavolta, non trovarono nessuna lastra di ferro incisa, ma sul pavimento, visibile solo dopo che il tesoro era stato rimosso, c'era un blocco di pietra con un'iscrizione. Vi si avvicinarono e Remi scatt diverse fotografie con il cellulare, quindi le controll per essere certa che la scritta fosse leggibile. Sam era impegnato a copiare il messaggio su un pezzo di carta. Quando si rese conto che lei lo stava guardando, fece spallucce. Se perdiamo il telefono, non ho nessuna intenzione di tornare qui. E tu?
Non stavo pensando a questo, disse Remi.
A cosa allora?
Al fatto che questo blocco non  come l'enorme lastra di ferro che abbiamo trovato in Ungheria. Scommetto che, con l'aiuto dell'auto, potremmo portarlo in superficie.
Sam s'inginocchi e cerc di scostarlo appena, ma non ci riusc. A quel punto, gratt via un po di malta con il coltellino. Torno subito, disse e si arrampic su per la fune, uscendo dalla camera. Torn qualche minuto dopo con l'altra fune, i due palanchini e il martello. Si diedero da fare con la malta e in breve tempo liberarono la pietra. La sollevarono leggermente e Sam vi leg intorno la corda, prima dal lato corto e poi da quello lungo. Sal in auto, e Remi lo ud avviare il motore. La pietra era pi sottile e pi piccola dei blocchi di pietra che costituivano buona parte della stanza. Cominci a sollevarsi agevolmente e poi si ferm. Remi si arrampic sulla corda, raggiunse Sam in superficie e lo sostitu al volante. Mentre l'auto tirava, Sam sfruttava il palanchino per agevolare la salita della pietra oltre il ciglio fin sul terreno. Poi, aiutandosi con i palanchini, i Fargo la sollevarono e la fecero scivolare sul pianale dell'automobile, accanto al sedile posteriore.
Avevi ragione. Stavolta non lasceremo il messaggio per consentire a Bako di vederlo, disse Sam.
Con la macchina trascinarono di nuovo le grosse pietre sull'apertura della camera e la chiusero, poi vi spalarono sopra il terriccio. Una volta livellato il terreno, l'ingresso rimaneva a una profondit di un metro e venti.
Remi si volt a osservare il campo arato. Wow. Guarda.
Stava iniziando ad albeggiare, per cui si accorsero delle profonde tracce lasciate dagli pneumatici lungo il tragitto dalla camera alla riva e viceversa. Mi piacerebbe cancellare quelle tracce.
Impossibile, disse Sam. Possiamo solo farle sembrare il risultato di una scorribanda di ubriachi in automobile. Salirono in auto e Sam prese la bottiglia di vino vuota avanzata dal pasto al sacco, ne cancell le impronte digitali e la gett in terra. Quindi fece su e gi per il campo, svoltando e invertendo la marcia, azionando la retromarcia, realizzando una serie casuale di tracce per tutto il campo. A quel punto, tornarono sulla statale che correva parallela al fiume.
Mentre si faceva giorno, Remi sped le foto a Selma e ad Albrecht. Inizi a piovere. Sono contenta che ci abbia risparmiati, disse. La pioggia si trasform a poco a poco in un intenso acquazzone, e Sam fin volutamente in ogni pozzanghera esistente, per lavare via il fango e il terriccio dall'auto a noleggio. Non appena giunsero in un luogo in cui potevano parcheggiare in riva al Mincio senza essere visti, si fermarono e gettarono nel fiume il blocco con l'iscrizione. Scatter una foto di questo punto. Quando non rappresenter pi una minaccia per la nostra vita, torneremo a prenderlo e lo doneremo a un museo, disse Remi. Una volta che ebbe scattato le fotografie, si rimisero in macchina.
Giunsero a Peschiera del Garda prima delle sei del mattino e rimasero in attesa, nel parcheggio vicino al porticciolo, che la grande barca con il tesoro a bordo transitasse sotto l'ultimo ponte ed entrasse nel lago. Nel frattempo, Remi chiam Selma.
Salve, Remi. Abbiamo ricevuto le sue foto. Il tesoro  grande come sembra?
Molto di pi. Tu e Albrecht avete letto l'iscrizione?
Albrecht l'ha tradotta, ma la sta ancora studiando. Selma fece una pausa.  giusto che sia lui a dirvelo.
Dopo qualche fruscio, Remi ud la voce di Albrecht.
Pronto?
Ciao, Albrecht. Sei riuscito a leggere la pietra? disse Remi.
S.  di nuovo latino. Ecco cosa c' scritto: Avete in mano il mio quinto tesoro. Il quarto si trova nel luogo dove certi amici accorsero per diventare nemici. Mentre io seppellivo un tesoro per il futuro, re Torismondo seppelliva oggetti funerari per re Teodorico.
Cosa ne capisci? chiese Sam.
 un'allusione all'altra possibilit a cui io stesso avevo pensato riguardo al tesoro, che abbiamo trovato: la battaglia dei Campi Catalaunici del 451, disse Albrecht. Gli amici erano il generale romano Flavio Ezio e il re dei visigoti Teodorico. Erano stati entrambi amici di Attila, ma si odiavano. Quando Attila invase e saccheggi buona parte della Francia, unirono le forze a Chlons-en-Champagne e divennero suoi nemici.
Cosa significa la parte sugli oggetti funerari?
Teodorico rest ucciso durante lo scontro, ma, come talvolta succede nelle grandi battaglie, i capi militari si persero di vista e il corpo di Teodorico fu rinvenuto soltanto il giorno dopo. Fu suo figlio Torismondo a seppellirlo, presumibilmente insieme alla sua armatura, alle armi e agli effetti personali, e la corona pass a lui.
E questa era la tua seconda scelta per il posto in cui il mondo  andato perduto... disse Remi.
Esatto, conferm Albrecht. Era il punto pi a ovest mai raggiunto da Attila, nei pressi della citt di Troyes, in Francia. Gli uomini che si allearono per fermare l'avanzata di Attila erano stati suoi amici in passato. La battaglia fu molto violenta, ma fin in parit. Quando si fece troppo buio per combattere, Attila si ritir nel suo accampamento e Flavio Ezio non insegu gli unni. Alcuni storici sono convinti che avesse paura di sterminarli perch cos i visigoti non avrebbero avuto rivali. Io credo che la verit  che gli unni non si erano affatto indeboliti e che lui non voleva forzare la mano alla buona sorte. Fu l'ultima grande battaglia vinta dai romani, ma solo perch Ezio era ancora sul campo quando gli altri eserciti si ritirarono. Teodorico era morto e suo figlio Torismondo si mise in marcia verso casa pi velocemente possibile per assicurarsi il ruolo di nuovo re dei visigoti.
Mi sembra sufficiente, disse Remi. Dunque, conosciamo grosso modo la nostra prossima tappa, ma per il momento siamo ancora in Italia. Avete preso contatto con le autorit italiane?
S. Capiscono che sono necessarie segretezza e rapidit. Vi contatteranno tra qualche ora per prendere possesso dei reperti e trasferirli a Roma.
Bene, intervenne Sam. Sar pi che felice quando saranno sotto la responsabilit di qualcun altro.
Quando avrete finito con le autorit italiane, andate all'aeroporto di Verona. L, troverete i biglietti per la Francia: dovrete solo strisciare una carta di credito nella macchina per l'identificazione e stampare le carte d'imbarco. Mentre sarete in volo, vi prepareremo altre informazioni.
Grazie, Selma.
Un'ora dopo, videro transitare la barca sotto l'ultimo ponte e immettersi nel lago, fuori dal porticciolo. Chiamarono Tibor per informarlo del piano e poi raggiunsero l'albergo.
Avevano appena finito di farsi la doccia e di consumare la colazione in camera, quando sentirono bussare alla porta. Nel corridoio c'erano cinque uomini in abito scuro. Signori Fargo, sono Sergio Boiardi, disse il capo, mostrando un distintivo e un tesserino di riconoscimento. Siamo del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Bologna. Avete richiesto il nostro aiuto, giusto?
Vi prego, entrate, disse Sam. Quando furono tutti dentro e la porta fu chiusa, prosegu: Abbiamo fatto un'importantissima scoperta, un grosso tesoro risalente all'anno 452.
Ci  stato detto che volete che lo prendiamo in custodia e lo registriamo.
S, rispose Sam.
Siete al corrente del fatto che l'accordo bilaterale tra Stati Uniti e Italia si applica al periodo compreso tra il IX secolo a.C. e il IV secolo d.C.?
S. Da un punto di vista tecnico, una scoperta del V secolo  probabilmente esente dalla registrazione, ma noi stiamo chiedendo di poter portare con noi i reperti dopo che saranno stati catalogati e fotografati dalle autorit italiane. Per essere sinceri, ci sono persone che hanno tentato d'intralciarci e si tratta di gente violenta. Vogliamo evitare che tentino di sottrarci la nostra scoperta.
Boiardi annu. E dove si trovano i manufatti in questo momento?
Su una barca che abbiamo preso a noleggio.  ancorata fuori dal porticciolo, disse Sam. La nostra idea era noleggiare un rimorchio, caricarvi sopra la barca e trainarla fino a un posto sicuro in cui trasferire i reperti all'interno di casse e sistemarle sul vostro camion.
 un buon piano. Potremmo usare un granaio in campagna per ospitare per qualche ora il camion con la barca sul rimorchio, e poi potremo allontanarci tutti senza attirare attenzioni inutili, disse Boiardi.
D'accordo, andiamo, acconsent Sam.
Scesero al porticciolo a bordo di un camion bianco non contrassegnato che i carabinieri si erano portati dietro, raggiunsero il cantiere navale vicino e presero a noleggio un capiente rimorchio. Dopo aver fatto scendere il camion in retromarcia lungo la rampa delle barche, i cugini di Tibor caricarono la barca sul rimorchio e il camion la trascin fino al parcheggio. Nel giro di pochi minuti, la barca venne fissata, tutti gli uomini furono a bordo del camion e un carabiniere li guid fino al grande granaio di una fattoria sulla sponda occidentale del lago di Garda. Il conducente vi entr con il camion e il rimorchio, poi salt gi per chiudere le porte e, a quel punto, si misero tutti al lavoro.
Boiardi sovrintese ai suoi uomini mentre prelevavano monete preziose, ornamenti e gemme dalla barca per poi riempire scatoloni di cartone che sembravano quelli usati per i traslochi. A mano a mano che gli oggetti uscivano dalla barca e venivano posati a terra per essere nuovamente imballati, sia Remi sia i carabinieri scattavano delle foto. Le file di casse si fecero sempre pi alte nel retro del camion.
 straordinario, disse Boiardi. Ogni oggetto  una meraviglia archeologica, un pezzetto del bottino di guerra di Attila. Ma molti di quei reperti sono parecchio pi antichi. Spesso il suo bottino era fatto di autentici capolavori, alcuni risalenti all'inizio dell'epoca romana, altri greci, altri provenienti da chiese paleocristiane.  una gran fortuna che i tombaroli, che scorrazzano costantemente in giro per l'Italia a caccia di antichit, non abbiano trovato il tesoro prima di voi.
Non ci aspettavamo che fosse cos sontuoso, disse Remi. Ma forse avremmo dovuto. Gli unni erano calati sull'Italia settentrionale, razziando i beni di ogni citt. Credo che Attila abbia lasciato tanta ricchezza qui perch questo tesoro avrebbe dovuto finanziare il suo tentativo successivo d'invadere Roma.
Sam, Remi, Tibor e i suoi tre cugini aiutarono i carabinieri a sistemare i preziosi oggetti nelle casse e a caricarle sul camion. Il lavoro procedette con efficienza. Quando ebbero finito, Boiardi disse: Traineremo di nuovo la barca al porticciolo e poi ci metteremo in viaggio. Dobbiamo guidare fino a Roma per mettere il tesoro in sicurezza nel Museo Capitolino.
Salirono tutti di nuovo sul camion e il carabiniere al volante mise in moto. Due degli uomini di Boiardi si avviarono a piedi davanti al mezzo e aprirono le grandi porte scorrevoli del granaio. In quello stesso istante, si ritrovarono con la pistola puntata alla testa.
Sam, Remi e Boiardi sentirono il camion fermarsi bruscamente. Boiardi apr il portellone posteriore e saltarono tutti gi in tempo per vedere sei uomini precipitarsi dentro il granaio. Indossavano normali abiti civili - giubbotti sportivi o giacche a vento, jeans o pantaloni cachi - ma imbracciavano armi d'assalto SC 70/90, fucili mitragliatori a canna corta dal calcio retrattile.
Boiardi si piazz davanti a Sam e disse: Prenda la mia pistola.
Sam si protese verso la fondina con clip alla cintura, dietro la schiena di Boiardi, l'afferr insieme alla pistola Beretta che vi era infilata e se l'infil in tasca. Non appena Boiardi ebbe sentito sgusciare via la sua pistola, grid in italiano: Cosa fate qui? Siamo delle forze dell'ordine. Gettate subito le armi. Sam non cap tutte le parole, ma ne colse il senso generale.
Per tutta risposta, uno degli assalitori spar una breve raffica contro il tetto del granaio. Quando i due carabinieri con la pistola puntata alla testa sussultarono involontariamente per il rumore improvviso, gli intrusi risero. Spinsero in malo modo i due dentro il granaio e poi si divisero cos da avere un miglior angolo di tiro sul gruppo dei carabinieri e su Remi, da un lato, e su Sam, Boiardi, Tibor e i suoi cugini, dall'altro.
L'uomo che aveva sparato contro il tetto era un tizio corpulento di mezza et, dal torace largo e sporgente e con una folta barba nera. Si lanci in avanti, spalanc il portellone di carico del camion, vi sal e apr senza cerimonie un paio di casse. Ne trascin una fino all'apertura e la inclin per consentire agli altri di scorgerne il contenuto.  d'oro.  tutto oro antico! grid in italiano.
Sam non ebbe difficolt a capire. Gli altri si scambiarono rapide occhiate e parvero assaliti dalla gioia di quell'uomo come da un virus. Il tipo salt gi dal camion e si avvicin a Boiardi, che gli disse qualche parola veloce e rabbiosa.
Ci avete seguito.
L'altro fece un ghigno. Avanz verso il punto in cui stazionavano i due carabinieri e, mentre i suoi amici puntavano le armi contro di loro, lui li perquis, scoprendo che uno aveva un'altra pistola. La prese e gli assest una botta al volto con il proprio fucile.
Mi dispiace. Io e Remi dobbiamo aver dato troppo nell'occhio, disse Sam.
No, sono io a scusarmi, gli rispose Boiardi, con un filo di voce. Ha detto che hanno seguito noi, non voi. Sapevano che gli unici casi in cui siamo coinvolti riguardano scoperte di antichit, per cui hanno atteso che lasciassimo Bologna e ci sono venuti dietro.
I rapinatori usarono le manette dei carabinieri per legarli al granaio. Poi il capo si avvicin a Boiardi con altri due e lo perquis, tenendo gli occhi puntati su Sam.
A un certo punto, distolse lo sguardo, Sam se ne accorse e gli assest un pugno in faccia, estraendo la pistola di Boiardi con l'altra mano. Quindi, afferr il tipo per la giacca e lo sollev di slancio in maniera che gli facesse da scudo, puntandogli la pistola alla testa. Boiardi gli sottrasse il fucile automatico SC 70/90 e lo punt verso i due uomini che si erano avvicinati insieme al capo.
Quelli posarono i mitra a terra, si ritrassero e alzarono le mani. I due carabinieri che non erano ancora stati ammanettati si chinarono a raccoglierli, poi recuperarono anche le loro armi d'ordinanza.
Uno dei ladri ancora armati lesse la situazione e decise di mettervi fine. No! grid e apr il fuoco. Il suo mitra sput pallottole e il suo capo cadde a terra davanti a Sam.
Sacrificare il capo serv allo scopo. Gli altri ladri, vedendolo morto, non avevano pi motivo di resistere. Si voltarono e cercarono di trovare un riparo, portandosi dietro le armi. I due carabinieri fecero fuoco, colpendone uno a una gamba. Nessun altro oppose resistenza.
L'uomo che aveva sparato al capo non aveva ancora capitolato. Esplose una raffica verso Sam e Boiardi, che si erano riparati dietro il rimorchio con la barca. Sam scavalc il parapetto e strisci fino a prua.
Mentre l'assalitore avanzava furtivamente a ridosso della parete, alla ricerca di un vantaggio, Sam sporse il braccio oltre la falchetta e spar. La sua pallottola colp l'uomo alla clavicola. Quello ruot su se stesso per rispondere al fuoco, ma il suo braccio destro si afflosci, lasciando cadere il fucile. I due carabinieri gli furono subito addosso, ammanettandolo e costringendolo a terra insieme al compagno ferito e all'uomo a cui aveva sparato. Gli altri abbandonarono subito le armi e si unirono a lui.
Boiardi telefon alla polizia per chiedere rinforzi, un'ambulanza e alcuni cellulari per il trasporto detenuti. Mentre attendevano, fece alcune domande ai prigionieri, che risposero spavaldi e stizziti. Stava per smettere, quando intervenne Remi: Pu cercare di scoprire se  stato un certo Bako a mandarli?
Boiardi lo fece e poi tradusse. Chi  Bako? Un siciliano? Ultimamente, nel business dell'archeologia ci sono tanti siciliani.
No, non credo. L'oro attira i suoi guai, ecco tutto, disse Remi.
Dopo qualche minuto, udirono il suono delle sirene e le auto della polizia cominciarono a schierarsi nell'aia. Arriv l'ambulanza, la squadra di paramedici prese con s i feriti e un paio di carabinieri per fargli da guardia e se ne and. I tre ladri incolumi furono portati via. E, per ultimo, giunse il furgone del coroner per il capo.
Una volta tornati al porto, mentre stava per partire alla volta di Roma, Boiardi si avvicin ai Fargo.  una faccenda inquietante. I ladri hanno finalmente capito che il sistema pi semplice per trovare tesori antichi  seguire le forze dell'ordine che hanno il compito di verificare e registrare le scoperte. Forse, stiamo entrando in un periodo in cui nessun agente che lavori in quest'ambito sar pi al sicuro. Chiunque non si dimetta  un folle.
Quindi, sta per dare le dimissioni? chiese Remi.
Io? No. Non subito, almeno. Non dopo che suo marito mi ha salvato la vita. Magari un'altra volta, ma adesso c' tanto da fare. Arrivederci, signori Fargo. Viaggiate sicuri.

15
Aeroporto di Verona
Il villaggio di Chlons-en-Champagne conta solo duecentoventisette abitanti e il punto che io e Albrecht riteniamo sia il campo di battaglia si trova otto chilometri a nord, nei pressi del casale di Cuperly, sulla D994, La route de Reims. La voce di Selma Wondrash usc dal telefono di Remi.
Cosa dobbiamo cercare? chiese Sam.
Albrecht intervenne. Vicino al centro del campo di battaglia c'era una cengia di roccia, un alto affioramento che si elevava dal terreno con una certa inclinazione. L'esercito romano, che comprendeva anche i visigoti, gli alani e i celti, corse sul posto con una marcia forzata per controllare il terreno elevato prima che arrivassero gli unni, i quali, quando giunsero a cavallo da est, furono accolti da una pioggia di frecce scagliate dalle rocce. Gli unni provarono senza troppa convinzione a stanare gli assediati, dopo di che ripiegarono a est, su un terreno pi basso e piatto, e fortificarono la loro postazione sistemando i carri tutt'intorno all'accampamento.
Quanto a est della cengia? chiese Remi.
Devono essersi tirati fuori dalla portata delle frecce, disse Albrecht.
E qual era questa portata?
Be, potresti andare su quella sommit, scoccare una freccia a un angolo di quarantacinque gradi e verificarlo tu stessa.
Potrei farlo davvero.
Oppure potresti fare un calcolo. Direi che una portata plausibile  duecentotrenta metri.
Accettiamo il tuo calcolo, disse Sam. Selma, puoi mandarci un altro magnetometro e un metal detector all'albergo in Francia?
Gi fatto. Dovrebbero essere l stasera. Alloggerete presso L'Assiette Champenoise, una vecchia tenuta con quasi due ettari di terreno e tutte le comodit moderne, nel centro di Reims.
Grazie, Selma, disse Remi. Sarei felice se ci fosse una vasca da bagno. E credo che un po di sonno non ci farebbe male. Questa faccenda si  trasformata in un sacco di lavoro notturno.
Certo. Prendete l'auto a noleggio che ho prenotato per voi al Terminal 1 dell'aeroporto Charles de Gaulle, e dirigetevi a est, fuori Parigi, sulla N44 per Reims, per circa centonovanta chilometri. Dopo di che, imboccate la D994, La route de Reims, fino a Cuperly.
D'accordo, disse Sam.
Albrecht, cos'altro puoi dirci della battaglia? chiese Remi.
Be, dopo la scaramuccia iniziale, Attila cap che non sarebbe riuscito a conquistare il punto elevato sulla cengia rocciosa. Ripieg per attendere ulteriori sviluppi. Al tempo, questo significava osservare i movimenti delle truppe nemiche e squartare qualche uccello per leggerne le interiora. Attila lasci cuocere i nemici nel loro brodo per buona parte della giornata. Nel tardo pomeriggio, attacc. La battaglia dur fino al calare delle tenebre e lasci migliaia di morti sul terreno in numero quasi uguale da entrambe le parti. La cavalleria di Attila non riusc a superare il vantaggio del nemico derivante dal trovarsi in un punto elevato, cos si ritir nel suo accampamento fortificato. Il comandante romano Ezio si perse nell'oscurit, separato dai suoi uomini, e trov riparo presso alcuni visigoti che avevano a loro volta perso di vista il loro capo, Teodorico. Il figlio di quest'ultimo, Torismondo rinvenne il corpo del padre il giorno dopo. Attila, che a quanto sembra era all'oscuro del fatto che i suoi nemici non se la passassero molto bene, si prepar a resistere. Accatast un enorme mucchio di telai di legno presi dalle selle dei suoi uomini. Se doveva morire, voleva che il suo corpo vi venisse gettato sopra e bruciato. Fu allora, per, che i suoi guerrieri notarono che i visigoti abbandonavano il campo e se ne tornavano a casa per consentire a Torismondo di rivendicare il trono del padre. Pertanto, Attila se ne and, dirigendosi a est, oltre il Reno.
Perfetto, disse Remi.
Perfetto? ripet Albrecht.
 l che deve trovarsi il tesoro.
Come fai a dirlo?
Sam e io ci ragioniamo da sempre. I tesori vengono immancabilmente sepolti in un brutto momento: una sconfitta o la morte di qualcuno. Come hanno fatto? Se analizziamo i resoconti della morte di Attila, fu allestita un'enorme tenda per lui e la sua servit, una tenda cos grande da potervi cavalcare dentro.
Non capisco dove vuole andare a parare, disse Selma.
I telai delle selle non vennero mai bruciati. Furono un diversivo, un inganno. Dentro la grande tenda di Attila, dove nessuno avrebbe potuto vedere, venne scavata un'altra cripta, una camera del tesoro simile alle due che abbiamo trovato. Una volta scavata la buca, sarebbero intervenuti gli scalpellini per sistemare le pietre. La fidata guardia pretoriana di Attila mise il tesoro nella camera. Sigillarono la camera, la coprirono e poi levarono la tenda. Nessuno vide nulla, n buche n gente impegnata a scavare.  probabile che, quando se ne andarono, abbiano fatto attraversare l'accampamento ai cavalli per nascondere ogni traccia. Nessuno, tranne poche persone di fiducia, sapeva dove si trovava il tesoro o addirittura che ne esistesse uno.
Credo proprio che tu abbia capito Attila, disse Albrecht. Da Chlons raggiunse l'Italia settentrionale e trov nuovi bottini sulla strada per l'invasione di Roma. Probabilmente il giorno della battaglia si stava gi preparando a puntare verso sud. Roma era la sua preda pi ricca e forse era sempre stata il suo obiettivo. Tutti sanno che i nemici di Attila lo costrinsero a una battuta d'arresto a Chlons. Quello che tutti dimenticano  che anche lui costrinse loro a una battuta d'arresto.
Le fonti dicono che Attila ritard il suo attacco finch non fu quasi buio. Forse lo fece per aspettare che la sua camera sotterranea fosse pronta e vi fossero state portate le pietre da un luogo imprecisato, magari dal fiume Marne, che si trovava proprio accanto al campo di battaglia, disse Sam.
Hai ragione, disse Albrecht. Se riuscirete a scoprire il punto esatto in cui fu eretta la tenda di Attila, sotto vi troverete la camera del tesoro.
Il loro volo da Verona giunse a Parigi in due ore, prelevarono l'auto noleggiata e si allontanarono dal traffico e dalla congestione della grande citt. Sebbene Sam viaggiasse a velocit da record, per percorrere i centonovanta chilometri sulla N44 ci vollero tre ore.
Sam e Remi raggiunsero Chlons-en-Champagne, poi imboccarono la strada per Cuperly, e fecero gli otto chilometri in pi per approdare al piccolo borgo. Nel tardo pomeriggio, si trovarono circondati da terreni agricoli di varie forme trapezoidali, cos intrecciati fra loro da far pensare che ogni centimetro di terra fosse messo a coltura.
Continuiamo a osservare il terreno dalla strada finch non troveremo quell'affioramento roccioso o finch non far buio, disse Sam.
Dipende tutto dall'individuazione di quell'affioramento, disse Remi. In quella vecchia storia non viene menzionato nessun altro elemento del terreno a cui far riferimento per orientarci.
Procedettero per alcuni chilometri sulla D994, La route de Reims, e poi puntarono a nord, sulla D977 e ancora sulla D931, La voie de la Libert. Erano di poco a nordest della Marne quando videro l'affioramento. Si ergeva bruscamente su un campo piatto, con una certa pendenza, elevandosi a mano a mano che lo sguardo si spostava da ovest a est. Sam ferm la macchina sul ciglio della strada e Remi scatt qualche foto con il cellulare e le invi a Selma.
Ecco, disse. Se non dovesse essere questo, forse Selma, Pete e Wendy riusciranno a confrontarne i contorni con qualche fonte satellitare - foto satellitari o altro - e a darci le dritte giuste.
Sono quasi certo che sia questo, comment Sam. Se avessero potuto darci maggiori dettagli, lo avrebbero fatto. E finora non  che abbiamo visto molti altri possibili candidati.
Remi sal in piedi sul sedile della cabriolet e poi mise un piede sulla portiera per sollevarsi ancora un po. Oh-oh, disse.
Che c'?
Peccato non esserci portati dietro il binocolo. Credo che qualcuno abbia scavato laggi, nella parte piatta del campo.
A est dell'affioramento?
S e sembra pi o meno alla distanza giusta. Indic il punto. Pensi che sia fuori dalla portata di una freccia scoccata dalle rocce?
Direi di s, rispose Sam. Se qualcuno mi stesse prendendo di mira, di certo me ne starei a prudente distanza. Si alz in piedi sul sedile, di fianco a lei.
Vedi? gli disse. L e l. E laggi.
Nel vasto campo verde, si vedevano mucchietti di terriccio fresco intorno a una serie di buchi.  proprio questo l'aspetto che avrebbe il terreno se Bako fosse arrivato qui per primo. Quelli piccoli potrebbero essere fori di prova e quello grande l in fondo potrebbe essere quella che pensavano fosse la camera.
Remi chiam un numero salvato sul telefono e attiv il vivavoce. Tibor? Sono Remi. So che sei a casa solo da poche ore, ma ci sono novit su Arpad Bako?
No, disse Tibor. Lui e i suoi addetti alla sicurezza sono ancora qui.  la prima cosa che ho controllato al mio arrivo. Perch?  successo qualcosa?
Siamo in Francia nei pressi del sito successivo e si direbbe che qualcuno vi abbia scavato una buca.
La cosa non mi piace, ma avremmo dovuto considerare un'altra possibilit, disse Tibor.
Cio?
Bako  rimasto in Ungheria, per ha amici e contatti d'affari anche altrove: clienti e fornitori, gente a posto ma anche criminali. Forse ha chiamato qualcuno in Francia. Se fossi in voi, farei attenzione.
D'accordo. Facci sapere se cambia qualcosa, disse Remi, poi si rivolse a Sam. Be, l'hai sentito.
Tibor ha ragione. Avremmo dovuto pensarci. Se Bako ha amici in tutta Europa, abbiamo un problema. Mentre ci affrettiamo a raggiungere il prossimo nascondiglio, i suoi amici potrebbero essere gi l a scavare.
E adesso che facciamo?
Ci comportiamo come se potessimo ancora farcela finch qualcuno non ci dimostrer il contrario. Andiamo in macchina fino a Reims, sistemiamoci nel nostro albergo e passiamo il resto del pomeriggio a prepararci per tornare qui dopo il tramonto.
Nel suo ufficio di Szeged, Arpad Bako era seduto a un lungo tavolo da riunione di palissandro e stava studiando i dirigenti disposti tutt'intorno che ascoltavano una relazione del direttore delle vendite dei Paesi esteri. Sfruttava occasioni come quella, in cui prestavano attenzione a qualcosa d'altro, per studiarli. Erano tutti uomini in gamba. Alcuni erano scienziati - biologi, farmacisti, chimici - che lavoravano per migliorare i farmaci venduti dall'azienda e per scoprirne di nuovi. Altri avevano lauree in campo medico e avevano il compito di effettuare i test sui medicinali e trattare con ospedali e universit. Altri ancora erano avvocati. Bako era andato all'universit, ma quanto a istruzione e intelletto non era al loro livello.
Era, per, un tipo scaltro. Doveva apparire ovvio a quegli uomini che la relazione che stavano ascoltando era impossibile, una vera e propria invenzione. Le vendite di antidolorifici e tranquillanti, che pur avevano una grande incidenza nell'economia sommersa europea, erano state ingigantite. Le cifre sulla lavagna indicavano che legittimi soggetti stranieri acquistavano all'interno del proprio mercato quantitativi di farmaci per nulla proporzionati. Persino in Paesi che vantavano aziende farmaceutiche famose e secolari come la Svizzera e la Germania, era come se tutti i dottori prescrivessero solo prodotti della Bako. Era assurdo. In un paio di casi, in alcuni Paesi lontani, i farmaci Bako venduti risultavano perfino pi numerosi di quelli destinati a qualsiasi altro scopo che venivano prodotti in un anno. Tuttavia, i dirigenti della Bako ascoltarono questi dati senza battere ciglio. Non c'era numero che non venisse loro rivelato. Tutte le persone presenti in quella stanza si erano arricchite grazie a false vendite, Bako lo sapeva, ed era giusto costringerle ad ascoltare quei numeri. Se avevano saggiamente scelto di non confrontarli con altri dati o di non esprimere dubbi, allora per il momento tutto doveva andare bene. Erano soddisfatti dello stato delle cose.
Il cellulare di Bako squill. Un paio di uomini sussultarono e si voltarono per osservare gli altri con espressione ironica, sperando che uno dei presenti fosse stato sorpreso a comportarsi in maniera sgarbata e sciocca durante la riunione, ma, quando videro Bako tirar fuori il telefono dalla tasca, distolsero lo sguardo. Lui lesse il numero sullo schermo e disse: Vi prego di scusarmi, signori. Devo rispondere a questa chiamata.
La decina di presenti scatt in piedi all'istante, raccolse laptop, tablet, penne e tazze del caff, e sfil fuori dalla stanza. L'ultimo a uscire fu il direttore delle vendite, che parve sollevato. Quando la porta insonorizzata si fu chiusa, Bako fece scorrere il pollice sullo schermo per rispondere.
Pronto, tienne? disse Bako. Mi chiedevo quando avresti chiamato. Buone notizie?
tienne Le Clerc rise. Talmente buone da essere incredibili. Abbiamo trovato la stanza del tesoro proprio dove ce l'aspettavamo, al centro del vecchio campo di battaglia.  grande. Attila deve aver lasciato la Germania e la Francia senza un soldo. Avresti potuto tenermi fuori da questa faccenda, occupartene da solo e guadagnare un centinaio di milioni di euro in pi.
Ce ne sono cos tanti? Tu, invece, avresti potuto mentirmi e dirmi che non c'era nessun tesoro, che qualcuno ci aveva preceduti.
Le Clerc rise. Suppongo che questo significhi che siamo tutt'e due quasi onesti.
Quasi. O, forse, che scegliamo bene le nostre vittime. Il tesoro  una notizia bellissima. Puoi mandarmi una foto dell'iscrizione? chiese Bako.
Iscrizione?
Il messaggio in latino. In ogni camera del tesoro c' un messaggio di Attila. Non l'avete trovato?
Dobbiamo essercelo perso, mi sa. Non ho ancora visto nulla.
 difficile lasciarselo sfuggire.
La voce, lenta e chiara, di Le Clerc fu un vago monito, una semplice nuvoletta che si stava formando all'orizzonte: Non hai visto il contenuto della stanza. Si tratta di tonnellate di oro e argento, in larga parte antichissimo, addirittura preromano. Se vuoi delle scritte in latino, ne ho in abbondanza. Ci sono interi libri rilegati in oro e tempestati di pietre preziose.
Scusa, amico, disse Bako. Stavolta deve essere diverso. Il primo era inciso su una lastra di ferro grande come una porta.
Non abbiamo trovato nulla del genere, fece Le Clerc. Controller meglio. Questo, per, mi fa venire in mente una cosa: avevi detto che avremmo dovuto fare attenzione all'uomo e alla donna che avrebbero cercato di arrivare per primi. Sono loro, in effetti, il motivo della mia telefonata. Sono qui. I miei uomini li hanno visti raggiungere il campo di battaglia a bordo di una cabriolet e ispezionare il campo.
In tal caso, le cose stanno anche meglio di quanto pensassi. Se riuscite a ucciderli, avremo tutto il tempo che vogliamo per trovare quell'iscrizione.
Non preoccuparti, lo rassicur Le Clerc. Stanotte nel sito ci saranno ancora i miei uomini, per portare via gli ultimi pezzi prima di ricoprire tutto. Troveremo l'iscrizione. Nel frattempo, quella gente potrebbe sparire.
Non appena furono in citt, Sam s'inform su come noleggiare un camion. Trov un'agenzia e ne prese uno con un cassone largo due metri e mezzo e lungo sei, e uno spazio di carico chiuso. Remi scatt una foto dell'insegna di un negozio di mangimi e and in una stamperia per farsela ingrandire e riprodurre sotto forma di insegna magnetica, poi ne appiccic una su ogni fiancata del camion.
Sam e Remi raggiunsero il loro albergo, che assomigliava a un castello con tanto di cancellata, e dormirono per qualche ora, prima di prepararsi. Sam prese con s un metal detector e un magnetometro. Prepararono le pale, i palanchini, i visori notturni e gli zaini, e cenarono in hotel: anatra all'arancia con Ros des Riceys, un vino locale che si riteneva fosse uno dei preferiti di Luigi XIV, e per concludere crpes suzette.
A mezzanotte, salirono sul camion a noleggio. Sam si mise al volante e Remi gli si sedette accanto, per fargli da navigatore. Percorsero la tortuosa statale di campagna fino al borgo di Cuperly e poi si diressero a nord. Non ci volle molto per giungere al campo che avevano trovato nel tardo pomeriggio. Sam accost sul ciglio della strada.
Bene, vediamo cosa hanno dissotterrato laggi, disse Remi, caricandosi lo zaino sulle spalle.
Chiss, magari  solo che in Francia ci sono talpe molto grandi, comment Sam.
Scavalcarono una recinzione di pietra ed entrarono nel campo. Remi diede un'occhiata alle foto scattate nel pomeriggio per raggiungere la prima buca vista dalla strada. Quando vi furono vicini, indossarono i visori notturni e vi s'inginocchiarono accanto. Non si vedeva bene, per cui scostarono un po di terriccio con le pale.
Che cos'? chiese Remi, poi si protese verso il basso e lo tocc. Acciaio. Sembra un cannone.
 vero. Sam scav un po intorno con una mano e si ferm in corrispondenza della bocca. Credo che sia un French 75.
Quello  un cocktail. Gin, champagne, succo di limone e zucchero, mi pare, disse Remi.
Be, questo  il cannone da cui ha preso il nome, fece lui.  per il mal di testa che ti fa venire, immagino.  anche per questo che dobbiamo fare attenzione quando scaviamo in Francia. La Marne  poco pi a sudest di quel campo. Nell'estate del 1918, il generale tedesco Ludendorff progett una grande offensiva per conquistare la regione della Champagne. Gli alleati ottennero una copia del suo piano, cos spostarono parecchi pezzi di artiglieria e, un'ora prima dell'attacco nemico, aprirono il fuoco con oltre tremila cannoni. Dalla posizione e dalla condizione di questo cannone, direi che  rimasto danneggiato dal fuoco di ritorno o che, semplicemente, si  surriscaldato troppo.
Chiunque sia venuto qui prima di noi ha notato un bell'innalzamento dell'ago del magnetometro, ha scavato e lo ha trovato, disse Remi.
Andiamo a dare un'occhiata alla prossima buca.
Si spostarono alla buca successiva e vi guardarono dentro. Sul fondo giacevano i resti di un paio di casse di legno, entrambe marce e scurite dal tempo. C'erano anche il bordo metallico e il mozzo di una ruota di carro. Con cautela, Sam diede un colpetto alle casse, che erano molli come cartone bagnato. Vide una fila di cinque munizioni da cannone a forma di pallottole giganti, con il rivestimento di ottone che la patina del lungo tempo passato sotto terra aveva reso verde, e i proiettili di un grigio uniforme. Ecco una scoperta, disse Sam. Artiglieria inesplosa. Sembra un cassone sepolto. Continuiamo.
Dovremmo chiamare qualcuno, disse Remi.
Lo faremo. Ci sono tante di quelle bombe e granate di entrambe le guerre mondiali che la Francia ha ancora a libro paga squadre di artificieri preposte al loro smaltimento, quando saltano fuori.
Deve essere stata una discreta sorpresa per gli amici francesi di Bako quando hanno scavato le loro buche di prova, comment Remi.
Be, resta solo un'altra buca nel campo e sembra pi grande delle prime due, disse Sam. Quello che hanno trovato, di qualunque cosa si tratti, deve essere qualcosa che non esplode. S'incamminarono verso la terza buca.
Avvicinandosi al mucchio di terriccio gettato di lato durante le operazioni di scavo, Remi disse: Guarda l'ingresso.  come l'altro: pietre cementate con la malta.
Vediamo cosa  rimasto dentro, disse Sam. Estrasse una fune di nylon dallo zaino, cre un cappio, lo sistem intorno all'asta di una pala e poi piant questa in un angolo dell'ingresso della buca. Infilarono i visori notturni e poi Sam cal Remi nella camera. Qualche secondo dopo, la fune si afflosci e ci furono alcuni secondi di silenzio.
Cosa vedi?
Non  vuota, ma credo che sia stata saccheggiata. Quaggi non ci sono mucchi d'oro. Vieni a vedere.
Sam si cal lungo la parete interna della camera. I suoi piedi toccarono una superficie e lui s'inginocchi.  cemento, disse.
I romani avevano il cemento. Perch non avrebbe dovuto averlo Attila? disse Remi.
Lo so. Se voleva uno scalpellino, sono certo che avrebbe potuto catturarne una miriade. Si direbbe che questa camera sia stata fatta di pali e che poi tutto sia stato rafforzato con il cemento, probabilmente da entrambi i lati.
Guarda, lo richiam Remi: era in piedi a poco meno di quattro metri di distanza, accanto a una catasta di metallo che conservava una tenue lucentezza nella luce verde amplificata dei visori notturni.
Sam la raggiunse. Non vedo oro, ma  una cosa straordinaria: scudi, elmi, pettorali, spade, giavellotti romani. Dovevano essere spoglie della campagna militare.
Hanno gran valore, dal punto di vista storico, disse Remi. Tuttavia, non mi rende felice sapere che gli amici francesi di Bako ci hanno battuti sul tempo.
Troviamo l'iscrizione, sempre che non abbiano preso pure quella.
Ispezionarono le pareti, facendo attenzione ai minimi segni. Poi, alla base del mucchio di equipaggiamenti romani, trovarono uno scudo che era diverso dallo scutum rettangolare romano, alto un metro e venti e curvato all'indietro sui lati. Quello scudo era rotondo e nel mezzo presentava un punzone d'acciaio estroflesso a mo di punta di lancia. All'interno, incisa intorno al bordo, c'era una frase in latino.
Remi scatt una foto con il cellulare, poi fece reggere lo scudo a Sam e scatt altre foto da diverse angolazioni per mettere bene a fuoco le lettere in rilievo. Okay, dovrebbe bastare, disse, poi esit. Aspetta un secondo. Questo scudo non dovrebbe trovarsi qui. Gli amici di Bako dovevano sapere che era importante, forse pi di qualsiasi altra cosa di questa camera. Perch abbandonarlo?
Sam fece spallucce. Dev'essergli caduto. Magari, vedendo mucchi di oro, argento e pietre preziose, li hanno presi e se ne sono andati.  un'incredibile fortuna per noi.
Diamoci da fare, allora. Sali in superficie e tira su queste armi con la fune. Io legher il carico successivo, disse Remi.
Sam pass la corda dentro le cinghie per le mani dei primi due scuta, poi affastell i giavellotti e i gladi romani, ovvero gli spadini romani di ordinanza. Sal in superficie, sleg i manufatti e rigett la fune a Remi.
Un paio di minuti dopo, la donna grid: Tira!
Stavolta, quando Sam tir su, trov cinque elmi privi di decorazioni, appartenenti a soldati semplici, due scuta e quattro pettorali. Si sporse verso il basso, con un elmo in testa. C' altro?
S, che subisco il fascino della divisa, disse Remi. Cos' stato?
Cos' stato cosa?
Ho visto una luce, una specie di faro, balenare dietro di te.
Sam si ritrasse e osserv il campo. Non vedo nulla. Forse erano solo le luci di atterraggio di un aereo diretto a Reims. Non corre pi l'anno 451.
In tal caso, dovresti aggiornare il tuo guardaroba.
Afferra la fune, cos ti tiro su.
...
16.
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Dintorni di Cuperly, Francia.
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Una volta in superficie e nuovamente nell'aria della notte, si sedettero sopra la camera, circondati dall'alta catasta di terriccio dello scavo. Forse, dovremmo staccare un pezzo di recinzione e portare qui il camion per caricarlo, come abbiamo fatto in Italia, disse Remi.
Non male come piano. Non ho molta voglia di fare avanti e indietro a piedi per portar via tutto, fece Sam.
Quanto mi piace quando hai la saggezza di essere d'accordo con me, gli disse.
Davvero? Cercher di ricordarmelo.
Sempre che tu non stia cercando di lusingarmi e manipolarmi per farmi fare cose carine per te in futuro, aggiunse lei.
Sarebbe una cosa tanto brutta? disse Sam.
Bruttina. Non brutta della serie sono furiosa con te, ma di certo non il tuo comportamento migliore, replic lei
Certo che no. E il mio comportamento migliore? Uno standard elevatissimo...
Ovvio. Lo facciamo? disse Remi.
D'accordo, visto che  una buonissima idea.
Grazie.
Remi raccolse un fastello di giavellotti legati insieme da Sam, attacc un gladio con il relativo fodero alla cintola del marito e raccolse lo scudo con il messaggio. Poi si allontanarono dallo scavo. Sentirono una forte detonazione nel momento in cui una pallottola pass sopra le loro teste. Saltarono di nuovo nella buca e, un attimo dopo, si ud il rumore di un altro sparo.
Remi alz la testa oltre il ciglio della trincea e infil il visore notturno.
Sta gi, disse Sam.
Hai sentito lo sparo? Il cecchino  a poco meno di trecento metri. Non  riuscito a colpire nemmeno un bersaglio grande come te.
Non al primo colpo, ma scommetto che ora ha aggiustato la mira.
Un terzo colpo s'infil nel mucchio di terra alle loro spalle e Remi abbass la testa. Hai qualche idea?
Potrebbe riuscire a trovare la distanza giusta in fretta, ma centrare una sagoma in corsa  un po pi difficile.
Non ho chiesto riflessioni a caso. Volevo un piano...
Ci furono altri tre spari in rapida successione, uno molto in alto, uno su un fianco e uno nel terriccio dietro di loro. Dal ciglio della buca, Sam diede una sbirciata alle rocce lontane. C' un'auto, sembra una Range Rover, su verso la cengia rocciosa. Ci sono tre o quattro uomini muniti di fucile che ci tengono sotto tiro.
Ci pensi che stanno utilizzando la stessa strategia dei romani e dei visigoti, cio raggiungere per primi il terreno elevato e bloccarci sparando da lontano? gli fece notare Remi.
Se solo ci prendessero di mira con le frecce, disse Sam. Ecco. Prendi questo. Le mise un elmo romano in testa, raccolse uno scutum, gli diede un colpetto con le nocche e poi lo mise da parte e ne scelse un altro. Questo  meglio. Ha uno strato metallico sulla parte esterna. Prese in mano un terzo scutum.
Non fermer una pallottola, gli disse la moglie.
No, ma almeno sar pi difficile ammazzarci.
Se lo dici tu.
Lo dico io. Tienilo sulla schiena, cos...
Sembri una tartaruga.
Esatto.  proprio quella l'idea. Da questa distanza,  gi abbastanza difficile colpire qualcuno che corre nell'oscurit. Con questo in mezzo, confonderai loro le idee. E ora andiamocene, prima che gli venga in mente che possono avvicinarsi. Sam raccolse il fastello di giavellotti, lo scudo tondo con il messaggio e lo scutum prescelto.
Affior dalla trincea, si allontan di corsa dalla strada come se avesse un nuovo, miracoloso piano e poi scart di lato proprio mentre gli uomini armati riprendevano a sparare. Remi not che stava attirando il fuoco, quindi sgusci fuori dalla buca e si tenne lo scutum contro la schiena mentre scattava verso il camion parcheggiato.
Sam invert la sua direzione e le corse dietro. Non essendosi accorti di Remi, i cecchini spararono di nuovo contro di lui.
Remi stava ancora correndo verso il camion, tenendo il corpo basso e lo scutum lungo un metro e venti sulla spalla destra in direzione dei cecchini. Super di slancio una delle buche di prova, quella piena di granate da artiglieria. Come aveva temuto, i tiratori crivellarono di colpi la buca, cercando di provocare un'esplosione. Tuttavia, come aveva sperato, dal punto in cui si trovavano riuscirono solo a colpire la terra accumulata tutt'intorno. Persino una volta che fu al di fuori della zona a rischio, li ud sprecare pallottole sugli esplosivi, convinti che l'avvicinarsi di Sam fornisse una seconda possibilit di centrare le vecchie granate.
A quel punto, ciascun tiratore parve dividere i propri colpi equamente tra Sam e Remi, che ne dedussero che nessuno di quegli uomini era addestrato. La qualit essenziale del tiratore scelto consisteva nel selezionare un bersaglio e ignorare qualsiasi altra cosa finch non lo avesse eliminato. Lo standard del cecchino americano - un colpo solo, ma letale - era un miraggio per molte altre unit operative, che comunque ci sapevano tutte fare molto pi di quella gente.
Mentre Remi sfrecciava accanto alla buca di prova con il cannone francese, una pallottola colp il margine destro del suo scudo romano, spostandolo di lato con violenza. Lei sent rimbalzarle qualche scheggia sull'elmo, ma riusc a tenerselo stretto e a continuare a correre. La curvatura dello scudo era servita al suo scopo e aveva deviato la forza della pallottola. Correndo ancor pi veloce, si port al riparo del grosso camion. Si acquatt sul lato della strada, dalla parte opposta rispetto ai tiratori, e sal sul sedile del passeggero, poi scivol sul lato del conducente e avvi il motore. I tiratori spararono alla cabina e uno dei finestrini laterali esplose verso l'interno. Colpirono il vano di carico e il telaio del camion. Remi si rannicchi a riccio.
Poi, proprio quando iniziava a cullare qualche speranza, uno dei tiratori riusc a colpire con una pallottola di rimbalzo qualcosa che si trovava sul ciglio della buca delle munizioni; e nel campo vi fu un'esplosione forte, impetuosa. Diede un'occhiata e vide Sam gettarsi in terra con lo scutum sulla schiena e arrancare in avanti mentre venivano sparati altre tre colpi e poi una raffica da sei.
Un attimo dopo, portandosi dietro i due scudi e il fascio di giavellotti, Sam comparve sul lato sicuro del camion. Con grande sorpresa di Remi, sal nel vano di carico, sbatt la portiera, corse alla finestrella che separava il vano dalla cabina e grid: Portaci via da qui.
Raddrizzatasi sul sedile, lei tolse il freno a mano, schiacci la frizione e inser la prima, quindi moll senza troppa convinzione la frizione, facendo partire il camion con un sussulto. Il motore non si piant, per cui lei diede altro gas finch il cambio non gemette, suggerendole che era ora di cambiare marcia. Aument i giri del motore fino a inserire la quarta e tenne il piede sull'acceleratore. Lanci l'autocarro a ottanta chilometri orari sulla strada buia di campagna, a fari spenti, limitandosi a tenersi al centro della carreggiata. Si tolse l'antico elmo, lo gett sul sedile e spost la testa per cogliere il riflesso della luna sulla superficie scura e liscia della strada.
Quando os guardare nello specchietto retrovisore, Remi non vide pi l'affioramento roccioso, cos accese i fanali e procedette ancora pi velocemente, tenendosi al centro della sua corsia per smussare le curve. Raggiunse una velocit di poco meno di cento, poi centodieci chilometri orari, senza smettere di aumentare. Sper che dalla direzione opposta non giungessero altre automobili, ma la speranza parve evocarle. Sulla collina davanti si vide un bagliore, poi una coppia di fari spunt dalla cresta e scese verso di lei.
Remi si port quanto pi vicino al ciglio destro dell'angusta strada, cercando di non perdere velocit. La prima automobile parve mancare il suo faro sinistro di appena cinque centimetri. Mentre i fari anteriori la superavano trasformandosi in un paio di luci posteriori rosse che si affievolivano con la distanza, il conducente suon il clacson, uno squillo di protesta nella notte. Le tre automobili successive le sfrecciarono accanto in silenzio, forse approfittando di un tratto un po pi ampio di strada oppure, semplicemente, ammutolite dallo shock per la sua guida avventata.
Remi continu a controllare lo specchietto retrovisore, sperando che gli uomini armati non avessero deciso d'inseguirla. Ancora una volta, le sue speranze parvero evocare ci che temeva di pi. Alle sue spalle apparvero due fari anteriori che si avvicinavano veloci. Dopo aver superato una curva, guard nello specchietto laterale per vedere meglio i suoi inseguitori. Era un veicolo pi grande e pi alto della media: la Range Rover che avevano visto parcheggiata a met della salita verso la cengia rocciosa che dominava il campo di battaglia, seguita da un camion molto simile a quello che lei stava guidando. Ovviamente, doveva esserci un camion, pens. La camera del tesoro era grande come il vano di carico di un camion. Quando quegli uomini avevano tirato fuori l'oro e l'argento, il peso doveva essere stato eccessivo per trasportarlo a bordo del SUV.
La Range Rover si port rapidamente dietro di lei e, ben presto, anche il camion fu vicino. Remi sapeva che la loro mossa successiva sarebbe stata affiancarla per consentire a qualcuno di puntare un fucile fuori dal finestrino e spararle.
L'auto si avvicin sempre di pi e lei si rese conto che il conducente stava tentando di illuminarle gli pneumatici per sparare qualche colpo di fucile e fermarla. Remi si accorse che Sam stava trafficando con il portellone della zona di carico. Raddrizz il camion e guard nello specchietto laterale. La Range Rover era ormai vicinissima quando il portellone del camion si spalanc.
Un antico giavellotto schizz fuori dal buio vano di carico. Aveva una punta piccola, sottile e affilata all'estremit dell'asta di ferro che si protendeva per quasi met della sua lunghezza, per poi continuare con circa un metro di vecchio, fragile legno. Flessibile com'era, sembr scivolare nell'aria, girando su se stesso in volo.
Nello specchietto retrovisore, Remi vide il conducente spalancare gli occhi e la bocca mentre la saetta sfrecciava verso di lui. La punta colp il parabrezza con uno schianto e lei la vide piantarsi nel vetro. Il vento sbatteva furiosamente l'asta, facendo oscillare la punta affilata davanti ai volti del guidatore e dei suoi compagni.
La Range Rover sband follemente per un momento, mentre il conducente lottava per riprenderne il controllo, dopo di che si avvit su un fianco. Il camion che la seguiva era troppo vicino per evitarla e and a sbattere contro la fiancata sinistra, all'altezza dello pneumatico anteriore, facendo girare vorticosamente l'auto finch entrambi i veicoli non si fermarono.
Remi continu a guidare, entrando a Reims una decina di minuti dopo. Parcheggi all'agenzia di autonoleggio e, insieme a Sam, trasfer armi e armature romane nell'auto che avevano lasciato l, quindi tornarono con quella al loro albergo.
Con gli abiti neri coperti di polvere, trasportarono nella hall il pesante carico di antico equipaggiamento da guerra. Avevano la faccia e le mani sporche di terra. Quando Sam si ferm davanti al banco della reception, l'addetto guard l'antico elmo e parve a disagio. Signore?
Sono Samuel Fargo, camera 27, gli disse lui.
S, signore.  tutto di suo gradimento? Scrut i giavellotti e gli scudi.
Oh, si riferisce a questi? Siamo freschi reduci da una festa in maschera finita un po fuori controllo.
S, signore. Abbiamo scoperto che, a quanto pare, le feste a tema su Roma sono un guaio.
Forse, avremmo fatto bene a chiederlo prima di andarci. Ora, vorrei prendere una seconda stanza. Ne vorrei una su un piano diverso, in un corridoio diverso.  possibile?
Si pu fare. Guard lo schermo di un computer, tir fuori le carte da far firmare a Sam e poi gli diede la chiave della stanza. Camera 315, signore.
Sam e Remi portarono le armi romane nella stanza nuova e appoggiarono al muro gli scudi e i giavellotti.
Remi scosse la testa. Troppo facile da trovare.  prezioso.
Sam prese di nuovo in mano lo scudo con l'incisione, apr la finestra e scavalc il timpano, salendo sul tetto spiovente. Raggiunse il comignolo pi vicino e infil lo scudo tra il comignolo e le scandole di ardesia sulla sommit. Tornato dentro, chiuse la finestra.
Dovremo uscire e andare a controllare nei paraggi. Voglio trovare gli uomini che stanno cercando di ammazzarci, disse.
Ripetilo a te stesso, prima, e poi mi dici se ti pare una buona idea, disse Remi.
Non intendevo esattamente i killer, le rispose lui. Quello che vorrei scoprire  dove nascondono il tesoro.
E come pensi di farlo? gli disse.
Be, riflettiamo su chi devono essere. Si direbbe un gruppo che di solito non  coinvolto nel furto di antichit. Non hanno notato lo scudo con l'iscrizione e hanno abbandonato manufatti romani di grande valore nella camera solo perch non erano d'oro.
Hai ragione. Dunque, chi sono? chiese Remi.
Amici e alleati di Arpad Bako, quasi certamente conoscenze d'affari. Per cui, quali attivit svolge Bako?
Secondo Tibor, la principale pare che sia il dirottamento di farmaci da lui prodotti verso canali illegali.
Secondo me, questi tipi sono trafficanti di droga locali.
Ipotesi ragionevole.
Chiamiamo Tibor, allora. Sam prese il cellulare e selezion il numero dell'ungherese in memoria.
S? rispose una voce sonnolenta.
Tibor, sono Sam.
Stavo dormendo. Che ore sono? Dove siete?
Siamo ancora in Francia. Sembra che Bako abbia chiesto a dei tipacci francesi di effettuare le ricerche, proprio come temevamo, e che siano arrivati al tesoro prima di noi, per abbiamo scoperto che l'iscrizione era ancora nella camera.
Cattive notizie, buone notizie. C' modo di mettere le mani sul tesoro prima che lo spostino?
Siamo riusciti a seminare i cecchini francesi che ci hanno inseguiti. Secondo noi, hanno in qualche modo a che fare con le attivit illegali di Bako, per cui  probabile che operino nel mercato della droga. Mi chiedo se sia possibile trovare gli indirizzi francesi a cui Bako spedisce i suoi farmaci leciti.
Ci sto lavorando da quando abbiamo avuto il sospetto che in Francia ci fosse qualcun altro. Ho chiamato un cugino che lavora per la societ di spedizioni utilizzata da Bako: i medicinali venduti legalmente sono distribuiti in Francia da una societ belga. Inoltre ha un fornitore, la Compagnie Le Clerc che gli manda composti chimici in container speciali; Bako, dopo averli scaricati, li rispedisce indietro. Secondo alcuni, i container che ritornano in Francia non sono vuoti.
Hai l'indirizzo della Compagnie Le Clerc?
S.
Sam prese una penna e una banconota da cinque euro, e si annot l'indirizzo. Voie de la libert 6107, Troyes.
Tornarono all'agenzia di autonoleggio, parcheggiarono la macchina e ripresero il camion. Speravo di non dover pi vedere questo aggeggio, disse Remi. Quanto dobbiamo all'agenzia per i fori di pallottola?
Stanno ancora facendo i conti.
E non scordarti il finestrino rotto.
Guido io, disse Sam. Uscirono dalla citt e Remi con il navigatore del cellulare trov il tragitto e la distanza. Reims e Troyes distavano solo centotrenta chilometri circa, per cui il viaggio sulla E17 dur poco pi di un'ora e mezzo.
Quando trovarono l'indirizzo di Troyes, il loro umore inizi a migliorare. Videro un piccolo parcheggio asfaltato, un garage per i camion e un deposito di medie dimensioni. Mentre si avvicinavano, Remi disse: Rallenta, cos posso dare un'occhiata al parcheggio.
Nel parcheggio, vicino al deposito, c'erano la Range Rover con il parabrezza rotto e la ruota anteriore sinistra fuori asse e, accanto, il camion che le era finito contro, privo del paraurti anteriore. Sam si ferm sulla statale, in modo da studiare attentamente il complesso. Sia il deposito sia il garage non avevano finestre, ma sul tetto di entrambi c'erano dei lucernari. Non si vedevano luci accese n uomini in giro per la propriet.
Sam raggiunse il parcheggio. Restarono seduti per qualche minuto a motore acceso, ma nessuno apr una porta o usc a controllare chi fossero. Possibile che siano andati tutti a casa? chiese Remi.
Sam guard il lato del deposito, studi la pendenza del tetto, dopo di che fece marcia indietro in maniera tale che il vano di carico del camion fosse comodamente sotto le grondaie.
Lui e Remi scesero dal camion e si scambiarono un'occhiata. Non ebbero bisogno di parole per eseguire il piano. Lei si protese dietro il sedile, apr la cassetta degli attrezzi e trov una chiave per svitare i bulloni degli pneumatici e una corda. Salirono sul cofano, poi sul tettuccio della cabina, quindi sopra il vano di carico e, per finire, sul tetto del deposito. S'inginocchiarono accanto al lucernario pi vicino e osservarono l'interno dell'edificio, in basso.
Sul pavimento di cemento erano impilati contenitori di plastica bianchi, grandi come secchi di vernice da quaranta litri, che raggiungevano quasi il lucernario. Su entrambi i lati, c'erano passaggi liberi. Poi videro due carrelli elevatori e un ufficio.
Voltati, disse Sam a Remi, e tir un colpo con la chiave sul lucernario per romperlo, poi allung una mano all'interno e tolse i frammenti di vetro rimasti attaccati al telaio. A quel punto, leg saldamente la corda intorno al supporto d'acciaio nel mezzo.
Pronti, sussurr Remi e si cal fin sulla cima di una fila di contenitori di plastica. Li tocc. Sono pieni di qualcosa. Stabili, direi.
Sam la segu. Raggiunsero cataste sempre pi basse di contenitori finch non furono all'ultima, costituita soltanto da tre contenitori, e scesero sul pavimento. Si divisero e iniziarono a perlustrare il deposito. Proseguirono finch non ebbero controllato ogni angolo e l'ufficio, che occupava l'estremit dell'edificio.
Sam si avvicin a Remi. L'idea era promettente, ma non sempre le idee promettenti hanno successo. Pensavo che avrebbero nascosto il tesoro nel posto in cui conservano i loro farmaci.
Remi fece spallucce. Non abbiamo ancora trovato neppure quelli. Queste sembrano tutte sostanze chimiche. Stava fissando una catasta di contenitori di plastica. Si avvicin a quello pi vicino e lesse l'etichetta, inclinandolo leggermente, poi raggiunse un'altra fila e sollev un altro contenitore, quindi un'altra fila e un altro contenitore.
Sam fece altrettanto. Sembravano identici, tutti intorno ai venti chili di peso. Sam e Remi si spostarono di fila in fila, verificando a caso il contenuto. Alla fine, mentre ne posava uno, Remi vide Sam che con il coltellino allentava la fascetta intorno al coperchio di un altro. Gli si avvicin mentre lui la sollevava e insieme videro il luccichio familiare dell'oro.
Subito si misero all'opera, sollevando rapidamente ciascun contenitore e mettendo da parte quelli che dentro sembravano avere un peso diverso. Alcuni erano pi pesanti, altri pi leggeri, e molti producevano un certo rumore se venivano scossi. Sam spinse un bancale di legno vicino alla fila e inizi a metterci sopra i contenitori con i manufatti. Dopo una ventina di minuti, il bancale era carico e lui ne port un altro. Ormai erano bravi a individuare i contenitori dal peso anomalo e impiegarono meno tempo a caricare i bancali. Quando li ebbero trovati tutti, e quelli rimasti erano pieni solo di sostanze chimiche, Sam disse: Trova l'interruttore che apre le porte.
Mentre lui andava a prendere un carrello elevatore per sollevare un bancale carico di antichit, Remi trov il tasto giusto. Sam si avvicin, la porta si alz e lui usc con il mezzo. Remi corse a portare il camion davanti all'ingresso. Grazie al carrello elevatore, nel giro di pochi minuti riempirono il vano di carico con tre bancali, su ciascuno dei quali erano accatastati quattro contenitori in lunghezza e quattro in altezza. Una volta finito, Sam riport dentro il carrello, torn, quindi chiusero la porta del deposito e partirono.
Giunsero all'albergo di Reims alle quattro del mattino. Vado a prendere le armi e le altre cose nella stanza nuova. Tu va a prendere i nostri effetti personali in quella vecchia. Poi, andiamo a Parigi, disse Sam.
Si affrettarono a entrare. Quando Sam raggiunse la seconda stanza, cap che c'era qualcosa che non andava. Da sotto la porta usciva una lama di luce. Erano passati circa tre minuti quando giunse Remi, trascinandosi appreso la valigia che condividevano. Sam stava rientrando nella stanza dalla finestra. L'armatura e le armi sembravano esserci ancora, ma l'espressione del viso di Sam le disse che non andava tutto bene.
Oh, no. L'hanno preso? disse la donna.
Sam sollev le mani vuote e chiuse la finestra. Mentre noi li derubavamo a Troyes, loro ci derubavano a Reims. Hanno lo scudo con l'iscrizione di Attila..
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FINE Parte 1.